Lavori Pubblici

Acqua, previsti 4,5 miliardi di investimenti: nel 2015 tariffa su del 4,8%

Mauro Salerno

Tariffa calcolata per la prima volta in modo omogeneo in tutta Italia. Bollette giù del 10% per 6 milioni di consumatori. I dati presentati dall'Authority alla Conferenza nazionale sui servizi idrici a Milano. Il presidente Bortoni: necessario accorpare le gestioni

Aumento medio del 4,8% per la tariffa dell'acqua nel 2015, mentre nel 2014 l'aggiornamento è stato del 3,9%. A fronte di questi adeguamenti, per la prima volta calcolati con un metodo omogeneo in tutta Italia, sono pronti a partire investimenti per 4,5 miliardi per realizzare nuove infrastrutture e migliorare i servizi. Sono i dati che l'Autorità per l'energia, che dalla seconda metà del 2012 si occupa anche di acqua, ha presentato nel corso della III Conferenza nazionale sulla regolazione dei servizi idrici svolta oggi a Milano.

Sui nuovi investimenti attivati l'Autorità ricorda in particolare che si tratta di un valore pari a quello degli impianti realizzati finora, con approvazione di interventi che riguardano più di 1.600 gestioni. Sulle tariffe l'Authority segnala peraltro che rispetto ai rincari medi (+3,9% nel 2014 e +4,8% nel 2015) «quasi 6 milioni di consumatori hanno avuto una riduzione del 10% della bolletta».

«In questa prima fase dell'attività dell'Autorità ci siamo focalizzati nel realizzare e applicare un metodo tariffario unico per tutto il Paese, oltre che a completare le informazioni sul settore, e credo che i risultati raggiunti diano ragione a chi ha creduto nella coerenza delle nuove attribuzioni all'Autorità in un settore diverso da quelli iniziali», ha sottolineato il Presidente dell'Autorità per l'energia Guido Bortoni nella sua relazione.


Gli investimenti
Ora la sfida è trovare gli strumenti per finanziare gli investimenti necessari ad aumentare l'efficienza della rete a fronte del calo dei contributi pubblici al settore. Bortoni apprezza la scelta del Governo, attuata con il decreto Sblocca Italia, di istituire un fondo specifico per gli investimenti nel settore idrico, ma segnala «problemi di coordinamento con la regolazione dell'Autorità nella definizione dei criteri, delle modalità e dell'entità delle risorse». Altro elemento chiave è l'accorpamento delle gestioni del servizio, ora troppo parcellizzate. «Un processo di aggregazione e di rafforzamento della gestione dei servizi pubblici locali a rete risulta infatti non più procrastinabile – ha concluso Bortoni - non solo per rilanciare gli investimenti, ma anche per eliminare quella polverizzazione che dà luogo ad inefficienze, per indurre una riduzione dei costi oltre che migliori livelli di prestazioni e della qualità dei servizi a beneficio prima di tutto dei consumatori».

La nuova tariffa
Il Metodo Tariffario Idrico (Mti), con cui sono state approvate le tariffe 2014-2015 e che per la prima volta nel Paese ricomprende e assorbe tutte le regolazioni previgenti, rappresenta l'evoluzione della cosiddetta «tariffa provvisoria» (Metodo tariffario transitorio, Mtt) utilizzato per il 2012-2013. La nuova tariffa si basa su criteri capaci di adattarsi alle diverse esigenze di un settore molto differenziato a livello locale e nella governance. «Nello specifico - segnala l'Authority - sono previsti quattro diversi tipi di schemi tariffari, rispetto ai quali ciascun soggetto competente può individuare la soluzione più efficace a seconda dei propri obiettivi di sviluppo e delle peculiarità territoriali».

Sulla nuova tariffa si è consumato peraltro un duro scontro nelle aule dei tribunali amministrativi, che finora ha visto uscire vincitrice l'Authority. «Con oltre 20 sentenze il Tar Lombardia ha infatti respinto i ricorsi contro il metodo tariffario presentati da diversi soggetti che ne reclamavano l'illegittimità rispetto agli esiti del referendum del 2011 o rispetto ad alcuni aspetti strutturali». Ma sono già previsti degli aggiornamenti «A breve verranno poi definite le necessarie modifiche all'articolazione tariffaria per fasce di consumo o per uso, determinando anche i criteri e le modalità per il riconoscimento di eventuali bonus che saranno previsti dalla normative primaria per chi è in condizioni di disagio economico».

Nel corso dell'anno inoltre si è concluso il procedimento per la restituzione agli utenti della componente tariffaria relativa alla remunerazione del capitale, abrogata in esito al referendum del 2011. «Gli importi quantificati dagli Enti d'Ambito e verificati dall'Autorità hanno determinato un rimborso a favore di 14 milioni di utenti domestici, per un valore complessivo di 55 milioni di euro», segnala l'Autorità in una nota.


© RIPRODUZIONE RISERVATA