Lavori Pubblici

In dieci anni (2001-2011) sono state realizzate 3,9 milioni di abitazioni

Massimo Frontera

L'Istat ha comunicato il dato definitivo sugli edifici in Italia, in base alle rilevazioni dell'ultimo censimento del 2011

In Italia ci sono oltre 31 milioni di abitazioni, di cui poco più di 24 milioni sono occupate a vario titolo mentre le altre 7 milioni risultano non occupate oppure occupate da persone non residenti, sono cioè seconde case.

Il dato arriva dall'Istat e riguarda la fotografia definitiva (ancorché ormai un po' datata) che emerge dall'ultimo censimento condotto nel 2011. Il censimento, precisa l'istituto di statistica, è avvenuto «con modalità e tecnologie profondamente rinnovate rispetto alla precedente rilevazione del 2001». I dati - comunicati nella nota diffusa l'11 agosto scorso - danno conto anche della dinamica edilizia nel corso del decennio 2001-2011. In dieci anni risultano censite oltre 3,9 milioni di abitazioni in più. Infatti, in base agli analoghi dati definitivi sul censimento 2001, l'Istat aveva contato in Italia quasi, 27,3 milioni di abitazioni, di cui 5,6 milioni non occupate.

Tornando ai dati 2011, l'Istat precisa che il numero complessivo delle abitazioni censite nel 2011 ammonta esattamente a 31.208.161 unità. Di queste, il 77,3% (24.135.177 in valore assoluto) è occupato da almeno una persona residente, mentre il restante 22,7% (7.072.984) è costituito da abitazioni non occupate (vuote) o occupate solo da persone non residenti.

La disaggregazione territoriale evidenzia che la quota di abitazioni occupate «è ben più elevata della media nazionale in Lombardia (84,5%), Campania (quasi l'83%) e Lazio (82,2%)». La percentuale più elevata di abitazioni non occupate è appannaggio della Valle d'Aosta (50,1%) («in linea con quanto già rilevato nel 2001»), seguita da Calabria (38,8%) e Molise e Provincia di Trento (37,1%).

Quanto alla dotazione di servizi, il dato che spicca su tutti riguarda il notevole incremento - nell'arco di 10 anni - delle abitazioni con angolo cottura rispetto a quelle con una vera e propria cucina (oppure con un «cucinino»). «Tra il Censimento del 2001 e quello del 2011 - si legge nella nota Istat - aumentano leggermente le abitazioni con almeno una cucina (+8,1%) mentre sono quasi raddoppiate quelle che dispongono solo di angolo cottura (+82,3%)». La quota più elevata di abitazioni con almeno una cucina si registra nelle Isole e nel Sud (rispettivamente 78,3% e 77,1%), la più bassa nell'Italia Nord-Occidentale (70,6%).

Il censimento 2011 rende conto più in generale del notevole incremento di edifici in Italia. Rispetto al 2001, l'Istat registra un incremento del 13,1% del numero di edifici e complessi di (14.515.795 unità nel 2011), il 13,1% in più rispetto al 2001. Più in dettaglio, gli edifici sono 14.452.680 e i complessi 63.115, con un incremento intercensuario rispettivamente pari al 13,1% e al 64,4 per cento.

Rispetto al censimento 2001, è diminuita, dal 5,7 al 5,2%, la quota dello stock immobiliare non utilizzato perché cadente, in rovina o in costruzione. Nel caso degli edifici, quest'ultima scende dal 5,6% del 2001 al 5,1% del 2011, per i complessi di edifici dal 13,8% al 13,5%.

L'84,3% degli edifici complessivamente censiti (pari a 12.187.698) è a destinazione residenziale, in crescita dell'8,6% nel decennio. «Tale incremento - osserva l'Istat - risulta sostanzialmente in accordo con quello riscontrato per le famiglie. Gli edifici residenziali sono costituiti per il 51,8% da abitazioni singole».

Il comunicato XV Censimento Istat - Edifici e abitazioni (dati definitivi) diffuso l'11 agosto 2014 (link )
Il comunicato Censimento 2001 Istat - Edifici e abitazioni (dati definitivi) diffuso il 9 dicembre 2004 (link )


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