Lavori Pubblici

Ecobonus, il 6% degli interventi è sulle opere «pesanti», il 94% su caldaie e infissi

Alessandro Arona

Dati Enea-Cresme: deboli effetti sul risparmio energetico (e anche di spinta sull'edilizia) se non si incentivano in modo più marcato gli interventi sugli involucri esterni (le coibentazioni)

Gli interventi di risparmio energetico realizzati in otto anni (2007-2014) grazie all'ecobonus del 65% (prima 55%) ammontano secondo le stime Cresme a una spesa di 27,2 miliardi di euro, pari a 3,4 miliardi in media all'anno (4,4 miliardi negli ultimi due anni). Però il risparmio energetico effettivamente conseguito è stato modesto, 7.529 GWh, pari a 5.367 kilowattora per intervento,
perché il 94% degli interventi, pari all'83% della spesa, è stato su infissi, caldaie e solare termico, interventi meno costosi (in media 10.500 euro, contro i 33.200 degli interventi sugli involucri), ma che da soli non conseguono grandi risparmi di consumo se non accompagnati da interventi sui muri esterni e sulle coperture piane (coibentazioni, o "cappotti termici"). Questi ultimi sono stati solo il 6% degli interventi, ma pari al 17% di risparmio (16.519 kilowattora per intervento).
I dati Cresme-Enea sono emersi dal convegno organizzato ieri a Roma da Fivra (produttori di fibre minerali isolanti), dal quale è emersa la richiesta di differenziare le aliquote dell'ecobonus in base all'impatto dei vari interventi in termini di risparmio. Si è anche sottolienato che gli interventi sugli involucri edilizi hanno anche un maggiore effetto economico, perché gran parte delle sostituzioni di infissi e caldaie verrebbero fatte comunque, anche senza ecobonus.


I dati Cresme-Enea attestano che in Italia il settore più energivoro è quello civile (residenziale, uffici e negozi) che nel 2013 ha consumato circa 47 milioni di tonnellate di petrolio equivalente (pari al 38% dei consumi totali), ed è anche l'unico i cui consumi sono aumentai nel periodo 2000-2013 (+17%, contro il -8% dei trasporti, il -30% dei consumi industriali).
Su ciò ha inciso l'ampliamento dello stock edilizio, ma soprattutto la scarsa efficienza dei singoli edifici: le disposizioni legislative entrate in vigore nel 2005 hanno migliorato i consumi energetici delle nuove costruzioni (che hanno un consumo inferiore a 50 kWh/m2anno), ma lo stock edilizio esistente ha consumi per il riscaldamento notevolmente più elevati:
•le residenze: 221 KWh/m2anno (dati ricavati dagli APE lombardi)
•gli uffici: 114 KWh/m2anno
•i centri e le gallerie commerciali: 161 KWh/m2anno
•le scuole: 174 KWh/m2anno.

Questa situazione determina un elevato potenziale di risparmio energetico, che però non viene correttamente aggredito. I contributi pubblici stanno infatti finanziando soprattutto la sostituzione di caldaie e serramenti, ovvero singoli elementi che, in virtù della loro breve vita utile (rispettivamente 20 e 35 anni, secondo la Commissione europea) sarebbero comunque stati sostituiti. Il vero obiettivo di tali incentivi dovrebbe invece essere quello di incentivare le "ristrutturazioni profonde" (come chiesto dalla Direttiva 2012/27/UE sull'efficienza energetica) o comunque gli interventi meno frequenti (come l'isolamento delle pareti opache che, proprio perché ha una vita utile di 50 anni, viene effettuato di rado).

Secondo le stime Cresme le superfici esterne dello stock complessivo edilizio italiano che potrebbero essere oggetto di riqualificazione nei prossimi dieci anni (perché vetuste, necessarie da qui a diedci anni di intervento) ammontano a 8,2 miliardi di mq, ma si stima che nei prossimi dieci anni solo il 12% di queste (967 milioni di mq) saranno effettivamente riqualificate. Eppure gli investimenti necessari per intervenire sulla totalità delle superfici esterne (11,7 miliardi all'anno per i prossimi dieci anni) non sono fuori dalla portata delle capacità di spesa delle famiglie e delle imprese (equivalgono al solo 15% di tutti gli investimenti in manutenzione straordinaria effettuati annualmente in Italia); risulta dunque evidente l'importanza della sensibilizzazione del panorama politico e dell'opinione pubblica.

Secondo il Cresme il pay back di questi interventi è in media di 22 anni senza incentivi, di 7-8 anni con gli incentivi al 65%, e può abbassarsi a 5-6 anni se consideriamo solo la spesa aggiuntiva abbinata a interventi di rifacimento degli intonaci delle facciate, o delle coperture.

Tuttavia Gaetano Fasano (Enea, responsabile edilizia residenziale-terziario) ha invitato a moderare i facili entusiasmi. «Intanto - sostiene - non è così facile stabilire il pay back, dalle nostre stime con gli incentivi si può arrivare a 12 anni, mi sembrano pochi i 7-8 del Cresme. Comunque non c'è uniformità nelle analisi, non è facile calcolare i risparmi conseguibili».

«Anche la stima dei costi - prosegue - non è sempre facile, può capitare di sottostimarli: ad esempio se inserisco uno spessore isolante importante può capitare che debba fare modifiche sulle pareti esterne degli edifici, e i costi salgono».
«Mi sembra un caso limite - ribatte il presidente Fivra Carlo Boscheri - i prodotti di ultima generazione hanno spessori di pochi centimetri».

«Un altro tema - aggiunge Fasano - è la "capienza fiscale" dei beneficiari. Se parliamo di interventi costosi (33mila euro medi secondo i dat, ndr) allora quante sono le famiglie che guadagnano abbastanza da poterli detrarre in dieci anni?».

Un altra difficoltà da punto di vist finanziario è stata sottolineata da Alessandro Carettoni, dirigente del Ministero dell'Ambiente, è quella del finanziamento, del credito bancario: «Gran parte degli interventi - sostiene - faticano a trovare i finanziatori. Serve un forte esborso iniziale, c'è un problema banche. Bisogna allora accelerare l'attuazione del fondo per l'efficienza energetica di cui al dlgs 102/2014 sull'efficienza energetica (che mette a disposizione 350 milioni dal 2014 al 2020 per finanziare con fondo rotativo gli interventi di efficienza sugli edifici residenziali, ndr), emanando il decreto attuativo che è già in ritardo, e spingendo nella direzione dell'aiuto finanziario alle famiglie».


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