Lavori Pubblici

Bassanini: «Il Piano Juncker non basta»

Il piano europeo di investimenti da 300 miliardi, il cosiddetto piano Juncker , è molto importante ma potrebbe non bastare per far ripartire la crescita, in particolare in Italia. Ci vuole anche altro. Lo ha affermato al Corriere della Sera, Franco Bassanini, presidente della Cassa depositi e prestiti che ha partecipato al gruppo di lavoro presieduto dal sottosegretario alla Presidenza, Graziano Delrio, incaricato di definire il pacchetto di investimenti italiani da proporre a Bruxelles.

«Se si ottengono fondi europei - ha annunciato Bassanini - la Cdp potrebbe anticipare i
finanziamenti, con la garanzia dello Stato, in modo da far partire subito i cantieri».
Secondo Bassanini servirà un impegno aggiuntivo per attrarre gli investimenti privati, riforme strutturali, nuove regole e strumenti e anche un'applicazione meno penalizzante delle regole
di bilancio europee. «Si dovrebbe ritornare all'origine del patto di Stabilità e crescita», ha spiegato Bassanini, e rendersi conto che «in tutta Europa servono molti più investimenti».

Per l'Italia in particolare poi, «la lunga recessione, certo straordinaria, la quasi deflazione e da ultimo l'intensificazione dei fenomeni di dissesto idrogeologico dovrebbero suggerire
l'applicazione delle clausole di flessibilità previste nei trattati» che «darebbero più spazio finanziario per gli investimenti dilatando i tempi di riduzione di debito e deficit».


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