Lavori Pubblici

Cipe: nuovo ok alla Orte-Mestre, avanti contro Trento sulla Valdastico, slitta ancora il Mose

Alessandro Arona

Spinta decisa sulle grandi opere: 1) ultimi 1,2 miliardi al Mose, ma il fine lavori slitta al 30 giugno 2017; 2) riapprovata la Orte-Mestre con gli sconti fiscali; 3) Valdastico, ok senza la Provincia di Trento

Avanti tutta del governo, nella seduta del Cipe tenutasi nella serata di lunedì 10 novembre, dopo il Consiglio dei ministri, su tre delle opere negli ultimi anni più discusse e contestate sia dagli enti locali che dal fronte ambientalista.

Il report ufficiale sulla seduta

Al Mose 1,2 miliardi di euro
Nel caso del Mose (le dighe mobili anti maree e opere connesse, costo complessivo 5,5 miliardi di euro) si tratta di una decisione in parte scontata. Il Comitato interminsteriale, presieduto dal premier Matteo Renzi, ha ufficializzato con delibera l'assegnazione al Mose di Venezia degli ultimi 1,2 miliardi di euro necessari per completare l'opera - risorse già stanziate con le leggi di Stabilità 2013 e 2014, ma ancora non "contrattualizzate" per la materiale erogazione - ma a sorpresa ha preso atto di un ulteriore slittamento dei tempi: fine lavori non più fissato al 31 dicembre 2016, ma al 30 giugno 2017 (dopo che a fine 2012 il Cipe aveva già fatto slittare il precedente termine da fine 2014 a fine 2016). La delibera di lunedì 10 novembre arriva fra l'altro alla vigilia del (probabile) commissariamento anti-corruzione, chiesto nei giorni scorsi dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone (la lettera ), in seguito all'inchiesta dei mesi scorsi . La cui decisione finale spetta al Prefetto di Roma.

Riapprovata la Orte-Mestre
Il Cipe inoltre, in seguito alle norme contenute nell'articolo 2 del decreto Sblocca Italia (vedi approfondimenti ), ha riapprovato la delibera del 18 novembre 2013 sull'autostrada Orte-Mestre, mai registrata dalla Corte dei Conti. La norma dello Sblocca Italia consente la realizzazione di project financing per grandi opere anche "per stralci" (è quello che il governo vuole fare per la gara "fase 2" della Orte-Mestre, opera da 9,8 miliardi di euro), e ammette la defiscalizzazione statale anche su opere avviate prima del 2011. Senza questa seconda disposizione, dunque, la Corte dei conti non avrebbe potuto ammettere gli sconti fiscali per questa maxi autostrada, fondamentali per garantirne l'equilibrio economico-finanziario: il costo da 9,8 miliardi sarà finanziato interamente dai privati, ma con un "finanziamento pubblico teorico" di 1,87 miliardi di euro, che sarà riconosciuto ai concessionari post-gara sotto forma di sconti fiscali Ires, Irap e Iva nell'arco dei primi 15 anni di gestione, per un totale nominale cumulato di 9 miliardi di euro, pari in valore attualizzato di 1,87 miliardi. Lo Stato rinuncia dunque a 9 miliardi di possibili futuri incassi fiscali per realizzare l'opera senza dover stanziare subito il contributo da 1,87 miliardi: una scelta che senza dubbio può far discutere (anche se per i sostenitori "si tratta di introiti fiscali che che non ci sarebbero se non si fa l'opera, non sono dunque minori incassi"), ma su cui l'esecutivo è intenzionato ad andare avanti (dopo la prima spinta venuta dal governo Letta, sempre su input del Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi).

Avanti tutta sulla Valdastico Nord
Terza decisione, anche questa destinata a far discutere, è l'approvazione del progetto preliminare della Valdastico Nord, secondo stralcio (da Valle dell'Astico alla A22), dopo che il Cipe del 18 marzo 2013 aveva già approvato il primo stralcio Piovene Rocchette-Valle dell'Astico. La Valdastico Nord (prolungamento della A31 per un collegamento diretto Vicenza-Trento), è un'opera assai controversa, di cui si discute da vent'anni senza mai approvarla: il costo complessivo è oggi previsto in circa due miliardi di euro (di cui 1,1 il primo stralcio, che è già sotto procedura Via). La Provincia autonoma di Trento si è sempre opposta a quest'opera - inserita nella concessione della Brescia-Padova Spa da oltre vent'anni - per motivi ambientali specifici di tracciato ma anche perché non vuole ulteriormente alimentare l'autostrada A22 e invece puntare sul potenziamento ferroviario in vista del nuovo tunnel del Brennero.
L'opera è invece fortemente sostenuta dalla Regione Veneto e da Confindustria Veneto, favorevoli alla notevole "scorciatoia" che la bretella creerebbe tra la A4 Verona-Padova e il valico del Brennero, senza costringere auto e camion sulla direttrice Veneto-Brennero a imbottigliarsi sul nodo di Verona e sul primo trafficato tratto della A22 adiacente il lago di Garda.
Il Cipe, come aveva annunciato il Ministro Lupi nei mesi scorsi, ha deciso di attivare la procedura di legge obiettivo che consente, dopo una complessa fase di consultazione con la Regione (o Provincia autonoma) dissenziente, di scavalcare il veto e andare avanti comunque.
Ora si tratterà di capire se la Provincia di Trento vorrà andare alla guerra aperta, contando anche sulla sentenza 2004 della Corte Costituzionale che rende di fatto "border line" la decisione del governo per la linea dura, oppure se deciderà di trattare, chiedendo qualcosa in cambio all'esecutivo Renzi.

Le altre decisioni del Cipe
Il Comitato - informa un comunicato di Palazzo Chigi - ha inoltre «sbloccato la realizzazione della tratta ferroviaria "Arcisate-Stabio" (189 milioni, il cantiere era sostanzialmente fermo dal ndr) , di importanza strategica perché parte della linea d'accesso transfrontaliera del Gottardo e collegamento tra Malpensa e la Svizzera».

Sempre a valle di una norma dello Sblocca Italia (art. 16,vedi il tabellone ), il Cipe ha reso operativo l'intervento di 129 milioni di euro a favore del progetto da 1,2 miliardi per la realizzazione di un ospedale di eccellenza (in project financing) nella struttura dell'ex San Raffaele di Olbia.

In materia di bonifica e reindustrializzazione di siti industriali, dopo l'approvazione nel Cipe di lunedì 3 novembre delle misure rivolte alla reindustrializzazione del SIN di Trieste, il Cipe del 10 novembre ha assegnato 70 milioni per la bonifica e la reindustrializzazione del sito industriale di Piombino, di cui 20 mln destinati allo smantellamento delle navi militari, oltre ai 4 milioni destinati al recupero produttivo dell'area ex carbochimica del sito nazionale di Fidenza (Parma) recuperando un ritardo di 4 anni dalla firma dell'accordo di programma.

Ancora: approvata la delibera su Sace che rafforza l'esposizione della società di Cassa Depositi e Prestiti sul fronte della cantieristica per favorire nuovi progetti e investimenti in quello che rimane un settore strategico per l'industria nazionale.

Il Comitato ha anche deliberato, sul fronte della promozione economica, il finanziamento per 130 milioni di euro dei contratti di filiera del settore agricolo «con il coinvolgimento diretto di oltre 2000 aziende agricole e, per 21 milioni, di 25 percorsi regionali di promozione culturale e enogastronomica in occasione di Expo 2015».


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