Lavori Pubblici

Abi-Pmi, prorogata la moratoria sui debiti

Celestina Dominelli

Boccata d'ossigeno per le piccole e medie imprese con l'allungamento a fine anno dell'Accordo per il credito 2013, che consente l'allungamento o la sospensione delle rate dei mutui

È una nuova boccata d'ossigeno per le piccole e medie imprese che passa attraverso la proroga, fino alla fine dell'anno, dell'"Accordo per il credito 2013", lo strumento - la cui scadenza era fissata per il 30 giugno - messo in campo per consentire la sospensione e l'allungamento dei finanziamenti delle aziende. Lo ha reso noto ieri l'Abi d'intesa con le parti co-firmatarie che sono Confindustria, Confapi, Alleanza Cooperative Italiane (Agci, Confcooperative, Legacoop), Cia, Coldiretti, Claai, Confedilizia, Confagricoltura, Rete Imprese Italia (Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti) e Confetra. I pilastri principali dell'intesa non sono cambiati: sospensione per 12 mesi della quota capitale delle rate dei mutui (anche se agevolati o perfezionati tramite il rilascio di cambiali); sospensione per 12 o 6 mesi della quota capitale dei canoni di operazioni di leasing, rispettivamente immobiliare o mobiliare; allungamento della durata dei mutui per un massimo del 100% di quella residua del piano di ammortamento; allungamento fino a 270 giorni delle scadenze delle anticipazioni bancarie su crediti per i quali si siano registrati insoluti di pagamento; e, infine, allungamento per un massimo di 120 giorni delle scadenze del credito agrario di conduzione.
Per Vincenzo Boccia, presidente del comitato tecnico Credito e Finanza di Confindustria, la proroga della moratoria «è molto positiva. In un quadro economico che, nonostante qualche timido segnale, continua a restare difficile, è importante rispondere a un'esigenza vitale per le imprese, soprattutto di più piccola dimensione, che è quella di liquidità». Quello del credito, ha sottolineato ancora Boccia, «resta un vulnus aperto e problematico per molte aziende, in particolare per le piccole realtà del manifatturiero abbiamo la responsabilità di trovare soluzioni». Anche guardando a strumenti alternativi al credito bancario, come ha ricordato lo stesso esponente di Viale dell'Astronomia: «Fortunatamente, in una fase in cui la liquidità ancora scarseggia, gli imprenditori stanno capendo che non solo il credito, ma anche la finanza è funzione sempre più strategica».
Quanto al ricorso agli strumenti prorogati ieri, dall'avvio operativo dell'iniziativa (ottobre 2013) a fine maggio, sono state accolte 25.539 domande per un controvalore complessivo di debito residuo pari a 9,6 miliardi e 1,1 miliardi di maggiore liquidità a disposizione delle imprese. Guardando poi alla distribuzione delle richieste per segmento economico, emerge che il 27% delle domande è arrivato da imprese del commercio e alberghiero, il 17,8% da quelle dell'edilizia e opere pubbliche, il 16,8% dalle aziende dell'industria, il 6,8% è riferito a imprese artigiane, il 6,2% all'agricoltura, mentre il restante 25,4% ad altri servizi.
Insieme all'accordo per il credito 2013, sono stati poi prorogati a fine anno altri due strumenti a disposizione delle aziende: il plafond "Progetti Investimenti Italia" riservato alle pmi che continuano a investire nonostante la crisi, e quello "Crediti Pa" per lo smobilizzo, presso il sistema bancario e finanziario, dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della pubblica amministrazione.
Nella nota diffusa ieri l'associazione delle banche ricorda poi che l'intesa prorogata è il quarto tassello di una serie di misure avviate il 3 agosto con l'Avviso comune e proseguite con l'Accordo per il credito alle pmi (febbraio 2011) e con le Nuove misure per il credito alle pmi (febbraio 2012). Complessivamente le quattro iniziative hanno permesso la sospensione di oltre 400mila finanziamenti, per un controvalore complessivo di debito residuo di circa 115 miliardi di euro e una liquidità aggiuntiva di 23 miliardi di euro per le pmi. Mentre il plafond per gli investimenti aveva assicurato a fine 2013 (ultimo dato disponibile) 3,3 miliardi di euro di finanziamenti per un totale di 9.850 domande, di cui l'80,4% riguarda investimenti in beni materiali concentrati soprattutto al Nord (dove è stato erogato il maggior numero di finanziamenti, il 72,7%) e tra le imprese dell'industria (che, da sole, hanno raccolto il 44,8% degli stanziamenti).


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