Lavori Pubblici

Maltauro, commissarato appalto vie d'acqua - Cantone: «Impresa dalla condotta illecita seriale»

M.Fr.

Il prefetto di Milano ha commissariato l'appalto sulle vie d'acqua - Cantone assicura: entro il 15 novembre gara per l'albero della vita in versione ridimensionata

L'impresa Costruzioni Giuseppe Maltauro? È una società «a carattere indiscutibile tendenzialmente seriale delle condotte illecite». È questa la definizione che ne ha dato il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone, così come riportata dal prefetto di Milano, Francesco Paolo Tronca, nel decreto con cui è stato disposto il commissariamento delle società Maltauro e Tagliabue in riferimento all'appalto delle Vie d'Acqua Sud, tra i progetti di Expo Milano 2015.

Ma anche il prefetto ci va certamente leggero con le imprese aggiudicatarie degli appalti dell'Expo. Forte ha sottolineato la «spregiudicatezza» con cui la società esegue i lavori, citando, tra le ragioni che l'hanno indotto a ritenere «fondata» la richiesta di commissariamento avanzata da Cantone, proprio la «gravità del modus operandi» della Maltauro che «ha dimostrato, nel tempo, di "adattarsi" a pressioni criminali pur di acquisire commesse, soprattutto nei contesti condizionabili dalla criminalità».

Il prefetto riporta tra gli elementi evidenziati da Cantone nel formulare la richiesta di commissariamento la condotta illecita rilevata da «numerose intercettazioni telefoniche, riscontri precisi e puntuali anche di carattere documentale effettuati dalla polizia giudiziaria delegata, dichiarazioni rese da coindagati di reato connesso o da persone informate sui fatti» e posta in essere dagli indagati Giandomenico Maltauro, cugino di Enrico Maltauro, all'epoca dei fatti amministratore pro-tempore dell'omonima ditta, e Antonio Acerbo, ex commissario delegato alle opere e infrastrutture di Expo Spa. In particolare, stando al testo del provvedimento del prefetto, Cantone avrebbe sottolineato che Giandomenico Maltauro, avrebbe «ottenuto notizie riservate durante lo svolgimento della gara e soprattutto si è assicurato la benevolenza del presidente della commissione aggiudicatrice, Antonio Acerbo, per ottenere l'attribuzione di un punteggio sulla qualità dell'offerta che è risultato determinate per l'aggiudicazione».

Di Acerbo, invece, viene rilevata la disponibilità «conseguita in modo illecito sia offrendogli uno (pseudo) incarico professionale a favore della società di progettazione del figlio, sia anche assecondando la sua richiesta di aumentare la percentuale di lavori nell'Ati alla Tagliabue Srl che aveva potuto, infatti, godere di un significativo aumento della percentuale in origine offerta alla Maltauro Spa proprio grazie all'intercessione di Acerbo».

Non ha perso tempo il prefetto di Milano a dare seguito alla richiesta del commissario anticorruzione. Cantone l'aveva annunciato lo scorso venerdì 31 ottobre: «Il prefetto di Milano sta per sciogliere la riserva sulla decisione di commissariare l'appalto delle vie d'acqua». Due giorni dopo la decisione è arrivata, dopo attenta valutazione, da parte del prefetto, delle memorie presentate dalle due imprese coinvolte, cioè Maltauro e Tagliabue.

La decisione è analoga a quella già presa a proposito dall'appalto sulle architetture di servizio che vendeva coinvolta la stessa Maltauro. Riferendosi a quella vicenda Cantone aveva detto che «quel sistema (di commissariamento, ndr) sta funzionando bene, i lavori procedono - ha spiegato - e c'é stata anche una disponibilità da parte della Maltauro a continuare a collaborare con i commissari».

Una disponibilità che Cantone si augura non venga meno in caso di ulteriore commissariamento: «Ci dicono che la parte già commissariata stia andando sostanzialmente bene - ha concluso - quindi potrebbe essere un buon auspicio in caso di nuovo commissariamento».


Lo scorso venerdì, intanto, gli indagati avevano avanzato le loro richieste di patteggiamento. È di tre anni e quattro mesi di carcere la richiesta di patteggiamento avanzata dall'ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio, uno dei componenti della presunta "cupola degli appalti" che, secondo la Procura di Milano, avrebbe pilotato le gare di Expo, Sogin e della Città della Salute. Anche l'ex funzionario del Pci Primo Greganti ha trovato un accordo a 3 anni di reclusione e 10mila euro di risarcimento. Ora spetterà al gup Ambrogio Moccia fissare l'udienza per decidere se accogliere o meno le richieste depositate anche dall'ex senatore Luigi Grillo (2 anni e 8 mesi e un risarcimento di 50mila euro), dall'imprenditore Enrico Maltauro (2 anni e 10 mesi), dall'ex esponente ligure dell'Udc-Ncd Sergio Cattozzo (3 anni e 2 mesi di reclusione) e dall'ex manager di Expo Angelo Paris (2 anni e 6 mesi e 20 giorni e un risarcimento alla stessa Expo 2015 di 100mila euro, dei quali 70mila già versati).

Cantone: «L'albero della vita si farà: gara entro il 15 novembre»
Per decidere se fare o meno l'Albero della Vita sul Cardo di Expo, il commissario unico Giuseppe Sala ha fissato nel prossimo 15 novembre il termine ultimo per il bando di gara al termine di un summit con il ministro dell'Agricoltura Maurizio Martina, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, il presidente dell'Anticorruzione Raffaele Cantone e la responsabile dei contenuti del Padiglione Italia Diana Bracco.

Ma secondo Cantone l'Albero «si farà». «Io credo che alla fine si farà - ribadisce Cantone -. Il fatto che bisogna farlo è stato affermato in più occasioni, adesso bisogna tener conto che c'è stato un cambiamento della governance tecnica di Padiglione Italia e bisogna riverificare i
tempi», dice durante un incontro via Rovello a Milano alla presenza, tra gli altri, del ministro alle Politiche agricole con delega ad Expo Maurizio Martina, il commissario unico Giuseppe Sala e il commissario di Padiglione Italia Diana Bracco.
L'albero della vita sarà però ridimensionato rispetto alle iniziali previsioni, dato che, come ha indicato la Bracco, «Sistema Brescia ha trovato soluzioni semplificate» per realizzare l'opera nei costi e nei tempi previsti. Il 12 novembre - cioè tre giorni prima della scadenza fissata da Sala - il vertice di Expo sarà invece ricevuto in Quirinale, ha annunciato Martina, per «un grande appuntamento con il Presidente della Repubblica», mentre entro «poche settimane» si troverà una soluzione per versare ad Expo la quota di 60 milioni di euro di competenza della Provincia di Milano.

«Siamo al lavoro - ha detto Martina - serve un mese di tempo per perfezionare il provvedimento» che sarà deciso con il «tavolo Lombardia, recuperando risorse relative ad opere non cantierabili dal fondo unico infrastrutture della legge di stabilità 2014». La soluzione sembra a portata, dato che lo stesso Sala, che la definisce «fondamentale per lanciare le gare ed avere una copertura adeguata» afferma di «sentirli già in tasca».


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