Lavori Pubblici

Salini, firmato l'accordo definitivo per proseguire i lavori a Panama

A.A.

Stanziati subito 100 milioni ciascuno da ente appaltante e imprese, poi 400 milioni trasformando il "performance bond" - Per il contenzioso deciderà un arbitro internazionale

Firmato in questi giorni l'accordo finale tra l'Autorità del Canale di Panama (Acp) e il consorzio
Grupo Unidos por el Canal (Gupc,composto dalla spagnola Sacyr, dall'italiana Salini Impregilo, dalla belga Jan De Nul e dalla panamense Cusa), che ha sbloccato definitivamente il finanziamento per il completamento dell'ampliamento della via d'acqua tra l'Atlantico e il Pacifico.
Lo si è appreso da un comunicato.
L'accordo prevede il completamento dell'opera entro il 31 dicembre 2015, con alcuni snodi intermedi, quali la consegna di tutte le paratoie (8 su 16 sono già arrivate a Panama) entro il
febbraio 2015.
Sotto l'aspetto economico, per portare a termine i lavori (un appalto da 3.356 milioni di euro, di cui 1.288 milioni in carico a Salini Impregilo), l'accordo stabilisce il cofinanziamento di Acp e Gupc per ulteriori 100 milioni di dollari ciascuno e l'apporto da parte di Gupc di altri 400 milioni derivanti dalla trasformazione della garanzia ("performance bond") della compagnia assicuratrice Zurich in ulteriore finanza di completamento.
La firma di questo documento arriva dopo mesi di serrate trattative e, sancendo i contenuti del memorandum d'intesa siglato nel marzo scorso, incorpora le variazioni al contratto del 2009, con il quale Gupc (composto dalla spagnola Sacyr, dall'italiana Salini Impregilo, dalla belga Jan De Nul e dalla panamense Cusa) si è aggiudicato il progetto "Terzo set di chiuse", la cui guida esecutiva passa dagli spagnoli agli italiani.
L'opera viene definita "vitale per il commercio mondiale, grazie al passaggio di navi con tre volte le capacità di carico delle attuali".

Contestualmente, i vari reclami di Gupc sui costi imprevisti sopportati in corso d'opera (sovracosti stimati dalle imprese in 1,6 miliardi di euro, oltre ai 3,3 miliardi di costo contrattuale) saranno risolti con un arbitrato internazionale presso la Corte di Miami (Usa), che il 21 luglio scorso ha già avviato la discussione su una prima tranche di 180 milioni di dollari.

Nel nuovo rapporto con l'amministrazione del Canale, inoltre, la guida esecutiva del progetto Terzo set di Chiuse è passata dagli spagnoli agli italiani: come Ceo del consorzio Gupc è stato
nominato proprio nella fase calda delle trattative un manager del gruppo Salini Impregilo, Giuseppe Quarta. "Gupc farà di tutto affinché la collaborazione con Acp sia proficua e porti con
successo al completamento dei lavori", ha commentato Quarta che ha anche espresso apprezzamento per le decisioni approvate dall'Autorità e ringraziamento a tutti i collaboratori del
Consorzio.

Il progetto Terzo set di chiuse, che attualmente impegna al lavoro circa 7.500 persone, prevede la costruzione di un nuovo canale che andrà ad aggiungersi ai due esistenti, per i quali il 15 agosto prossimo sarà festeggiato il centenario. L'entrata in funzione del nuovo canale permetterà il passaggio delle navi chiamate PostPanamax, lunghe quasi 400 metri e capaci di trasportare 13mila containers, triplicando la capacità attuale grazie a gigantesche paratoie scorrevoli, disegnate e realizzate in Italia, e a un tanto complesso quanto spettacolare meccanismo
di successive aperture e chiusure di camere d'acqua in grado di portare le navi da un oceano all'altro superando il dislivello di 27 metri del lago Gatun, il lago artificiale più grande del
mondo, posto tra i due oceani. I lavori per l'ampliamento del Canale sono giunti al 78% del totale.

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