Lavori Pubblici

Expo, segni di presenza della 'ndrangheta negli appalti

La 'ndrangheta sarebbe presente in «più casi» all'interno dei lavori di Expo e opere connesse e, almeno in un caso, anche in un appalto diretto della società.
È l'allarme lanciato dal Comitato Antimafia del Comune di Milano, presieduto da Nando Dalla Chiesa, che nella redazione della sua quinta relazione - dopo che la terza del gennaio scorso si era trasformata in un esposto alla Procura della Repubblica a fronte della valutazione di ipotesi di reato - ha reso noti «nuovi episodi» in cui risulta rinvenibile l'infiltrazione mafiosa. «Ci sono più casi - ha spiegato Nando Dalla Chiesa -, alcuni segnalati già nella terza relazione, altri contenuti
in questa, in cui ci sono ditte trovate ad operare in Expo che hanno al loro interno, o sono riconducibili a pregiudicati calabresi».

L'attività di indagine del comitato, con stretto ausilio della Polizia Locale e dei suoi controlli amministrativi, si sarebbe concentrata in un minuzioso lavoro di tessitura di elementi distinti che hanno portato alla ricostruzione di uno sfondo definito «non particolarmente tranquillizzante». Il
Comitato, dunque, collegando imprese a cognomi e comuni storicamente legati alla storia mafiosa, soprattutto della 'ndrangheta, ed essendo venuto a conoscenza di «nuovi episodi» ha maturato «che ci sia una pressione e una capacità (di tipo mafioso) di inserirsi nelle opere che riguardano Expo. Non ci troviamo in situazioni in cui ci sono condizioni - ha chiarito il presidente del Comitato Antimafia comunale, Nando Dalla Chiesa -: noi i segni della presenza mafiosa li
abbiamo riscontrati; ci sono appalti Expo assegnati a imprese guidate da pregiudicati o a loro riconducibili. Sono segnali preoccupanti a fronte dei quali il numero dei controlli evidentemente non basta». Secondo il comitato, ci sarebbe almeno un appalto diretto che «in punta di fatto e di diritto é stato assegnato» a un'impresa potenzialmente in odore di illegalità.


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