Lavori Pubblici

Taglio del nastro per la Brebemi, ma le incertezze restano

Massimiliano Carbonaro

Inaugurata l'autostrada che sostituisce l'A4 tra Brescia e Milano (prima in Pf) - Ma pesano ancora il subentro da 1,3 miliardi eil mancato completamento dell'ultimo miglio per Milano

Dopo il taglio del nastro di Brebemi, celebrato dalla presenza del presidente del Consiglio Matteo Renzi, cosa resta? Certo un'autostrada che collega Brescia con Milano passando dalla provincia di Bergamo, un'opera da oltre 62 km, a cui aggiungere 35 km di viabilità ordinaria, realizzati in tempi da record (almeno per il costume italico), visto che i cantieri sono stati aperti nell'estate del 2009 per giungere all'inaugurazione il 23 luglio del 2014. Ma ancora tante incertezze, intanto sul fronte finanziario con un subentro che pesa 1,3 miliardi di euro, l'ultimo miglio di innesto a Milano ancora da completare (non responsabilità di Brebemi) e persino le aree di sosta ancora da assegnare (segno che qualche dubbio sull'opera persiste).

I vantaggi della Brebemi.

La Brebemi, o meglio la A35, è operativa, pronta per l'Expo del 2015 come previsto. Appunto un'infrastruttura che tra tratto autostradale e quello di viabilità ordinaria pesa per quasi 100 km interessando 5 province (Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Milano) ed oltre 40 Comuni. Un'opera che per Assolombarda porterà grandi vantaggi al territorio. Secondo Rosario Bifulco, consigliere incaricato di Assolombarda per la Competitività territoriale, "l'entrata in esercizio della Brebemi consentirà a regime un risparmio sui tempi annui di percorrenza pari a circa 20 milioni di ore e un incremento annuo del Pil stimato in 382 milioni di euro". Per il presidente di Brebemi, Francesco Bettoni, la nuova tratta migliorerà la qualità della vita riducendo del 60% il traffico pesante sulla viabilità locale facendo registrare 6,8 milioni di ore in meno perse in coda e minori emissioni di CO2. Questo per quanto riguarda i vantaggi di questa opera che ovviamente ha avuto ed ha ancora tanti detrattori. Ma l'essere arrivati all'inaugurazione e nel marzo del 2013 al closing finanziario poteva far pensare che a questo punto fosse solo un problema di incassare i pedaggi e contare le vetture che vi avrebbero transitato. Non è così.

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I problemi ancora aperti della Brebemi

La Brebemi è la prima la prima infrastruttura autostradale italiana a essere realizzata in project financing. La spa che l'ha realizzata vede come socio principale Autostrade lombarde 78,9% (al suo interno come azionisti Intesa Sanpaolo 42,4%, Satap 13,3%, Impresa Pizzarotti 6,4%, Unieco 5,7%, Autostrade Centro-Padane 5,4%, Mattioda Pierino & Figli Autostrade 5,3%, Autostrada Bs-Vr-Vi-Pd 4,9%), più una serie di soci tra cui Impresa Pizzarotti al 7,4%, Unieco al 5,3%, Itinera al 2,7% e al 1,5% CCC società Cooperativa. Ma l'azionariato potrebbe a breve cambiare perché Intesa San Paolo sta rimettendo in discussione il suo ruolo di azionista di concessioni autostradali. "Stiamo già pensando ad un'exit da Brebemi - ha spiegato Gian Maria Gros Pietro, presidente del consiglio di gestione di Intesa Sanpaolo - siamo disponibili e ci sono già rapporti con altri azionisti che sono operatori del settore e questo è già un inizio". Nel dettaglio Brebemi è un intervento che prevede un costo di 2,338 miliardi di euro compresi gli oneri finanziari in parte coperti con 520 milioni di euro di equità e il resto (1818 milioni) con un complesso piano di finanziamento che ha visto in campo un pool di banche capeggiate da Cassa depositi e Prestiti e la Bei (più Sace Spa, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Centrobanca, MPS Capital Services, Credito Bergamasco) come ha sancito il closing finanziario raggiunto lo scorso marzo del 2013. È dell'ultimo mese il tentativo di Brebemi di intervenire su questo piano finanziario perché allo scadere della concessione (19,6 anni) rimane aperto il nodo del subentro, per coprire la parte non ammortizzata, per circa 1,3 miliardi di euro. Questa incertezza ha portato la società autostradale a presentare alla concedente, la CAL, la spa mista Anas e Regione Lombardia, a richiedere un prolungamento della concessione di 10 anni, una defiscalizzazione dell'opera pari a 450 milioni e un contributo pubblico di 80 milioni. Le richieste sono state trasmesse al ministero delle Finanze e si attendono risposte che al momento non sono ancora arrivate. Acconsentendo a queste richieste, giustificate dal fatto che l'aumento dei costi iniziali di 866 milioni più onori nasce per l'affiancamento della TAV e per i costi incrementati per gli espropri (tema ancora caldissimo e solo ora risolto per quanto riguarda le aree tra la ferrovia e l'autostrada), il valore del subentro verrebbe azzerato. Per Brebemi se però dallo Stato arrivasse un sonoro no, allora il cerino passerebbe alla CAL come concedente che in qualche modo dovrebbe provvedere. Ovviamente per la società misto Anas e Regione Lombardia farsi carico di questo onere sarebbe impossibile. Al momento CAL fa sapere che il dialogo è ancora in corso e che bisogna aspettare e vedere.

Occhi puntati sul traffico Brebemi.
Nel frattempo però l'autostrada è diventata pienamente operativa quindi il primo responso che si attende è quello del traffico. Anche se il vero boom lo si aspetta a settembre con la ripresa a pieno delle attività produttive e nel 2015 quando la Tem (la nuova tangenziale di Milano su cui va innestarsi appunto la Brebemi) sarà completata. Certo è che le previsioni di traffico hanno subito un serio ribasso. Si attendono a regime tra i 35mila e i 40mila veicoli (ma in principio le previsioni erano per quasi il doppio) che diventeranno circa 60mila con l'apertura della Tem. Senza contare che ci sono ancora difficoltà sul fronte dell'ultimo miglio cioè per quanto riguarda le due tratte non di competenza Brebemi: la Rivoltana e la Cassanese, due tratte provinciali in via di riqualificazione che appunto rappresentano l'appendice della nuova autostrada. Fa pensare infine il fatto che al momento non ci saranno aree di sosta lungo il tragitto perché nessuno si è candidato a gestirle, non considerando l'investimento sufficientemente redditizio (anche per le richieste di Brebemi).
Pedemontana come Brebemi La speranza è che Brebemi ottenga la defiscalizzazione e a seguire riesca ad averla anche l'altra autostrada in via di realizzazione in Lombardia, la Pedemontana. È uno dei temi emersi durante l'inaugurazione della Brescia-Milano con il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni che ha sollecitato su questo fronte il presidente Renzi: "È una cosa che deve fare – ha commentato - non si capisce perchè da mesi siamo appesi a una delibera formale del Cipe, col rischio di bloccare i lavori della Pedemontana e questo non deve succedere".




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