Lavori Pubblici

Fondi Ue 2014-20, banda larga al Sud per tutti entro il 2020

Alessandro Arona

Il sottosegretaio Delrio illustra in Senato i target principali - Polemica sui fondi Pac per 3,5 miliardi destinati dalla Stabilità alla decontribuzione: «Nessun bancomat, erano progetti fermi da 8 anni»

Tra gli obiettivi più interessanti che l'Italia si prefigge di raggiungere entro il 2020 (+ 2 anni) con i fondi strutturali europei 2014-2020 (33 miliardi di euro più 20 miliardi di co-finanziamento nazionale) ci sono gli investimenti per la banda ultralarga: «Abbiamo quasi completato - ha detto il sottosegretario Graziano Delrio, titolare della delega alle politica di coesione - il piano nazionale per la banda ultralarga: il nostro obiettivo (e saranno target ufficiali concordati con la Commissione Ue, ndr) è portare nele regioni del Sud (convergenza: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia) la banda ultralarga e l'accesso a internet per tutti ad almeno 30 Mb/ps e la copertura del 21% dei fabbisogni di infrastrutturazione a 100 Mb/ps. Il Sud avrà probabilmente una infrastrutturazione avanzata prima del centro-nord, grazie alla maggiore quantità di fondi strutturali europei». «Per le regioni in transizione (Sardegna, Abruzzo, Molise) - ha aggiunto Delrio - l'obiettivo è la copertura a 30 Mb/ps per il 92% del fabbisogno finanziario; mentre nelle regioni più sviluppate l'obiettivo è raggiungere il 55% del fabbisogno a 30 Mb/ps e la possibilità di realizzare interventi puntuali per la copertura ad almeno 100 Mb/ps».

Il sottosegretario Delrio ha però dovuto rispondere alle forti polemiche dell'opposizione sul tema del presunto "scippo" dei 3,5 miliardi del Sud, appostati dal Ddl Stabilità a copertura della decontribuzione delle assunzioni. Polemica innescata peraltro dal suo collega di partito Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio della Camera.
«E' del tutto sbagliato - ha detto Delrio alzando la voce per coprire le urla dei commissari Cinquestelle - parlare di "effetto bancomat" o di "scippo di fondi per il sud". Non c'è nessun bancomat! Sono risorse destinate a progetti che al 30 settembre 2014 non sono state impegnate. Dopo otto anni, perché parliamo di progetti inseriti nei programmi europei 2007-2013 (fine 2007, ndr), poi inseriti nel Pac nel 2012 per non perdere i fondi europei, e che ancora oggi non sono stati impegnati. Basta deroghe, basta tenere congelati i fondi nei cassetti!».

«Voglio bene a Francesco Boccia - ha aggiunto Delrio - ma non mi può dire che tolgo i soldi al sud. Esistono delle regole, che si sono dati nel 2012, secondo le quali se non ci sono
obbligazioni giuridicamente vincolanti i fondi sono riprogrammabili. Quindi vuol dire che sono riprogrammabili».

Proseguendo nell'illustrazione dei principali target tematici, il sottosegretario Delrio ha parlato, tra gli obiettivi, del «sostegno a oltre 2.000 progetti di ricerca collaborativa tra imprese di diverse dimensioni, l'inserimento di oltre 1.000 ricercatori nelle imprese, più innovazione per almeno 20.000 imprese di piccole dimensioni».

E poi: «Nuovi investimenti nelle Pmi per circa 2,5 miliardi di euro, il sostegno a oltre 14.000 nuove start-up», «il dimezzamento dei consumi energetici in circa 6.000 edifici pubblici (efficientamento energetico nell'edilizia pubblica per oltre 5 milioni di mq); la trasformazione
delle reti di trasporto di energia in "smart grids", con una copertura di circa il 45% del
fabbisogno nelle regioni del Mezzogiorno».

Ancora: «Il contributo alla riduzione del rischio idrogeologico in almeno il 10% delle aree a
maggiore rischio, attraverso interventi strutturali per la messa in sicurezza della popolazione esposta e misure di prevenzione per aumentare la resilienza delle infrastrutture, anche in ambito urbano».
«Sostegno al percorso per la definitiva risoluzione delle emergenze nel ciclo di gestione dei
rifiuti urbani
attraverso la copertura del fabbisogno impiantistico e per il superamento delle infrazioni comunitarie per depurazione delle acque nell'ambito del servizio idrico integrato nelle regioni del Mezzogiorno».

Poi un piano di settore per il turismo: «Migliori condizioni strutturali e standard di fruizione in almeno 100 musei e aree archeologiche concentrati nelle principali aree di attrazione culturale; rilancio della competitività delle principali destinazioni turistiche, sostenendo l'innovazione nelle imprese turistiche e la loro aggregazione e realizzando infrastrutture pubbliche nelle destinazioni
individuate».

Infine le infrastrutture: «Completamento del potenziamento tecnologico e velocizzazione di alcune direttrici ferroviarie strategiche (Napoli-Bari-Lecce/Taranto; Messina-Catania-Palermo; Catania-Siracusa e Nodo ferroviario di Palermo); rinnovo del materiale rotabile in
molte linee regionali delle regioni meno sviluppate; completamento del sistema infrastrutturale e logistico dei porti e interporti rilevanti del Sud (Polo logistico Gioia Tauro/Taranto; Porti di Salerno, Napoli, Augusta e Bari; Interporto della Puglia)».

Delrio ha confermato i principali elementi dell'Accordo di partenariato 2014-2020 riguardante l'Italia, approvato dalla Commissione Ue il 29 ottobre, e che destina all'Italia 44 miliardi di euro, di cui 33 miliardi per i fondi strutturali, e lo stato della spesa al 31 ottobre per i programmi 2007-2013 (si veda il servizio ).

Delrio ha spiegato che rispetto al 2007-13 nella nuova programmazione l'Italia «ha previsto una programmazione nazionale più forte. Ad esempio prima non c'era un Pon occupazione nazionale».
In termini quantitativi i Pon dovrebbero passare dagli 11,287 miliardi della programmazione precedente (valore ad oggi, dopo gli aggiornamenti), pari al 24% delle risorse totali dei fondi strutturali (compreso co-finanziamento) a 17,6 miliardi, pari al 33% del totale.


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