Lavori Pubblici

Lupi: «In Stabilità altri 6,4 miliardi per le infrastrutture, priorità alle ferrovie»

Giorgio Santilli

Tre miliardi di euro all'alta capacità Brescia-Padova - Dalla riforma della contabilità altri 2,3 miliardi di allentamento del Patto di Stabilità per i Comuni

Non è solo una manovra fondamentale di alleggerimento delle tasse per imprese e famiglie. È anche una manovra per lo sviluppo e la crescita. Ci sono nella legge di stabilità anche 6,4 miliardi di competenza che andranno a ulteriore sostegno della politica di sviluppo e di rilancio delle infrastrutture, in aggiunta ai 3.896 milioni che già avevamo inserito nello sblocca-Italia: in tutto avremo 10 miliardi e mezzo da spendere nei prossimi anni, che rendono ancora più positiva la valutazione di questa manovra».
A parlare è il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, che svela il capitolo della legge di stabilità di sua stretta competenza, ma ci tiene a dare prima di tutto un giudizio politico sulla manovra.
«È un giudizio molto positivo – dice Lupi – perché questa legge di stabilità concentra ingenti risorse sull'obiettivo fondamentale di ridurre le tasse: dall'abbattimento dell'Irap per le imprese alla decontribuzione per chi assume alla conferma del bonus Irpef da 80 euro alla novità importantissima, che voglio sottolineare, del sostegno alle famiglie attraverso il nuovo bonus di 80 euro netti mensili per i figli nati dal 1° gennaio 2015».

Ci spiega, ministro Lupi, dove andranno questi 6,4 miliardi di competenza in legge di stabilità e come pensa di provvedere alla cassa necessaria per aprire e far marciare i cantieri?
Rispondo subito sulla cassa. Sto lavorando per anticipare le risorse attraverso un accordo con Cassa depositi e prestiti e con la Banca europea degli investimenti. Questo ci consentirà di avviare concretamente i cantieri. Bisogna però anche dire che la certezza della competenza, splittata negli anni, è fondamentale per dare continuità a queste opere.

Avete già un elenco di opere finanziate con queste risorse?
Anche in questo caso abbiamo deciso di concentrare le risorse su un gruppo limitato di opere strategiche, con particolare attenzione alla ferrovia. In particolare, una parte consistente dei finanziamenti andrà alle quattro opere che consideriamo assolutamente prioritarie nella nostra programmazione: un miliardo e mezzo andrà alla ferrovia ad alta velocità Brescia-Verona, un altro miliardo e mezzo alla Verona-Padova, 400 milioni al terzo valico Milano-Genova e 570 milioni al tunnel del Brennero. Bisogna dire a proposito del terzo valico ferroviario che questo stanziamento si aggiunge ai 200 milioni già previsti con lo sblocca-Italia: i 600 milioni complessivi ci consentono comunque di avviare il terzo lotto dell'opera. Il suo costo complessivo è di 1,2 miliardi ma possiamo partire con metà del finanziamento e poi trovare il resto delle risorse nei prossimi anni.

Scelta chiara: quattro opere in cima alla lista, tutte ferrovie. Poi?
Bisogna dire anzitutto che ci siamo preoccupati di recuperare le risorse di cassa che avevamo tagliato a due grandi opere nei mesi scorsi: 137 milioni per il Mose e 95 milioni per la piattaforma off shore di Venezia. Poi abbiamo continuato con la politica di grande attenzione alla manutenzione: 500 milioni, questi tutti di cassa, vanno alle Fs per la manutenzione ferroviaria e 393 milioni all'Anas, sempre di cassa, per la manutenzione stradale. Aggiungo, a proposito dell'Anas, che un miliardo andrà a un fondo per proseguire l'opera di ammodernamento, potenziamento e completamento degli assi stradali fondamentali, con particolare attenzione ai collegamenti con le aree industriali. Altri 300 milioni andranno alle opere di logistica e di accessibilità alle strutture portuali. Una misura necessaria se davvero vogliamo rilanciare il nostro sistema portuale: non è pensabile sviluppare porti che non abbiano collegamenti fondamentali con il retroterra.

