Lavori Pubblici

Valdastico Nord, Lupi: «Andremo avanti anche con il No della Provincia di Trento»

Franco Tanel

Il ministro delle Infrastrutture: «Fra poco il progetto dell'autostrada (due miliardi di euro, ndr) andrà al Cipe, e se la Provincia continua a opporsi useremo la legge obiettivo»

Per la Valdastico Nord il tempo delle discussioni e dei confronti è finito. Lo ha affermato in modo chiaro ed inequivocabile, nella mattinata del 19 settembre, il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi intervenendo in video conferenza al convegno organizzato, a Verona, da Confindustria Veneto e Transpadana sulle prospettive dei corridoi ferroviari europei in Veneto alla luce del decreto Sblocca Italia.
Presenti il Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il Presidente di Confindustria Veneto Roberto Zuccato e dei presidenti dell'Autorità Portuale di Venezia Paolo Costa e di SAVE (gestore dell'Aeroporto Marco Polo di Venezia) Enrico Marchi, il ministro ha affermato in modo categorico: «C'è una situazione che io ritengo assolutamente non sia più sopportabile, a proposito di TEN-T e di infrastrutture strategiche per l'Italia e l'intera Europa, quelle che un asse stradale così importante come la Valdastico Nord sia bloccata da anni per il veto di un ente locale. Va bene confrontarsi, va bene discutere ma poi credo che per gli assi strategici italiani ed europei sia giusto che ciascuno si assuma le proprie responsabilità. Sulla Valdastico il Cipe si esprimerà (entro poche settimane ndr) e poi sarà il Consiglio dei Ministri a dare il parere finale come previsto dalla legge obiettivo, quando siamo in presenza di un parere discorde da parte di una istituzione».

Una dichiarazione chiara che annuncia l'avvio di una procedura mai applicata fino ad oggi. Lupi, dà per scontato infatti il "no" del Trentino e ha deciso di avvalersi della possibilità di dare il via libera all'opera autonomamente con un decreto del Consiglio dei Ministri. Un atto che probabilmente provocherà un contenzioso con la Provincia di Trento che, forte di una pronuncia della Corte Costituzionale (sulla quale per la verità i pareri non sono univoci) afferma di avere un potere di veto assoluto grazie allo Statuto Speciale di cui gode. La strada per il decreto è comunque lunga: dopo il certo "no" del Trentino al Cipe la legge prevede che, in caso di voto non unanime, ci si possa appellare al Consiglio dei Ministri che si pronuncia entro 60 giorni previa intesa con gli enti interessati. Se ancora l'intesa non c'è, entro 30 giorni viene indetta una riunione della Presidenza del Consiglio con la partecipazione di Regione e Provincia autonoma, per trovare una soluzione condivisa "anche volta a modificare il progetto originario". Nel caso l'intesa non sia ancora raggiunta, entro 30 giorni è indetta una seconda riunione della Presidenza del Consiglio dei ministri. Se ancora non c'è accordo, è previsto un nuovo rinvio di 30 giorni. Solo allora, se permane lo stallo il Cdm può adottare il decreto, ma "con la partecipazione dei presidenti di Regione e Province autonome interessate", formula ambigua che non chiarisce quale sia la possibile collaborazione, vista l'assoluta contrarietà all'opera.


Alla sorte della Valdastico Nord, è legata la proroga della concessione della Brescia- Padova fino al 2026. Anche per questo nei giorno scorsi l'AD della concessionaria autostradale Giulio Burchi aveva anticipato possibili azioni legali a tutela della società. «La Valdastico Nord è già nel nostro piano finanziario, il Governo la ha inserita tra le opere strategiche, - ha sottolineato Burchi- noi abbiamo fatto tutto quello che ci compete per la sua realizzazione, e senza la sua realizzazione il nostro piano finanziario oltre a non stare in piedi non avrebbe senso. Se entro breve tempo la situazione non si sbloccherà saremo costretti ad azioni legali. Non si tratta di un ultimatum o di una minaccia ma di una azione doverosa per tutelare la società e gli azionisti. E in ogni caso sarà necessario rinegoziare la concessione».

A breve quindi si andrà, come direbbero i giocatori di poker, al "vedo". L'opera nella sua totalità da Piovene Rocchette alla A22 richiede circa 2 miliardi di euro dei quali circa 1,1 per il primo lotto funzionale di 18,9 km in territorio veneto che già di VIA nazionale.


© RIPRODUZIONE RISERVATA