Lavori Pubblici

Inchiesta Expo, Acerbo si dimette «a metà» e resta Rup del Padiglione Italia

Sara Monaci

Dopo aver ricevuto un avviso di garanzia con l'accusa di corruzione e turbativa d'asta il manager lascia l'incarico di delegato del commissario unico Giuseppe Sala

Il subcommissario all'Expo Antonio Acerbo fa un passo indietro. Dopo aver ricevuto, due giorni fa, un avviso di garanzia con l'accusa di corruzione e turbativa d'asta, ed aver subito perquisizioni nei suoi uffici e nella sua abitazione, il manager lascia l'incarico di delegato del commissario unico Giuseppe Sala. Si tratta, di fatto, di uno dei suoi principali collaboratori. È un ingegnere che dentro la società di gestione ha svolto incarichi già dal 2011: come consulente, come Responsabile unico del procedimento (Rup) delle "vie d'acqua" fino al 2013, come Rup del Padiglione Italia e infine proprio come subcommissario di Sala. Era stato anche presidente della commissione aggiudicatrice delle "vie d'acqua", ed è proprio per via di questo incarico che è scattata l'indagine dei procuratori milanesi Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio.

Le dimissioni sono però parziali. Acerbo manterrà il ruolo di responsabile del procedimento unico (Rup) del Padiglione Italia, la struttura che all'interno dell'evento universale rappresenterà l'Italia, in fase di costruzione e già sotto l'occhio dell'Autorità anticorruzione. Situazione delicata dunque, per non dire scivolosa: Acerbo manterrà un incarico tecnico nei cantieri italiani perché ritenuto grande conoscitore del settore - e perché, oggettivamente, i tempi stringono e all'Expo mancano solo sette mesi. Ma inutile negare che piove sul bagnato: il Padiglione Italia è sotto la lente dell'Anac per il progetto dell'Albero della vita, la scultura simbolo, e per non aver bandito gare per la scelta degli affidamenti. Ora che anche il Rup è indagato l'immagine rischia di essere offuscata.

Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia aveva già chiaramente chiesto le dimissioni di Acerbo, parlando di un generico «passo indietro», senza entrare nel dettaglio degli incarichi. Ieri anche il commissario Sala ha espresso la sua opinione, dopo averci pensato per 24 ore. «Ho chiesto ad Acerbo di fare un passo indietro rispetto al ruolo di delegato e, contestualmente, d'accordo con il presidente di Expo Diana Bracco (nonché commissario del Padiglione Italia, ndr) ho chiesto un supporto al presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, sottolineando la necessità che possa continuare a lavorare sul Padiglione Italia». E così è stato. Acerbo non è più subcommissario. Ne rimane quindi in carica solo uno, Gianni Confalonieri, uomo di fiducia di Pisapia, che per l'Expo sta gestendo la partita delle infrastrutture della città.
Parere positivo di fronte alla scelta è quello espresso dal presidente dell'Anac Raffaele Cantone: «Ho preso atto della vicenda e della valutazione di opportunità. La ritengo sostanzialmente corretta e anche doverosamente rispettosa dell'attività della magistratura».


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