Lavori Pubblici

Risorse idriche, debutta in Veneto il primo «Hydrobond»: raccolti 150 milioni

Katy Mandurino

Dodici gestori idrici regionali insieme nel Cosorzio Viveracqua emettono l'obbligazione e centrano l'obiettivo dei 150 milioni: saranno finanziati 728 piccoli interventi per 300 milioni di investimento

In un momento storico in cui gli strumenti finanziari a disposizione delle aziende scarseggiano e resta difficile il dialogo con gli istituti bancari, in Veneto debutta una iniziativa che non ha precedenti in Italia. Dodici gestori regionali del servizio idrico, costituitisi nel consorzio Viveracqua (consorzio che rappresenta l'80% del territorio veneto gestito e 3,7 milioni di abitanti serviti), hanno emesso – grazie alla recente normativa italiana che lo permette – obbligazioni per 150 milioni di euro,sottoforma di un minibond dal nome significativo: hydrobond. L'obbligazione ha attratto l'interesse della Banca Europea per gli investimenti (Bei), e di altri investitori come Veneto Banca, il fondo pensione Solidarietà Veneto e la Bcc Brendola, i quali hanno concesso liquidità e supporto al credito per il totale della somma emessa. I 150 milioni erogati svilupperanno investimenti sul territorio per circa 300 milioni in quattro anni, a favore di 728 interventi infrastrutturali, di manutenzione e adeguamento delle reti (acquedotti, fognature, depuratori), ma anche a vantaggio di economie di scala (acquisti congiunti) e economie di scopo (uffici comuni).
«Si tratta di un progetto partito dal basso – spiega il presidente del consorzio Viveracqua Fabio Trolese –, scaturito da continui confronti e reali sinergie tra le aziende. Con questo bond abbiamo voluto intraprendere un percorso virtuoso ed evoluto, anche in vista del fatto che i costi dei servizi sono destinati ad aumentare. I 150 milioni li abbiamo già portati a casa; ora siamo pronti ad attivare una seconda fase».
L'emissione obbligazionaria Hydrobond ha durata ventennale con un costo massimo inferiore al 4%. È stata messa a punto da Finint (Finanziaria Internazionale), la società di Conegliano (Tv) che con i suoi 500 dipendenti è leader nella strutturazione di operazioni di cartolarizzazione, con più di 100 operazioni pubbliche. «La rete di aziende ha permesso di raggiungere un merito creditizio più elevato rispetto alla singola società e una polverizzazione del rischio non indifferente – dice Alberto Nobili, responsabile della divisione internazionale di Finint –. Storicamente è stato fatto poco ricorso in Italia a questi strumenti a causa della poca disponibilità di fare sistema ma l'operazione strutturata da Finint permette di ovviare a queste difficoltà».
Ruolo chiave l'ha avuto anche Veneto Sviluppo, la finanziaria della Regione Veneto che garantisce l'operazione per 6 milioni di euro. «Grazie al nostro ruolo di co-arranger nell'emissione del minibond – commenta il presidente Giorgio Grosso –, siamo stati la prima finanziaria regionale in Italia a mettere in campo uno strumento così innovativo».


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