Lavori Pubblici

Firenze, ok dell'Enac al masterplan da 250 milioni per ampliare l'aeroporto

Silvia Pieraccini

Approvato in linea tecnica il progetto della nuova pista e del nuovo terminal - Ora parte l'iter approvativo (Via e conferenza di servizi), ma restano numerosi scogli prima dei lavori

L'Ente per l'aviazione civile (Enac) dà il via libera (approvazione tecnica) al masterplan 2014-2019 dell'aeroporto fiorentino Amerigo Vespucci gestito dalla società quotata Adf, che prevede una nuova pista da 2.400 metri e un nuovo terminal con fermata sotterranea della linea tramviaria, per un investimento superiore a 250 milioni. E apre così la porta all'avvio delle «successive fasi di verifica di compatibilità ambientale e urbanistica».

Può dunque partire la procedura autorizzativa indicata dalla legge, che prevede la valutazione d'impatto ambientale (Via), la conferenza dei servizi e il contratto di programma per disciplinare investimenti e copertura. E che dovrà tener conto di prescrizioni e veti degli enti coinvolti, come quello della Regione Toscana che, dopo tormentato dibattito, ha inserito nel proprio piano di indirizzo territoriale (Pit) una nuova pista lunga "solo" 2.000 metri, e non 2.400 come quella che Enac indica come «ottimale sotto il profilo ambientale, infrastrutturale e delle performance degli aeromobili che saranno in uso, sia per motivi di sicurezza delle operazioni di volo, sia per evitare limitazioni del numero di passeggeri da imbarcare sui voli, o delle merci da trasportare».

Le previsioni del masterplan fiorentino sono di 4,5-5 milioni di passeggeri al 2030, contro 1,983 milioni di passeggeri rilevati nel 2013 (+7,1%).

I lavori per la costruzione della nuova pista partiranno quando si concluderà l'iter approvativo (la media è 1,5-2 anni), anche se i tempi appaiono oggi inconciliabili con le previsioni del decreto Sblocca-Italia che destina 50 milioni allo scalo fiorentino inserendolo tra gli interventi appaltabili entro il 30 aprile 2015 e cantierabili (pena la decadenza dei finanziamenti) entro il 31 agosto 2015.

L'ulteriore nodo irrisolto è di natura finanziaria: Adf ha già fatto sapere che, per poter partire con gli interventi, serve almeno il 50% di finanziamenti pubblici, ma nel decreto Sblocca-Italia sono stanziati "solo" 50 milioni.

In attesa di capire come saranno superati questi scogli (legge speciale per il G7 a Firenze da tenersi nel 2017?), l'approvazione del masterplan apre le porte alla fusione di Adf, che da pochi mesi fa capo alla Corporation America del magnate argentino Eduardo Eurnekian (ha il 48,7%), con Sat (anch'essa controllata da Corporation America) che gestisce l'altro aeroporto toscano, quello di Pisa. Una fusione inseguita dalla Regione Toscana, e voluta anche da Enac: «Ora ci auguriamo che vada avanti in tempi rapidi – sottolineano il presidente e il direttore generale di Enac, Vito Riggio e Alessio Quaranta – il perfezionamento del processo di integrazione del sistema aeroportuale toscano tra gli scali di Firenze e Pisa, secondo le linee guida già indicate dall'Enac per lo sviluppo delle reti aeroportuali e in linea con quanto contenuto nel Piano nazionale per gli aeroporti presentato dal ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi a favore dello sviluppo del bacino di traffico del Centro nord».

Nei giorni scorsi i consigli di amministrazione di Adf e di Sat hanno approvato le linee guida del progetto di fusione, che punta a costruire uno dei principali poli aeroportuali italiani dopo Roma e Milano, con 12 milioni di passeggeri entro il 2030.


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