Avete previsto qualcosa anche per le piccole opere in ambito urbano?
Su quel fronte dobbiamo considerare che la legge di stabilità fa un allentamento colossale del patto di stabilità interno per i comuni. Un miliardo è nella legge di stabilità, altri 2,3 miliardi di allentamento arriveranno per la riforma della contabilità. Come ha detto già il premier Renzi, produrremo un allentamento pari al 75% del patto per i comuni e queste risorse andranno tutte agli investimenti, sempre che i comuni abbiano i conti in ordine e in pareggio di bilancio.

Quanto valgono le conferme nel 2015 dei tre bonus fiscali per le ristrutturazioni edilizie, per il risparmio energetico e per i mobili?
Abbiamo previsto una copertura che arriva quasi a un miliardo. Già nel 2015 il tiraggio sarà di 220-230 milioni. Anche questo è un esempio di continuità con quanto avevamo cominciato con lo sblocca-Italia. Lo avevamo promesso, eccolo qui.

Cosa pensa della norma inserita dalla commissione Ambiente della Camera nello sblocca-Italia di riduzione dell'Iva dal 10 al 4% per i lavori in casa collegati ai bonus?
È una norma che non mi piace perché viene coperta con l'aumento dal 4 al 10% dell'aliquota Iva per la compravendita di abitazioni di nuova costruzione. Non mi pare una misura che aiuta il settore a ripartire, anzi sarebbe un'ulteriore zavorra. Quella norma, per altro, non piace alle imprese e non piace all'Europa. E soprattutto non ha copertura e non ha l'avallo del ministero dell'Economia che ha già dato parere negativo. È una norma destinata a saltare quindi.

Sul fronte dei trasporti e della mobilità ha molte sfide importanti davanti, a partire dalla riforma del trasporto pubblico locale. Anche in questo caso la legge di stabilità arriva a sostegno delle riforme con qualche dotazione finanziaria?
Ci sarà un piano di rinnovo del parco rotabile su gomma, forse la misura della legge di stabilità di cui vado più orgoglioso. Sarà una delle tre gambe della complessiva manovra di rinnovamento profondo del trasporto pubblico locale: le altre due saranno il disegno di legge di riforma organica, che approveremo nel giro di qualche settimana, probabilmente in forma di collegato alla manovra, e il decreto sui costi standard che darà attuazione alla norma della legge di stabilità 2014. Questo decreto la prossima settimana sarà all'esame della conferenza Stato-Regioni per il parere obbligatorio.

Cosa prevede il piano di rinnovo del parco autobus?
Bandiremo dalla circolazione tutti gli autobus euro 0 ed euro 1 dal 1° gennaio 2020. In questi cinque anni dovremo quindi rimpiazzare complessivamente seimila autobus pubblici e 6.500 autobus di noleggio privato. Un'operazione colossale. Parliamo di un parco di 12.500 autobus che ha un'età media di 17 anni, mentre il parco complessivo italiano di autobus, con 10 anni di età, è più vecchio di almeno tre anni della media Ue. Dico questo anche per sottolineare l'urgenza di questa manovra.

Sono previsti contributi pubblici?
Abbiamo in legge di stabilità 500 milioni stanziati con una norma ad hoc. A questi si dovranno aggiungere 250 milioni delle Regioni. Con questi 750 milioni avremo più della metà del miliardo e 300 milioni di investimento necessario per rimpiazzare l'intero parco pubblico.

Prevede qualcosa anche per gli autobus privati?
Stiamo lavorando con l'Economia per garantire l'accesso al fondo per le Pmi, con l'obiettivo di ridurre il tasso per il finanziamento. Ci tengo però a sottolineare che la manovra nel suo complesso non solo produrrà benefici alla mobilità e all'ambiente, ma anche alla filiera industriale, ridando slancio a un settore in gravissima difficoltà.

C'è qualcosa anche per la sicurezza stradale?
Consentiamo l'incrocio di dati e l'uso di controlli telematici tipo telepass per individuare i veicoli che circolano senza assicurazione. Ricordo che sono 4 milioni. La Ragioneria non prevede gettito da questa norma, ma stimiamo di ricavare 800 milioni che saranno destinati agli investimenti per la sicurezza e per la mobilità urbana.


© RIPRODUZIONE RISERVATA