Lavori Pubblici

Fassino (Anci): «Le nuove norme sugli appalti hanno paralizzato l'attività dei comuni»

Massimo Frontera

Il presidente dell'associazione dei Comuni chiede una proroga alle nome sulla centrale di committenza in vigore dal primo luglio

Nel giorno dell'entrata in vigore di importanti novità legate alle procedure per l'appalto di lavori i comuni italiani lanciano un appello al governo per prorogarne l'entrata in vigore.

In primo piano la norma che impone una prima concentrazione delle stazioni appaltanti a tutti i comuni diversi dai capoluogo di provincia. «L'Anci - fa sapere il presidente Piero Fassino in una nota - ha inviato oggi al Governo una serie di proposte per risolvere la grave situazione di paralisi sulle attività appaltatrici dei Comuni, venutasi a determinare con l'entrata in vigore della legge di conversione del Dl 66, che all'articolo 9 prevede tra l'altro il divieto per i Comuni non capoluogo di provincia di acquisire lavori, servizi e forniture in assenza di una centrale unica di committenza».

«Si tratta - spiega il presidente dei Comuni italiani nel comunicato diffuso dall'Anci - di questioni già poste con insistenza e determinazione dall'Associazione nel corso dei lavori parlamentari, e ribadite oggi alla luce del fatto che si stanno avverando tutte le preoccupazioni che i Comuni avevano sottolineato; per questo torniamo a ribadire la necessità di una proroga dell'entrata in vigore della norma e della introduzione di una clausola di salvaguardia per gli interventi di minore entità finanziaria, in modo da poter dare le giuste rassicurazioni ai Comuni».

«È necessario - ribadisce Fassino - che il governo approvi con celerità le modifiche proposte dalla associazione, e che nel frattempo i ministeri competenti, assieme ad Anci, predispongano una nota interpretativa che aiuti i Comuni a continuare le loro attività, sussistendo valide argomentazioni giuridiche e normative a sostegno».


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