Lavori Pubblici

Piano Juncker, da Roma 110 grandi opere e microprogetti anti-dissesto

Giorgio Santilli

Pacchetto di 2.200 progetti del valore complessivo di 40 miliardi per concorrere ai finanziamenti del «piano Juncker» da 300 miliardi

L'Italia ha spedito a Bruxelles un pacchetto di 2.200 progetti del valore complessivo di 40 miliardi per concorrere ai finanziamenti del «piano Juncker» da 300 miliardi. Si tratta, in prevalenza, di opere e progetti già programmati e in alcuni casi già in corso d'opera che cercano fondi per completare i piani finanziari. In cima alla lista c'è una richiesta di finanziamento di 7 miliardi per il piano della banda larga e c'è la Tav Torino-Lione per cui il governo italiano chiede i 700 milioni che dovrebbero consentire di chiudere il piano dei finanziamenti già in stadio avanzato tra fondi europei, italiani e francesi (al netto però della questione degli extracosti sollevata dal Sole 24 Ore su cui Palazzo Chigi vuole ora fare piena luce).

In tutto sono 110 i progetti infrastrutturali di maggiori dimensioni presenti nella proposta italiana e fra questi ci sono anzitutto quelli ferroviari prioritari "classici", presenti in tutti i piani infrastrutturali degli ultimi 10-15 anni: il tunnel del Brennero, la Napoli-Bari, la Messina-Catania, l'alta velocità Brescia-Padova, tutti ancora alla ricerca di una quadratura definitiva dei piani delle risorse. Tra le autostrade ci sarà sicuramente una richiesta di finanziamento per la Ragusa-Catania e per i macrolotti ancora non finanziati (per circa 2 miliardi) della Salerno-Reggio Calabria, mentre potrebbe entrare nel pacchetto anche la Orte-Mestre ma resterà certamente fuori la Tirrenica Grosseto-Civitavecchia, su cui recentemente la commissione Ue ha aperto una procedura di infrazione.

Non mancano gli interventi di minori dimensioni ma ispirati a un disegno unitario. È il caso delle centinaia di progetti del piano per il dissesto idrogeologico: il governo cerca fondi per finanziare il piano da 9 miliardi che il sottosegretario alla presidenza del consiglio Graziano Delrio e il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti hanno presentato a inizio settimana per il periodo 2014-2020.
Altre opere in cerca di finanziamenti comprese nel plico inviato dal governo italiano a Bruxelles sono l'aeroporto di Catania e un progetto del ministero dell'Istruzione sui «dottorati industriali». I destinatari della lista sono la commissione Ue e la Banca europea degli investimenti (Bei), che ora dovranno valutare e selezionare le proposte giunte entro la scadenza di ieri da tutti i Paesi dell'Unione.

Le due istituzioni europee dovranno presentare un rapporto conclusivo al prossimo Ecofin del 9 dicembre. Era stato il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, in qualità di presidente di turno all'Ecofin informale di Milano a ottobre, a chiedere che si desse concretezza alle politiche europee di rilancio degli investimenti e allo stesso «piano Juncker» da 300 miliardi, avviando una procedura che selezionasse dal basso - cioè dagli Stati - le proposte progettuali da ammettere a finanziamento. Ne era scaturita la decisione di porre un termine al 14 novembre per la presentazione dei progetti da parte degli Stati.


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