Lavori Pubblici

Ferrovie, per la guida di Rfi corsa a due tra Maurizio Gentile e Matteo Triglia

Giorgio Santilli

Il cda ha cominciato ad affrontare governance e deleghe a presidente e amministratore delegato. Le Fs dicono sì alle gare regionali, Messori: «Riducono i costi e migliorano il servizio»

Le nuove Fs vanno verso una «privatizzazione parziale» con una quotazione in Borsa, ancora tutta da definire nelle modalità, aprono con più entusiasmo che in passato alle gare per il trasporto ferroviario regionale e cambiano tono anche sulla concorrenza nell'Alta velocità. È la risposta che arriva dal presidente della società, Marcello Messori, alla relazione del presidente dell'Autorità di regolazione per i trasporti, Andrea Camanzi.
Intanto il nuovo consiglio di amministrazione ha affrontato ieri, senza arrivare ancora a un'approvazione, il delicato dossier della governance della holding che dovrebbe facilitare una convivenza tra il presidente e l'amministratore delegato, Michele Mario Elia, anche in quelle competenze, come le «strategie», in cui condividono le deleghe per volontà espressa dal Tesoro in assemblea.

Ancora da definire anche l'altra questione aperta in questo avvio del nuovo corso, la successione di Elia alla guida di Rfi, la società controllata che guida la macchina degli investimenti del gruppo: due i candidati in corsa, il direttore della direzione investimenti della società, Maurizio Gentile, e l'ad della società di ingegneria del gruppo Italferr, Matteo Triglia.
La partita è complessa perché la procedura prevede l'indicazione da parte delle Fs e il «gradimento» del governo con un atto formale del ministero dell'Economia, che però non può non tenere conto, nella sostanza, del parere del ministero delle Infrastrutture per conto del quale Rfi attua il contratto di programma finanziato dallo Stato.
Sulla privatizzazione, che è stata voluta dal governo ed espressamente affidata dal Tesoro a Messori, il presidente di Fs dice che sono «aperte tutte le alternative possibili», ma per ora non esclude la continuità con la posizione storica, più volte espressa da Mauro Moretti, di una quotazione in Borsa. È chiaro semmai, che Messori ha avuto dal Tesoro il mandato di collocare le Fs in un quadro di crescente liberalizzazione. Messori dice, allora, anche a proposito dell'Alta velocità, che «la concorrenza, se regolata, quindi non una concorrenza selvaggia, è comunque un fatto positivo».

Una riprova arriva sul trasporto regionale. Messori conferma sì la vecchia posizione di Moretti sulla corresponsabilità delle Regioni nel problema pendolari. Ma ci tiene a sottolineare che «un miglioramento del servizio richiede una maggiore apertura al mercato attraverso gare».
Le Regioni - continua il presidente - «dovrebbero istituire gare aperte e tutti i potenziali concorrenti dovrebbero partecipare a queste gare assicurando così standard di qualità adeguati a un servizio che sia accettabile per i cittadini e per i pendolari».
Totale sintonia con l'Autorità.


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