Lavori Pubblici

Genova, Renzi: spendere subito i 2 miliardi anti-dissesto. Il punto sui cantieri

Mauro Salerno

Il capo della struttura di missione di Palazzo Chigi Erasmo D'Angelis in Liguria per incontrare Burlando e Doria. Entro la prima metà del 2015 previsti 1.314 cantieri con una spesa di 1.878 milioni

Spendere subito i fondi recuperati e stanziati dal governo contro il dissesto idrogeologico. È quello che chiede il presidente del Consiglio in risposta all'alluvione che a tre anni di distanza dell'ultimo fenomeno distruttivo ha nuovamente colpito Genova. Renzi ha parlato di «due miliardi di fondi non spesi per i ritardi burocratici». E rispetto alle polemiche scoppiate in seguito ai ritardi nell'appalto delle opere per la messa in sicurezza del Bisagno: «c'è bisogno di sbloccare i cantieri, come abbiamo iniziato a fare con l'unità di missione - ha detto Renzi -. Di superare la logica dei ricorsi e controricorsi che rendono gli appalti più utili agli avvocati che non ai cittadini, come abbiamo previsto con il disegno di legge delega sulla Pubblica amministrazione. Di coordinare la protezione civile con un maggior ruolo del livello centrale come prevede la riforma costituzionale del titolo V».

Proprio oggi i vertici dell'unità di missione di Palazzo Chigi, , Erasmo D'Angelis, il direttore Mauro Grassi e i tecnici della struttura saranno a Genova, per incontrare il presidente della Regione Claudio Burlando e con il sindaco di Genova Marco Doria. L'obiettivo è accelerare i cantieri per la realizzazione delle opere «supportando l'azione della Regione e del Comune di Genova».

Lo stesso D'Angelis solo qualche giorno fa, in audizione alla Camera, aveva fatto il punto sullo stato di attuazione dei lavori finanziati con i 2 miliardi assegnati al dissesto idrogeologico e appena richiamati in causa da Renzi. Più di 1.300 cantieri (1.314) per un investimento di 1.878 milioni saranno avviati entro la prima metà del 2015. Per la difesa del suolo D'Angelis ha ricordato che il decreto permette di assegnare a un apposito fondo revoche risorse non spese per 321 milioni relative alla vecchia programmazione regionale risalente agli 1998-2009, cui si aggiungono 1,2 miliardi di fondi non spesi relativi agli accordi di programma 200-2010 più altri 700 milioni derivanti da fondi strutturali all'interno dei Piani operativi regionali. «Di questi - ha detto D'Angelis abbiamo già avviato 2017 cantieri per 254,8 milioni. Altri 448 cantieri per 553,3 milioni contiamo di avviare tra ottobre e dicembre. Gli ultimi 659 cantieri per 1.070 milioni li apriremo nella prima metà del 2015».


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