Lavori Pubblici

Astaldi: via libera al piano 2018, ricavi a 4 miliardi e utili in crescita

Al. Le.

Il portafoglio ordini totale si attesterà a 33 miliardi (icremento medio annuo del 10%) e sarà determinato per 20 miliardi dalle costruzioni e per 13 miliardi dalle concessioni

Ricavi a oltre 4 miliardi di euro nel 2018 (+10% crescita media annua), utile netto a circa 230 milioni (+25%), portafoglio ordini in crescita a oltre 33 miliardi (+10%), +7% di crescita media annua per il dividendo. Sono gli obiettivi al 2018 contenuti nel Piano industriale 2013-2018 approvato oggi dal cda di Astaldi. L'indebitamento finanziario netto di gruppo si attesterà a 700 milioni circa a fine piano.
Il portafoglio ordini totale si attesterà a 33 miliardi di euro a fine 2018, con un tasso di crescita
media annua del 10%, e sarà determinato per 20 miliardi circa dalle costruzioni e per 13 miliardi dalle concessioni. La crescita di periodo, spiega Astaldi, si fonda sul contributo derivante dal consolidamento di Canada, Europa Centrale (Polonia) e Russia, oltre che sull'apertura di nuove aree estere che già oggi vedono il Gruppo seguire interessanti iniziative. Romania e Algeria registreranno apporti più contenuti. L'Italia vedrà una lenta ripresa, che comincerà a dare il suo contributo a partire dal prossimo anno. «Da un punto di vista settoriale, il gruppo continuerà a focalizzarsi sui settori di maggiore expertise (infrastrutture di trasporto, edilizia civile, impianti di produzione energetica), sostenuto dalle sinergie derivanti da una accresciuta capacità di offerta integrata costruzioni-concessioni».

I ricavi aumenteranno a oltre 4 miliardi a fine 2018, con un tasso di crescita media annua del 10%. La sostenibilità di questi obiettivi è garantita dal portafoglio ordini totale che già oggi copre circa il 70% dei ricavi cumulati attesi. Si assisterà a un rafforzamento dell'apporto di Canada e Polonia e al mantenimento degli attuali livelli produttivi di Turchia e Russia. Inoltre, a partire dal 2016 si vedranno gli esiti delle attività commerciali nelle nuove Aree estere che saranno in grado di compensare l'ormai ridotto apporto del Venezuela e un più contenuto contributo dall'Algeria. L'Italia confermerà il proprio ruolo nelle politiche di sviluppo del gruppo, pur contribuendo mediamente a meno del 25% nella determinazione dei ricavi di gruppo.

La stabilizzazione del portafoglio ordini e il più ridotto profilo di rischio degli ordini in esecuzione, secondo Astaldi, permettono di confermare un ebit margin pari a oltre il 9% durante il periodo di piano. A sostenere ulteriormente questo obiettivo contribuirà l'arricchimento del portafoglio ordini con commesse dal contenuto tecnologico elevato e frutto di una capacità di offerta sempre più integrata.
Il Piano 2013-2018 beneficerà del rilevante lavoro portato avanti sul fronte finanziario nel corso dell'anno appena concluso: l'ottenimento di un rating corporate, l'emissione di titoli obbligazionari e il financial closing raggiunto per alcune delle principali iniziative in esecuzione garantiranno il sostegno per il raggiungimento degli obiettivi di crescita prefissati. La minore dipendenza del gruppo dal sistema bancario, l'allungamento delle scadenze del debito e il migliorato profilo di liquidità favoriscono inoltre un ulteriore rafforzamento della struttura finanziaria. Ne deriva una situazione patrimoniale sostanzialmente migliorata e caratterizzata nel 2018 da un debt/equity a 0.6 e un debt/ebitda a 1,56 rispetto ai 1.35 e 2.48 attuali.


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