Lavori Pubblici

Roma-Latina in project, censura Anac: «Norme violate su concorrenza e Pmi»

Alessandro Arona

Per l'autostrada da 2,8 miliardi accolto l'esposto dell'Ance Lazio - «Troppo tempo dalla prequalifica agli inviti, e nulla si è fatto per favorire la partecipazione delle Pmi, come chiede il Codice»

L'infinita vicenda dell'autostrada Roma-Latina in project financing (opera da 2,8 miliardi di euro, di cui 970 di contributo pubblico, progetto prelimnare approvato dal Cipe nel 2004, bando di concessione a fine 2011) si arricchisce di un nuovo capitolo. A pochi giorni dalla scadenza per la presentazione delle offerte, l'Autorità anticorruzione (competente anche per la vigilanza sugli appalti) ha accolto i rilievi segnalati il 18 giugno scorso da Ance Lazio e Acer (costruttori di Roma) e afferma così - in una lettera inviata alla società concedente Autostrade del Lazio (Anas-Regione Lazio) - che la gara in corso viola i principi del Codice Contratti in materia di concorrenza e non discriminazione, contravviene al principio introdotto dalla legge 214/2011 che invita a favorire la partecipazione delle Pmi alle grandi opere, e infine «è limitativa della concorrenza»», sempre in relazione alla partecipazione delle Pmi.

Le affermazioni dell'Anac non sono per ora in alcun modo vincolanti, perché danno comunque tempo ad Autostrade per il Lazio di presentare controdeduzioni o una eventuale richiesta di audizione entro 20 giorni dalla ricezione della lettera. E non saranno comunque vincolanti neanche dopo, se l'Anac dovesse confermare i suoi giudizi negativi. Tuttavia potrebbero a quel punto "sostenere" un eventuale ricorso di una parte interessata (la stessa Ance o una piccole e media imprese edile che si ritenga illegittimamente esclusa dalla gara) presso la giustizia amministrativa.

Da capire c'è anche se la "diffida" inviata dall'Autorità di Cantone potrà avere effetti sulla scadenza del 27 novembre, convincere cioè Anas e Regione Lazio a rinviare nuovamente la scadenza (il termine originario era il 16 settembre 2014, adesso il 24 novembre).

L'autostrada, che per molti tratti sarà un'ammodernamento dell'attuale superstrada Ss 148 Pontina, costa in tutto 2.787,7 milioni di euro, ma la tratta di cui si garantisce la copertura del piano economico-finanziario (delibera Cipe 51/2013 , in Gazzetta il 3 gennaio 2014) è solo la A12-Roma (Tor de' Cenci)-Latina e opere connesse, che costa 2.063 milioni (1.839 al netto del ribasso di gara stimato) e gode del contributo publico di 468 milioni a valore attuale, stanziati nel 2004. La delibera 51/2013 approva il progetto definitivo della A12-Tor de' cenci (594,4 milioni), che ancora mancava all'appello, ed esprime parere favorevole allo schema di convenzione, nel quale lo Stato non assume nessun obbligo di finanziamento delle tratte attualmente non coperte da finanziamento pubblico (la Cisterna-Valmontone), come d'altra parte stabilito dall'articolo 18 comma 4 del decreto Fare. Il Cipe 2013 (governo Letta, ministro Lupi) ha comunque confermato l'impostazione della gara Anas 2011 secondo la quale l'aggiudicazione riguarda tutta l'opera, anche la parte non finanziata (la bretella Cisterna-Valmontone, collegamento alla A1), la cui realizzazione è tuttavia condizionata allo stanziamento dei 502 milioni mancanti.

La gara Anas pubblicata nel dicembre 2011 è rimasta a lungo bloccata, dopo la prequalifica di sei imprese nella prima metà del 2012, sia per i ricorsi pendenti dopo la revoca del contratto ad Arcea Lazio (società concessionaria diretta senza gara, all'epoca del presidente del Lazio Francesco Storace), sia per la mancata registrazione della delibera Cipe di metà 2012 da parte della Corte dei conti, proprio sulla faccenda della concentrazione dei fondi 2004 (i 468 milioni) su una sola tratta, obiezione superata per legge con il Dl 69/2013.

Nel giugno scorso, dopo il riavvio della gara e l'invio delle lettere invito da parte di Autostrade del Lazio, nell'aprile scorso (tra le cordate in gara dovrebbe esserci il Gruppo Salini, l'austriaca Strabag, Astaldi, Pizzarotti), Ance Lazio e Acer hanno fatto esposto all'Autorità di vigilanza sui contratti.

Nell'esposto si denunciava proprio il lungo lasso di tempo passato dal bando (dicembre 2011) alle lettere di invito (aprile 2014), 28 mesi. Questo violerebbe secondo l'Ance il principio di tempestività negli appalti (art. 2 Codice) e inoltre dopo oltre due anni il numero dei concorrenti con qualifica adeguata potrebbe essere cambiato.
Ance-Acer denunciava anche illegittimi, per violazione degli articoli 2, commi 1-bis e ter del Codice (divisione in lotti funzionali ove possibile e partecipazione delle Pmi alle grandi opere, norme introdotte nel 2011 e poi modificate nel 2012 e 2013) perché non è prevista nessuna suddivisione in lotti, sebbene secondo l'Ance ciò fosse tecnicamente ed economicamente possibile.

L'Anac dà in sostanza ragione all'Ance su tutta la linea.

Afferma che la gara viola i principi di cui all'articolo 2 comma 1 del Codice, in particolare il principio di tempestività, libera concorrenza e non discriminazione. L'atto di avvio del procedimento di evidenza pubblica, sostiene l'Anac, è la fase di prequalificazione, avvenuta nella primavera 2014, e l'invio delle lettere invito due anni dopo viola l'esigenza di non dilatare troppo il tempo della gara.
Il principio di concorrenza è invece secondo l'Anac violato per irragionevoli restrizioni all'accesso alla gara.

In particolare sarebbe secondo l'Autorità violato il principio di cui all'articolo 2 comma 1-ter del Codice che prevede forme di coinvolgimento delle Pmi alle gare. «Nel bando - scrive l'Anac - non solo non si prevede per la realizzazione delle tre tratte A12-Roma tor de Cenci, Roma Tor de Cenci-Latina, bretella Cisterna-Valmontone la suddivisione in lotti dell'opera, ma malgrado il finanziamento sia sufficiente solo per una tratta, mette in gara l'intero intervento, così effettuando la selezione dei concorrenti su importi molto maggiori (2.787 milioni di euro) e senza contemplare la possibilità di avvalersi di quanto previsto dall'articoo 146 (possibilità di imporre al concessionario l'affidamento a terzi con gara di una quota di lavori pari almeno al 30%, ndr); si concretizza in tal modo una forte limitazione della concorrenza nell'area delle imprese di minori dimensione, che sono proprio quelle che il legislatore intendeva rilanciare».

L'Aanc osserva che «per risolvere le problematiche evidenziate la stazione appaltante avrebbe potuto riavviare le procedure di preselezione, senza ledere i concorrenti che si erano già candidati, perché questi avrebbero avuto il solo onere di ripresentare la comunucazione già inviata».

A questo punto, primo passo delle puntate successive, non resta che vedere se Autostrade per il Lazio decidera di rinviare o sospendere la gara, o se andrà avanti avanti come previsto.


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