Lavori Pubblici

Torino-Lione, Elia (Fs): il costo ufficiale non è aumentato, ma va fatta la rivalutazione

Alessandro Arona

In audizione al Senato: «Giusti i numeri riportati sul Sole 24 Ore sul Cvi, ma non è un aumento di costo, è solo una stima» - «Nei prossimi mesi revisione insieme alla Francia» - Messori: «Analisi costo-benefici da rivedere»

L'amministratore delegato di Fs, Michele Mario Elia, chiamato in audizione al Senato dalla Commissione Lavori Pubblici a chiarire la questione dei costi della tratta ad alta capacità Torino-Lione in seguito all'articolo del Sole 24 Ore del 23 ottobre , ha confermato che nel contratto di programma Rfi il "costo a vita intera" della Torino-Lione è stimato in 11.977 milioni per il costo dell'intera tratta internazionale (Italia al 58%, Francia al 42%), di cui 6.935 a carico dell'Italia.
Elia ha riletto in dettaglio i numeri riportati in quell'articolo, a cui vi rinviamo.

«Non si tratta però di un aumento di costo - ha detto Elia - ma semplicemente del metodo che la nostra legislazione ci impone di applicare per il costo di tutte le opere, e cioè quello del "costo a vita intera", il costo adeguato alla variazione dei prezzi nell'intero arco di realizzazione dell'opera».

«Il costo ufficiale dell'opera - ha aggiunto il direttore Investimenti di Rfi, Maurizio Gentile, membro del Cda di Lft - resta oggi di 8,5 miliardi (non 12 miliardi, ndr). Come si arriva alla cifra del contratto Rfi? I 12 miliardi di costo totale, che diventano 13.589 milioni comprese progetti e cunicoli, di cui 6.935 quota Italia, che diventano 7.789 compresi 855 in quota Italia per progetti e cunicoli».
«La Francia - prosegue Gentile - applica la revisione prezzi alle opere pubbliche, dobbiamo prevedere come inciderà anche sulla parte italiana, e lo facciamo sulla base di indici di rivalutazione, e ci siamo basati su meccanismi di indicizzazione francesi. Il tasso medio è stato del 3,5%, avremmo potuto rivedere questo indice? Non è più adeguato? Sì, certo, anche perché la stima del valore complessivo dell'opera che viene fuori (i 12 miliardi, ndr), è un po' inquietante: sulla quale però, cosa importante, non abbiamo chiesto nessuna copertura finanziaria, proprio perché è solo una proiezione, non un costo ufficiale. Non abbiamo però fatto la revisione per tre motivi: 1) il progetto per la parte italiana non è ancora approvato dal Cipe, una valutazione certa del costo a vita intera si potrà fare solo dopo l'ok del Cipe» (l'approdo al Cipe è previsto per fine anno, ndr). «Secondo motivo - ha proseguito Gentile - ci sarà nei prossimi mesi una certificazione dei costi di partenza del 2012 fatta da un advisor terzo; 3) ci sarà entro febbraio una richiesta ufficiale di finanziamento alla Ue, per i fondi Ten-T, e lì dovremo elaborare un progetto di rivalutazione monetaria, entro gennaio dovremo definire con la Francia un tasso di revisione aggiornato».

«Se si facesse oggi la gara - ha concluso Gentile, Rfi - sarebbe su 8,56 miliardi di euro di costo. Poi se ci saranno revisioni prezzi si vedranno anno per anno» (come prevede la legislazione francese, sulla cui base operera Ltf e anche il soggetto Italia-Francia che a breve la sostituirà».

«Il costo definitivo dell'opera - ha aggiunto il presidente di Fs, Marcello Messori, confondendo ancora di più le idee alla Commissione - non è ancora determinabile con precisione perchè ci sono fattori rinvenienti che lo rendono incerto». Messori ha inoltre sottolineato che c'è «anche incertezza dal lato dei ricavi futuri di questa opera» perchè c'è un'analisi di costi/benefici ante crisi, «dopo è cambiato il mondo». Dunque c'è una «estrema incertezza dal lato dei costi e dei ricavi». Nello stesso tempo, Messori ha detto che bisogna «sottolineare, altrettanto onestamente», che, sull'altro piatto della bilancia, bisogna vedere «l'opera nella sua prospettiva
europea».


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