Lavori Pubblici

Tirrenica, servono 270 milioni pubblici: non arrivano e il commissario si dimette

Alessandro Arona

Il calo del traffico fa saltare il piano finanziario, ma il finanziamento chiesto da Sat e promesso dal Ministro Lupi non è entrato nel decreto Pa - Lascia il commissario (e presidente Sat) Antonio Bargone

La crisi economica e il conseguente calo del traffico autostradale stanno facendo saltare uno dopo l'altro i piani economico-finanziari delle nuove autostrade da realizzare in project financing. Dopo la Tem Milano e la Pedemontana Veneta, "salvate" dal Dl 69/2013 con nuovi contributi pubblici rispettivamente di 330 e 370 milioni di euro, dopo la Pedemontana Lombarda, che nei prossimi giorni dovrebbe ricevere l'ok del Cipe alla defiscalizzazione (per circa 400 milioni di euro attualizzati), dopo Brebemi, che nonostante sia vicina alla fine dei lavori ha chiesto anch'essa la defiscalizzazione, ora è la volta dell'Autostrada Tirrenica (il progetto di completamento della Livorno-Civitavecchia).

Su un costo complessivo del progetto di due miliardi di euro, negli anni scorsi (2009-2012) la Sat ha già realizzato il lotto Rosignano-San Pietro in Palizzi (55 milioni di euro), e il lotto 6A Tarquinia-Civitavecchia (155 milioni) è in corso di realizzazione dal 2012. Il progetto definitivo sulle tratte restanti (circa 1,8 miliardi di euro), salvo la variante di Orbetello (lotti 4 e 5B), è stato approvato con la delibera Cipe del 3 agosto 2012 (il servizio ) (la delibera ), anche se dopo il pasticcio dell'errata corrige (servizio ) il testo è definitivo solo dopo la correzione fatta dal Cipe il 27 settembre scorso (con delibera in Gazzetta solo il 24 gennaio 2014).

Tuttavia secondo la concessionaria Sat - Autostrade 25%, Holcoa (cooperative edilizie) 25%, Vianini 25%, Mps 15% - due novità hanno reso necessario rivedere il piano economico-finanziario, il Pef (peraltro non ancora presentato in via definitiva), che prevedeva il finanziamento privato al 100% dell'opera da due miliardi e un valore di subentro «pressoché nullo» (negli anni scorsi si ragionava su 3,5 miliardi di euro di costo e un subentro-record da 3,8 miliardi): 1) il calo registrato nel traffico autostradale negli anni scorsi e le conseguenti previsioni al ribasso sul futuro; 2) la decisione del Ministro Lupi, con il Dm di fine 2013 sugli adeguamenti delle tariffe autostradali, di riconoscere alla Sat un aumento del solo 5% sulle tratte già aperte (Livorno-Rosignano-San Pietro), rispetto al +7,81% richiesto. Il Dm del 31 dicembre poneva fra l'altro il termine del 30 giugno 2014 alla Sat per la presentazione del Pef sulle tratte già approvate e la firma dell'Atto aggiuntivo.

Fatto sta che la Sat chiede a febbraio 270 milioni di euro di contributo pubblico, fino ad allora mai ipotizzato, come condizio sine qua non per poter realizzare l'opera, richiesta ratificata con lettera inviata il 6 marzo al governo dal presidente (senza deleghe operative) e commissario di governo Antonio Bargone (sottosegretario ai Lavori pubblici dei governo di centrosinistra di fine anni novanta).

Il governo Renzi, il 15 aprile scorso, nel testo dell'accordo di programma per la riconversione del Porto di Pimobino (articolo 9), «assume l'impegno a ricercare le risorse necessarie per realizzare il completamento dell'autostrada Tirrenica anche prevedendo una integrazione delle risorse pubbliche».

Su questa base la Sat ha elaborato, per presentarlo il 30 giugno, il nuovo piano finanziario con i 270 milioni di finanziamento pubblico.

L'intenzione del Ministro Lupi era trovare le risorse nell'ambito di un pacchetto "sblocca-cantieri" da inserire all'intermo del decreto Pa di venerdì 13 giugno: Lupi immaginava una nuova serie di opere da finanziare, con risorse oscillanti tra uno e 1,9 miliardi di euro, sul modelo dell'articolo 18 del Dl Fare del 2013. Il testo è stato diramato, è arrivato al Consiglio dei Ministri, ma poi il governo ha deciso di rinviare tutto.

A questo punto il commissario Bargone ha ritenuto che fossero venute meno le condizioni per svolgere il ruolo di impulso e sblocco che il governo gli aveva assegnato anni fa, ha preso carta e penna e tre giorni fa (il 16 giugno) ha scritto al sottosegretario Delrio e al Ministro Lupi per rassegnare le sue dimissioni. «E' evidente - ha scritto Bargone - che non c'è da parte del governo una chiara volontà di realizzare l'opera, nonostante l'impegno profuso in questi anni abbia prodotto risultati importanti».
«La mancata approvazione del decreto - scrive ancora Bargone - rischia di compromettere la realizzazione dell'intera opera, e addirittura può comportare l'interruzione dei lavori in corso tra Civitavecchia e Tarquinia».

Il Ministro Lupi ha oggi confermato in commissione Lavori pubblici al Senato l'impegno del governo a trovare le risorse pubbliche per far quadrare il progetto della Tirrenica, e in mattinata all'assemblea Anita ha annunciato che un decreto sblocca-cantieri sarà approvato dal governo a fine luglio.


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