Lavori Pubblici

Riprogrammazione fondi Coesione per 1,3 miliardi, soldi a scuole e Fondo di garanzia

Alessandro Arona

Il Cipe del 30 giugno ha revocato risorse a interventi della programmazione 2007-13 in ritardo per riassegnarli in primis all'edilizia scolastica (510 milioni) e al Fondo Pmi del Mise (600 mln)

Il Comitato interministeriale per la politica economica (coordinato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti e presieduto dal premier Matteo Renzi), svoltosi nella tarda serata del 30 giugno dopo il Consiglio dei ministri, ha dato il via libera a una tranche da 1.345,7 milioni di euro di revisione dei programmi nazionali con fondi «Sviluppo e coesione» (ex Fas) del periodo 2007-13: sono state cioè revocate risorse per 1,345 miliardi a programmi o interventi in ritardo, o bloccati, comunque tutti casi in cui non si erano ancora create "obbligazioni giuridicamente vincolanti" verso imprese o altri soggetti terzi entro la scadenza del 30 giugno 2014, come stabilito da precedenti delibere del Cipe, per assegnare questi soldi a progetti che diano invece garanzia di veloce spendibilità. Non si tratta per ora, dunque, di riprogrammazione di fondi europei (i piani Por Pon 2007-13), che pure sarà presto necessario fare, da parte del govcerno, per evitare di perdere una quota dei fondi strutturali 2007-13, che devono essere interamente spesi entro il 31 dicembre 2015, pena la revoca (l'Italia deve spendere ancora 21 miliardi di euro tra fondi Ue e cofinanziamento, rispetto alla cifra totale di 47,7 miliardi, a 18 mesi dalla fine del periodo), mentre per i fondi coesione (ex Fas) si tratta di una riprogrammazione "volontaria", per rimettere in circolo risorse incagliate.

Nell'ambito della programmazione Fsc 2014-2020 il Cipe ha deciso che verranno riassegnati alle Regioni 1.143,9 milioni di euro, corrispondenti al valore delle somme sottratte alla loro disponibilità - pari a 1.345,7 milioni di euro, decurtati di una sanzione da applicare pari al 15%.

LA DESTINAZIONE DEI FONDI

La principale destinazione dei fondi riprogrammati sarà l'edilizia scolastica: agli interventi di riqualificazione e messa in sicurezza degli edifici scolastici di cui all'articolo 18 c. 8-ter del decreto legge 69/2013 (del Fare) andranno 400 milioni di euro, per finanziare progetti già pronti, inseriti nelle graduatorie regionali del bando lanciato nell'autunno 2013 (graduatorie del 12 novembre 2013 e appalti da aggiudicare entro il 30 aprile) . Si dovrebbe trattare di progetti immediatamente cantierabili, da aggiudicare come nella precedente tranche entro 5-6 mesi al massimo. «Si tratta di oltre 2000 interventi - spiega il sottosegretario all'Istruzione Roberto Reggi, che ha la delega per l'edilizia scolastica - che sono in graduatoria nel Decreto del Fare, ma che non erano stati finanziati. Da domani potranno quindi partire importanti interventi che vanno dalla messa in sicurezza, rimozione dell'amianto e delle barriere architettoniche, interventi di
manutenzione consistenti e anche nuove costruzioni. Un ventaglio di interventi che interesserà tutte le scuole del Paese».
«Accanto a questi - aggiunge Reggi - ci saranno anche piccoli interventi di ripristino funzionale degli impianti, di decoro delle scuole che interesseranno invece soprattutto le regioni del Sud. E anche su questo la delibera del Cipe di oggi sarà significativa perché metterà oltre 110 milioni di euro a disposizione».

Il Cipe, con un'altra consistente quota delle risorse riprogrammate, 600 milioni, ha rifinanziato il Fondo di garanzia Pmi gestito dal MIse, che aveva già avuto 1,6 miliardi di euro in tre anni dalla legge di Stabilità 2014 ma che sta avendo un boom di domande e dunque necessita di niuova "benzina".

SALTA LA PEDEMONTANA LOMBARDA
Ancora un rinvio, invece, per la defiscalizzazione della Pedemontana Lombarda, vale a dire il riconoscimento di sconti fiscali alla concessionaria autostradale in base all'articolo 18 della legge 183/2011 (le linee guida Cipe ).
Su un costo complessivo (compresi oneri finanziari) di oltre 5 miliardi di euro, e un finanziamento pubblico in conto capitale già stanziato per 1,25 miliardi, in ballo c'è l'esenzione fiscale totale da Ires, Irap e Iva a beneficio della società Pedemontana Lombarda Spa (controllata al 76,4% dalla Milano Serravalle-Milano Tangenziali - Regione Lombardia - poi una serie di istituti bancari al 14,9 Equiter, al 4,4% Intesa San Paolo, al 3,7 Ubi banca), pari a un valore attuale di 350-400 milioni di euro.
Il Ministro Lupi assicurato la defiscalizzazione alla Regione Lombardia fin dalla fine dello scorso anno, ma già il 18 aprile scorso (governo Renzi) il Cipe rinviò la delibera per prescizioni tecniche del Ministero dell'Economia (vedi qui ). Il Mef chiedeva in sostanza di concordare, in cambio degli sconti fiscali, più stringenti impegni sul closing bancario da raggiungere entro una data certa, l'avvio degli sconti fiscali solo a opera completata, impegni temporali anche sull'equity.
Questioni che sarebbero state risolte nel pre-Cipe di alcuni giorni fa, ma evidentemente Renzi vuole tenere Lupi e Maroni ancora "sulle spine".

E infatti il governatore della Lombardia protesta: «Ho scritto una lettera a Renzi e ho parlato con tutti quelli con i quali dovevo parlare. Il ministro Maurizio Lupi non solo è informato, ma la pensa come me». Maroni fa sapere oggi che «risolleciterà il Governo» sulla questione della defiscalizzazione della Pedemontana, chiedendo che venga fissata una nuova riunione del Cipe «già all'inizio della prossima settimana, perchè non possiamo perdere tempo in questo modo,
rischiando di arrivare tardi per Expo».
«C'è l'accordo di tutti i soggetti coinvolti - ha rivelato il governatore - non si capisce perché rinviare. Questo vorrebbe dire perdere tempo, con il rischio di non finire i lavori nei tempi previsti. Non c'è un motivo per rinviare - ha sottolineato - se non la burocrazia romana».


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