Lavori Pubblici

Astaldi conferma gli obiettivi: ricavi del primo semestre +4,4%, utile +6,4%

Al. Le.

«I dati di periodo confermano un andamento in linea con il piano industriale - ha commentato l'Ad Stefano Cerri - la previsione di chiusura dell'anno sarà influenzata positivamente dall'ulteriore impulso proveniente dai progetti in corso di esecuzione principalmente in Canada, Turchia e Russia».

Astaldi ha chiuso il primo semestre dell'anno con ricavi in crescita a 1,2 miliardi, in aumento del 4,4% rispetto allo stesso periodo del 2013, e con un utile netto di 34,3 milioni (+6,4%). Confermati gli obiettivi di crescita per fine anno. Il portafoglio ordini totale è pari a 21,5 miliardi.
«I dati di periodo confermano un andamento in linea con il piano industriale - ha commentato l'Ad Stefano Cerri - la previsione di chiusura dell'anno sarà influenzata positivamente dall'ulteriore impulso riveniente dai progetti in corso di esecuzione principalmente in Canada, Turchia e Russia».

I NUMERI
I ricavi totali consolidati crescono del +4,4% a 1.201,5 milioni di euro (1.150,6 milioni a giugno 2013) e si compongono di ricavi operativi per il 93,8%, pari a 1.126,9 milioni (+2,6%, 1.098,5 milioni l'anno scorso) e di altri ricavi operativi per il restante 6,2%, pari a 74,5 milioni (+42,9%, 52,2 milioni un anno fa 2013).
La struttura dei ricavi mostra un orientamento sempre più marcato verso Paesi valutati come Investment Grade, con conseguente migliorato profilo di rischio delle attività. Le aree di più recente apertura, come Russia e Canada, si affermano tra i maggiori contributori alla determinazione dei ricavi insieme alla Turchia, seguite da Polonia e Perù. Le aree di presidio storico, come Algeria e Romania, si confermano su livelli soddisfacenti. L'Italia riduce il proprio apporto al 28% circa del totale ricavi, in linea con quanto previsto dalle strategie di gruppo e con una dinamica attesa che prevede ulteriori contenimenti fino al 2016.

In dettaglio, l'Italia sviluppa un portafoglio ordini con tempi di attuazione più lunghi rispetto all'estero e registra il sostanziale completamento dei contratti più rilevanti; di contro, accoglie apporti positivi dai progetti ferroviari (Metropolitane di Milano Linee 4 e 5 e Roma Linea C, Stazione AV Bologna Centrale, Ferrovia Parma-La Spezia), con il contributo dell'Autostrada Pedemontana Lombarda, dell'impiantistica (circa 42 milioni dalla controllata NBI) e delle concessioni (circa 4 milioni da Ge.SAT, la Società di gestione dei servizi degli ospedali toscani).

Cresce l'Europa (+31%), con l'avanzamento delle commesse in Turchia (Autostrada Gebze-Orhangazi-Izmir Fase 1, Terzo Ponte sul Bosforo), Russia (Raccordo autostradale di San Pietroburgo) e Polonia (Metropolitana di Varsavia, progetto ferroviario di Lodz) e con la Romania che conferma i livelli di produzione del 2013. Crescono le Americhe (+33%), grazie all'avvio del Canada (progetto idroelettrico Muskrat Falls) e al progressivo avanzamento dei lavori in Perù
(progetto idroelettrico Cerro del Àguila) e Cile (progetti Minerari Chuquicamata). L'Africa è sostanzialmente in linea con l'anno precedente, grazie alla ripresa dei progetti ferroviari (Saida-Moulay Slissen). L'Asia registra un apporto molto ridotto, confermando l'uscita dal comparto Oil&Gas, ma anche l'avanzamento dei progetti ferroviari (Arabia Saudita).

Le costruzioni generano il 99% dei ricavi, pari a 1.118 milioni (+2,3%, 1.093 milioni a giugno
2013). Le infrastrutture di trasporto (74% dei ricavi) si confermano core business per le attività del gruppo e registrano una flessione di ferrovie e metropolitane e porti e aeroporti, quasi totalmente compensata dalla maggiore produzione di strade e autostrade. Nello specifico, ferrovie e metropolitane accolgono il rallentamento programmato per Venezuela (per cui si confermano livelli produttivi esigui) e Algeria (dove le lavorazioni sono riprese a metà del secondo trimestre 2014), nonché il progressivo completamento in Italia delle metropolitane (Milano Linea 5, Roma Linea C) e della stazione AV Bologna Centrale.

I costi di produzione sono pari a 856 milioni (834,7 milioni 12 mesi fa), con incidenza sui
ricavi al 71,2% (72,5% a giugno 2013). I costi del personale ammontano a 179,7 milioni (contro i 155,1 milioni del 2013), con incidenza sui ricavi al 15%.
L'EBITDA cresce del +2,9% a 149,3 milioni (145 milioni a giugno 2013), con EBITDA margin al
12,4%. L'EBIT aumenta del +4,5% a 118,1 milioni (113 milioni a giugno 2013), con EBIT margin al 9,8%.


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