Lavori Pubblici

Autostrade, ricavi stabili e utili a +10%, ma gli investimenti scendono del 27%

Alessandro Arona

Il calo del traffico (-10% in tre anni) non incide sui fatturati grazie all'aumento delle tariffe, e gli utili netti salgono a 1,1 miliardi di euro - Ma la spesa per lavori scende nel 2013 da due a 1,5 miliardi

Nessuno si aspettava che le società concesionarie autostradali centrassero nel 2013 il target di spesa per investimenti previsto dai «piani finanziari operativi», pari a 3,4 miliardi di euro di investimenti, ma neppure che il dato a consuntivo si fermasse a 1.489 milioni, il 44% della spesa prevista, con un calo rispetto all'anno precedente del 27 per cento.
Nei quattro anni precedenti, 2009-2012, il rapporto tra investimenti effettivi sulla rete autostradale e previsioni dei Pef per l'anno non era mai sceso sotto il 56%, anche se con un trend in calo: 108% nel 2009, 83% nel 2010, 75% nel 2011, 56% nel 2012. Ancora a febbraio il Ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, in audizione alla Camera, depositava documenti dei suoi uffici che prevedevano a preconsuntivo investimenti nel 2013 per 2.031 milioni di euro (sarebbe stato il 60% del target).
Ma evidentemente le concessionarie hanno nascosto bene le loro carte, e dai dati ufficiali comunicati nei mesi successivi emerge un dato di 1.489 milioni di euro, il 25% in meno della media dei tre anni precedenti (sempre poco oltre i due miliardi) e il 44% del target dei piani.
Le società lamentano blocchi autorizzativi, sui cantieri, nel rinnovo delle concessioni scadute, oltre a previsioni di traffico ridimensionate dalla crisi e difficoltà di accesso al credito (per le piccole). Come vedremo sono molte le spiegazioni possibili, caso per caso.
Tuttavia il forte calo del traffico registrato nel 2011-2013 (-10% in tre anni), tornando a livelli di 15 anni fa, ha probabilmente indotto molte società ad alzare un po' il pedale dall'acceleratore degli investimenti, visto che forse alcune opere si stanno rivelando meno necessarie e soprattutto meno redditizie del previsto.
Nonostante tutto, comunque – grazie agli aumenti tariffari riconosciuti negli anni in base alle convenzioni vigenti, basati (in una babele di regole) su investimenti effettuati, qualità della gestione, recupero di produttività, recupero del 70% di inflazione, riequilibrio dovuto a previsioni di traffico sovrastimate – i ricavi da pedaggio delle concessionarie sono scesi un po', secondo i dati Aiscat, solo nel 2012, risalendo però già dal 2013 e restando sui livelli massimi da dieci anni a questa parte, il 25% oltre quelli del 2004. Secondo i dati del ministero delle Infrastrutture il calo c'è stato nel 2013, ma il dato finale cambia di poco.
E in ogni caso gli utili netti delle concessiorie sono cresciuti nonostante la crisi del 10% nel 2013, da 1,0 a 1,1 miliardi di euro (pari al 17,5% dei ricavi operativi).

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