Lavori Pubblici

Concordati in bianco dimezzati, ma per le costruzioni +8% di fallimenti

Giuseppe Latour

Cerved: -52% di concordati nell'ultimo trimestre rispetto al 2013, -12% su base semestrale, grazie alla norma del Dl 69/2013 sul commissario giudiziale - Ma in edilizia crescono i fallimenti

Concordati in bianco, ancora un calo. Le misure chieste dalle imprese, nei mesi scorsi, per disinnescare la bomba rappresentata dalla nuova procedura concorsuale hanno funzionato. Il Governo, dopo le proteste arrivate principalmente dalla filiera delle costruzioni, ha varato il Dl n. 69/2013, poco più di un anno fa, nel quale ha inserito una serie di contromisure all'abuso di concordati: una semplice istanza al tribunale, prima della riforma, consentiva di bloccare le pretese dei propri fornitori per qualche mese. Oggi i numeri del Cerved certificano che il periodo peggiore è stato superato. Tra aprile e giugno le domande di concordato in bianco sono state 665, il 52,2% in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Anziché agevolare il risanamento delle aziende, il concordato (nella vecchia versione) era diventato un trampolino per facili abusi. La svolta dell'esecutivo, però, ha introdotto una novità decisiva e sorprendentemente efficace: il commissario giudiziale, nominato dal tribunale. Si tratta di una sentinella che ha, principalmente, il compito di vigilare che l'impresa non commetta scorrettezze, sottraendo attivi patrimoniali ai creditori e, quindi, usando il concordato per scopi diversi da quelli immaginati dal legislatore. Una sentinella tanto invadente e sgradita da convincere molte imprese a fare a meno del concordato in bianco. A questo si è aggiunta anche una determinazione (n. 3/2014) dell'ex Avcp: chi accede a questo tipo di concordato, in seguito a quella pronuncia, non può partecipare alle gare. Tutto questo ha portato i numeri del concordato a scendere in maniera vertiginosa: -52,2% nell'ultimo trimestre monitorato.

«Questo dimezzamento – osserva l'amministratore delegato di Cerved, Gianandrea De Bernardis - è l'effetto dei correttivi legislativi introdotti nel settembre del 2013 e, in particolare, della possibilità per i tribunali di nominare un commissario giudiziale che monitori la condotta del debitore. Ne è seguita una netta diminuzione dei concordati comprensivi di piano, che nei primi sei mesi del 2014 si sono ridotti del 12,3% rispetto alla prima metà del 2013».
Il minore utilizzo di questo strumento, secondo Cerved, si riflette anche sulle altre procedure non fallimentari, che nei primi sei mesi dell'anno hanno toccato quota 1.400, il 12% in meno del primo semestre 2013. Anche se aumentano nelle costruzioni, +4,4% rispetto allo stesso periodo del 2013.
Per quanto riguarda i fallimenti, invece, tra aprile e giugno è stato registrato in generale un aumento del 14,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Un numero che, a livello settoriale, nasconde situazioni molto diversificate. Se i servizi sono andati malissimo (+15,7%), le costruzioni hanno arrestato leggermente la loro frenata: i fallimenti di imprese edili crescono nei primi sei mesi del 2014 dell'8,2%, un dato che va confrontato con il +12,8% del 2013.


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