Lavori Pubblici

Genova, Burlando firma decreti per accelerare i lavori

Il presidente della regione Liguria Claudio Burlando ha firmato il 15 ottobre tre decreti per far partire i lavori per il rifacimento della copertura del torrente Bisagno, che ha provocato una devastante alluvione giovedì scorso a soli tre anni da quella che nel 2011 portò distruzione e morti (sei donne) nella stessa area. Se non ci saranno intoppi burocratici
o amministrativi, l'opera potrà iniziare nel 2015 e finire nel 2017. La portata del Bisagno sarà ampliata a circa 900 metri cubi al secondo e potrà mitigare eventuali future esondazioni.
«Abbiamo chiesto alle ditte - spiega Burlando - di non aspettare i cento giorni a disposizione per avere il progetto esecutivo entro Natale e poter avviare i lavori nel 2015 per una durata di 28 mesi».

La firma nel pomeriggio, dopo che ieri Burlando ha avuto a Roma dall'Avvocatura il via libera giuridico. Poche ore prima, Bulrando si era sfogato in Consiglio Regionale: «Questa cosa mi fa stare male, 20 anni fa ha fatto stare male la mia famiglia. È vergognoso accusarmi per le opere
non fatte per la città. Io feci approvare e finanziare lo scolmatore del Fereggiano quando ero sindaco. Qualcuno dopo di me gettò il progetto. Se fossi rimasto sindaco quell'opera
l'avrei finita». E la portata del Bisagno sarebbe stata ridotta (ora sopporta 650 metri cubi, la notte dell'alluvione è arrivata a 1000).

«Sono molto sconcertato - ha risposto l'ex sindaco Adriano Sansa, primo cittadino di Genova dopo Burlando. «Non ho chiuso io il cantiere del Fereggiano, quando siamo arrivati noi in
giunta era tutto bloccato, il cantiere era stato chiuso. Non avevamo nessuna sentenza di nessun livello, non era possibile intervenire, mi sono detto: passeranno anni prima che la vicenda si sblocchi, intanto facciamo le cose più importanti. E la vicenda, come prevedevamo si è
sbloccata giuridicamente anni dopo».

Burlando ha poi parlato del futuro: «La copertura politica e giuridica - ha spiegato il presidente della Regione LIguria - navighiamo comunque a vista. Se arriva un ricorso o una sospensiva mi devo fermare. Se poi dovesse arrivare un giudizio negativo dal Consiglio di stato potremmo avere gravi problemi».

Al Governatore ha risposto indirettamente il ministro Lupi al Question time alla Camera: "Per opere importanti e strategiche legate al dissesto idrogeologico i lavori possono partire anche
in presenza di ricorsi. Lo prevede una norma nel decreto Sblocca Italia". Anche il ministro Lanzetta ha ribadito il sostegno alla Liguria: "Il Governo ha concordato con il presidente della
Regione anche per il 2015 l'individuazione delle opere per il completamento della messa in sicurezza del Bisagno non finanziate, per 72 milioni, come prioritario per il prossimo ciclo settennale dei fondi europei" ha spiegato al Question time alla Camera.

I decreti firmati dal governatore istituiscono un ufficio speciale che fa capo all'assessore alle Infrastrutture Raffaella Paita e comprende personale regionale e comunale, il secondo dà
potere alla struttura di procedere col dossier, il terzo, infine, lancia un "avviso nazionale per erogazioni liberali per l'opera". "Chiediamo aiuti economici, o in opere, o in macchine
per ridurre i costi per lo Stato e la Regione" ha spiegato il presidente.
Ora l'obiettivo è dare risarcimenti immediati ai privati colpiti dall'alluvione. "Tutto subito a quelli che hanno meno di 30 mila euro di danni, subito tra il 40-50% a chi ha più di 30mila euro di danni, tra il 60-70% a chi era già stato colpito e un risarcimento anche a chi fu colpito e non riparte più" ha annunciato Burlando in Consiglio regionale.


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