Lavori Pubblici

Da Arpinge 160 milioni per realizzare 51 infrastrutture bloccate dalla crisi

Massimo Frontera

Le risorse messe a disposizione dalla spa promossa da tre casse di previdenza private consentono investimenti per 340 milioni entro il 2015

I soldi di tre casse di previdenza private contribuiranno a finanziare infrastrutture di medio calibro bloccate per problemi di risorse. L'iniziativa è stata promossa da Arpinge, la spa partecipata dalle casse di previdenza di geometri (Cipag), periti industriali (Eppi) e ingegneri e architetti (Inarcassa). La novità (già anticipata da «Edilizia e Territorio» lo scorso luglio ) è stata presentata ufficialmente a Roma. La società investirà solo a fronte di una redditività. Le prime 4-5 inizative potrebbero partire anche entro l'anno. Fanno parte di un gruppo di 15 progetti più avanti nell'istruttoria. Più in generale i progetti definiti "caldi" sono 51 e potrebbero mettere in moto 340 milioni di investimenti, di cui 160 provenienti proprio da Arpinge. Ma il soldi non sono un problema.

«Le risorse ci saranno - assicura Paola Muratorio, presidente di Inarcassa - quello che mancano sono i progetti». A dare sostanza all'affermazione sono anche i primi numeri comunicati dall'amministratore delegato della società, Federico Merola, già senior partner del fondo F2i (focalizzato proprio sulle grandi infrastrutture strategiche). «In otto mesi mesi abbiamo esaminato 133 proposte ma solo 15 hanno le caratteristiche di bancabilità necessarie per l'investimento». I primi progetti selezionati da Arpinge costano tra i 10 e i 45 milioni, l'ordine di grandezza che interessa gli investitori. I progetti riguardano valorizzazioni immobiliari, riqualificazioni con efficienza energetica, parcheggi, energia (idroelettrico e reti gas) e residenze sanitarie per anziani. Sempre tra i 15 progetti, c'è la sostituzione di una scuola (con permuta del vecchio immobile da trasformazione e realizzazione di una nuova struttura). «Spero di poter approvare entro l'anno almeno 4-5 di questi progetti», riferisce Federico Merola, spiegando che, dopo aver passato un primo esame, i progetti dovranno superare l'esame del comitato investimenti e poi essere approvati dal cda. Il passo successivo è il cantiere. Quanto al ritorno dell'investimento, «sull'equity non entriamo se non abbiamo un ritorno del 10% netto», riferisce Merola.

Le tre casse si terranno a distanza dall'attività di gestione. «Gli sponsor non interverranno in alcun modo nelle scelte di investimento - assicura Muratorio -. È una condizione fondamentale per la buona gestione degli investimenti, ed è anche un principio che dobbiamo spesso ricordare alla politica quando dimentica che siamo un investitore istituzionale e ci considera invece come un bancomat». La struttura di Arpinge conta per ora 15 persone «con team manager che arriva dall'industria e un comitato investimenti di cinque persone, di cui due sono esperti indipendenti, di cui uno esperto di immobiliare e uno di infrastrutture», precisa Merola.

La procedura dell'investimento in quattro fasi
Il processo di valutazione ed assunzione delle decisioni di investimento e disinvestimento della società si articola in quattro fasi, che seguono a una fase preliminare. L'obiettivo è di definire il piano di investimenti, che viene sottoposto all'esame e all'approvazione del Cda, dopo un parere tecnico rilasciato dal comitato investimenti. «Il piano degli investimenti - si legge su documenti della società - fissa i parametri chiave entro cui programmare l'attività di ricerca e selezione delle opportunità di investimento».

Sempre in base ai documenti di Arpinge Spa, la procedura suddivisa nelle quattro fasi viene descritta nel modo seguente:
1) Analisi "go-no go" «nel corso della quale il team di Investimento, effettuato un pre-screening sulle proposte relative alle potenziali opportunità di investimento all'attenzione della società, valuta - previa condivisione con l'amministratore delegato - l'archiviazione dell'opportunità o l'assegnazione dei compiti e responsabilità interne (anche tenuto conto degli eventuali conflitti di interessi) per la prosecuzione delle attività di analisi dei progetti che risultano allineati rispetto ai parametri chiave sottoposti alla base del piano degli investimenti

2) Analisi desk «nel corso della quale - in funzione di informazioni ancora preliminari acquisite dalla controparte proponente l'iniziativa e delle considerazioni preliminari delle funzioni risk management e legale/compliance - si definisce la scheda relativa alle principali caratteristiche dell'operazione e la si sottopone alla valutazione dell'amministratore delegato. Questi, laddove non ritenga necessari supplementi di istruttoria preliminare, valuta l'archiviazione dell'opportunità o l'avvio delle attività di due diligence e l'assegnazione degli incarichi ai consulenti esterni (sulla base dei livelli approvativi previsti dal sistema delle deleghe della società); inoltre, l'amministratore delegato informa il comitato investimenti e il consiglio di amministrazione dell'opportunità di investimento che si intende approfondire, per le prime valutazioni di competenza (inclusa la verifica circa la sussistenza di potenziali conflitti di interessi)»

3) Execution «nella quale il team di Investimento procede alle attività di due diligence dell'investimento ed alla negoziazione degli accordi con la controparte, nonché alla predisposizione di un info memo definitivo relativo all'operazione. Tale documento, contenente le valutazioni del team di investimento, le strutture negoziali e i pareri delle funzioni legale/compliance e risk management, viene sottoposto all'amministratore delegato per le sue valutazioni e, una volta da questi approvato, tenuto conto anche del parere tecnico fornito dal comitato investimenti, viene sottoposto al consiglio di amministrazione per la definitiva valutazione e approvazione. Segue, quindi, la stipula della documentazione contrattuale necessaria alla finalizzazione dell'operazione»

4) Monitoraggio e Disinvestimento «in cui si svolgono, con il supporto della funzione risk management, le attività di monitoraggio periodico, tese a verificare l'allineamento dei risultati effettivi del progetto con i risultati attesi, nonché alla pronta individuazione degli interventi correttivi, ivi incluso il disinvestimento, che dovessero eventualmente rendersi necessari. Tali interventi saranno messi in atto previo parere tecnico del comitato investimenti ed approvazione da parte dei competenti organi deliberanti».

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