Lavori Pubblici

Rapporto GreenItaly: dall'eco-edilizia 400mila nuovi posti di lavoro

Giuseppe Latour

Ermete Realacci (presidente Symbola): «Nell'edilizia, grazie alle detrazioni fiscali, è stata prodotta l'azione anticiclica più importante in assoluto negli ultimi anni»

Il settore dell'edilizia ecosostenibile e della riqualificazione energetica ha già creato 236mila posti di lavoro in Italia, ma ha ancora molte potenzialità: entro il 2017 questo numero, calcolando l'indotto, potrebbe arrivare a quota 400mila. Parlando di costruzioni, è questo il dato più rilevante emerso martedì mattina nel corso della presentazione di GreenItaly 2014, il rapporto che Unioncamere e Fondazione Symbola dedicano ormai da cinque anni a misurare la situazione della green economy nazionale.

Nel 2014, secondo la ricerca, 234mila assunzioni nel nostro paese saranno legate a competenze green: è il 61% della domanda di lavoro. Tra queste, ci sono molte professioni che hanno un ruolo primario nelle costruzioni: l'ingegnere energetico, quello ambientale, il bioarchitetto, l'esperto in demolizione e recupero dei materiali, l'esperto di restauro, il serramentista sostenibile, l'esperto nella commercializzazione dei prodotti di riciclo. «Dalla green economy può venire il primo e reale jobs act. E proprio nell'edilizia, grazie alle detrazioni fiscali, è stata prodotta l'azione anticiclica più importante in assoluto negli ultimi anni», dice il presidente della commissione Ambiente della Camera e presidente della fondazione Symbola, Ermete Realacci.

I numeri suffragano queste affermazioni. Il settore delle riqualificazioni, negli ultimi due anni, è cresciuto del 20 per cento. Nel 2013 sono stati spesi 116,8 miliardi in manutenzione ordinaria e straordinaria: in pratica, il 66,9% del fatturato dell'edilizia è derivato dalla riqualificazione. Questa tendenza si rafforzerà in futuro. Mentre il mercato del nuovo è destinato a diminuire con il passare degli anni, fino a pesare il 2% nel 2050, quello delle ristrutturazioni continuerà a crescere. Ed è indubbio il peso che hanno gli ecobonus. «In questo caso la politica è riuscita a incidere, mentre altri settori green si sono sviluppati in maniera autonoma», nota ancora Realacci.

Ormai il 65 e il 50% valgono il 2% del Pil. Dopo avere raggiunto il record di 27,5 miliardi di euro investiti nel 2013 (+40% sul 2012), a fine 2014 l'ecobonus attiverà 33 miliardi di nuovi investimenti. «Negli ultimi due anni - sottolinea l'analisi - la crescita è stata clamorosa, confermata dal numero di domande che, nel 2013, ha superato la barriera del milione e 600mila». Queste cifre, nel 2013, hanno prodotto uno sgravio complessivo di 14 miliardi: spalmato su dieci anni, significa benefici fiscali per i cittadini pari a 1,4 miliardi ogni 12 mesi. Per dare un ordine di grandezza, l'importo dell'Iva è stato pari a 2,6 miliardi di euro.

Una molla importante, in futuro, dovrà arrivare dalla messa in sicurezza del suolo. «Dobbiamo smetterla di ragionare sugli allarmi e le emergenze, ma dobbiamo capire che l'economia verde può diventare un motore di sviluppo costante», dice Realacci. Il riferimento è anche al dissesto idrogeologico e alla messa in sicurezza antisismica. Nel nostro paese sono 4,5 milioni gli edifici che andrebbero ristrutturati. Oltre il 61% ha più di 40 anni.


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