Lavori Pubblici

Torino-Lione, la Ue conferma i finanziamenti per il 40% dell'opera

Maria Chiara Voci

Il coordinatore dei Trasporti Brinkhorst in Valle di Susa con Chiamparino e le delegazioni italo-francesi - Anche oltralpe i controlli antimafia

Se Italia e Francia faranno la loro parte, allora non ci sarà alcun problema. L'Europa metterà la propria quota di risorse, coprendo al 40% il finanziamento per la linea ferroviaria Torino-Lione». Parola del coordinatore europeo per i Trasporti, Jan Laurens Brinkhorst. Che ieri, a distanza di due anni, è tornato al cantiere del cunicolo esplorativo di Chiomonte, in Valle di Susa. Per una visita arrivata in concomitanza con la prima, ufficiale, di Sergio Chiamparino, in veste di nuovo presidente della Regione Piemonte.
«Rispetto alle questioni tecniche, tipo decidere da dove scavare o "se e come" estendere anche alla Francia i controlli antimafia previsti dalla legislazione italiana – ha proseguito ancora il coordinatore, che si è complimentato con Ltf per l'avanzamento dei lavori in Valsusa – spetta ai due Paesi mettersi d'accordo. Per quanto ci riguarda, però, c'è il pieno sostegno per la realizzazione dell'opera».
Proprio per fare un altro passo in avanti nelle questioni di ordine pratico, oggi a Chambery si riunisce la Conferenza intergovernativa (Cig) Italia-Francia. «Sul tavolo – spiega Mario Virano, a capo della delegazione italiana della struttura di missione – c'è innanzitutto l'adozione di una serie di provvedimenti per permettere la costituzione del nuovo soggetto promotore dell'infrastruttura, che già dall'autunno prenderà il posto di Ltf. Inoltre estenderemo anche agli appalti francesi i controlli antimafia, previsti dalla normativa italiana». Sempre oggi, si avvierà il percorso per la predisposizione del dossier sui finanziamenti, da presentare entro febbraio 2015 a Bruxelles, in risposta al bando che destina i contributi sui corridoi europei.

Sul tavolo della Cig, inoltre, ci sarà anche un'altra questione. Che è fondamentale e probabilmente è stata al centro della visita di ieri. Visita a cui oltre al coordinatore Brinkhorst, accompagnato da Mario Virano e dal collega omologo d'Oltralpe Louis Besson, hanno partecipato le intere delegazioni italiana e francese della Cig. Per ridurre al minimo i problemi legati alla sicurezza in Valsusa, infatti, si starebbe sempre di più facendo strada l'ipotesi di scavare il tunnel della galleria di base della Torino-Lione partendo interamente dalla Francia. Una soluzione che consentirebbe, almeno nell'immediato, di posticipare l'apertura del grande cantiere nella piana di Susa. Comune che, con le recenti elezioni amministrative, è passato sotto la guida di Sandro Plano, da sempre esponente del Movimento No Tav. «Le modalità su quanti cantieri avviare e dove - spiega Virano, che non conferma (ma non smentisce) questa versione - saranno stabilite all'interno di un protocollo addizionale, che dovrà essere approvato dai due Parlamenti in aggiunta a quello arrivato al via libera ad aprile e a completamento dell'intesa intergovernativa del 2012. Altro tema che sarà discusso in sede della Cig».
Scavare dalla Francia vorrebbe dire far lavorare una talpa per circa 28 chilometri consecutivi (di cui gli ultimi 12 in territorio italiano) a partire dalla discenderia di Modane, verso lo sbocco di Susa. Una soluzione tecnicamente percorribile, visto che in questa ultima porzione di montagna il terreno non dovrebbe presentare caratteristiche e differenze tali da richiedere l'impiego di macchinari diversi e quindi la sostituzione della cosiddetta talpa Tmb (Tunnel boring machine).
A rimarcare, infine, l'ottimo lavoro svolto a Chiomonte, dove la talpa è arrivata a scavare da pochi giorni oltre il chilometro, è stato Sergio Chiamparino: «Nella mia esperienza – afferma – ho sempre constatato che quando un cantiere parte e si mantengono tempi e promesse, alla fine le tensioni si allentano da sé».
Rispetto agli arresti dei giorni scorsi, per le presunte infiltrazioni della 'ndrangheta nella filiera degli appalti per la Torino-Lione, il presidente della Regione commenta: «I primi interventi in Valsusa contro la malavita organizzata risalgono a quando avevo i calzoni corti. Che il malaffare si organizzi, è un fatto. Certo non siamo immuni. Tuttavia credo ci siano tutte le risorse in campo per difendere l'opera e garantire il rispetto della legalità».


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