Lavori Pubblici

Poteri straordinari ai commissari, ora le deroghe. E poi?

Giorgio Santilli

Forse questa fase di gestione straordinaria serve per avviare il motore; ma vale la pena di riflettere su quando dovremo tornare al regime ordinario, che nessuno vuole davvero affrontare e cambiare

Sarà interessante conoscere il parere del presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, sulla valanga di commissari, procedure in deroga, «estreme urgenze», poteri sostitutivi, vecchi concessionari di committenza di ritorno, trattative private (anche senza consultazione di un minimo di cinque imprese) per piani scuole, difesa del suolo, efficientamento di edifici pubblici in arrivo con il decreto sblocca-Italia.

Non c'è dubbio che in molti casi l'accelerazione serva. Ma può un commissario approvare un progetto preliminare e metterlo in gara per poi avvalersi successivamente di poteri straordinari per avere le autorizzazioni? Ha un senso logico e serve? Non tanto tempo fa - sotto la spinta delle tante tangentopoli - abbiamo considerato le deroghe negli appalti come il male assoluto. Oltre all'aspetto della difesa della legalità, vale la pena riflettere su quello che resterà di questa nuova stagione di straordinarietà (forse necessaria per avviare il motore) quando dovremo tornare all'ordinario, che nessuno vuole davvero affrontare e cambiare.


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