Lavori Pubblici

Appalti Tirrenica, il governo difende l'attuale sistema con la quota in house

Alessandro Arona

Audizione del Ministro Lupi: «Abbiamo risposto punto su punto alla procedura di infrazione europea» - La Ue ritiene che il 100% dei lavori debba essere affidato a terzi con gara

Nella procedura di infrazione aperta dalla Commissione europea contro l'Italia per gli appalti in house della Società Autostrada Tirrenica (si veda il servizio ) il governo italiano non ha intenzione di cedere di un millimetro, e ha risposto all'esecutivo di Bruxelles colpo su colpo difendendo l'attuale sistema che consente alle concessionarie autostradali di affidare a società controllate fino al 40% di lavori (erano il 60% fino al 31 dicembre scorso).
Lo ha spiegato il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi in audizione alla Commissione Lavori pubblici del Senato.

«Nella nota di metà aprile - ha detto Lupi - la Commissione Ue ritiene che la proroga della concessione alla Sat avrebbe dovuto essere di tre anni meno lunga, il 2043 anziché il 2046, e soprattutto ritiene i lavori debbano essere affidati interamente a terzi. L'Europa dice che erano impegni presi dall'Italia nel 2009 al momento della firma della convenzione con la Sat».
«In un incontro a Bruxelles il18 giugno - ha proseguito il Ministro - abbiamo presentato queste controdeduzioni: 1) la convenzione della Sat è stata approvata "ope legis", per legge, come per altre società, con la legge Finanziaria 2010. La Ue non può contestare una legge quattro anni dopo; 2) la Commissione non tiene conto che su richiesta del governo negli anni scorsi il progetto della Tirrenica è stato ridotto da 3,5 a 2,0 miliardi di euro, ed è stato azzerato il subentro, che inizialmente valeva 3,8 miliardi; 3) il Cipe ha chiesto alla Sat di anticipare i lavori sulla tratta Civitavecchia-Tarquinia, che ora sono in corso, e dunque come facciamo a togliergli lavori già realizzati o in corso?».

«Per il futuro - ha aggiunto Lupi - il tema dell'affidamento a terzi dei lavori delle concessionarie è legittimo che sia affrontato, e lo affronteremo nella riforma della legislazione sugli appalti. Ma per il passato riteniamo che l'attuale normativa sia legittima e conforme al diritto comunitario».

PIANO AEROPORTI
«Abbiamo concluso - ha aggiunto Lupi in audizione - l'elaborazione degli allegati che faranno parte del piano nazionale degli aeroporti. Ho chiesto al Consiglio dei ministri l'iscrizione per dare il via alla procedura di adozione» del Dpr che conterrà il piano nazionale.
Lupi ha ricordato che poi ci sarà il passaggio formale nella Conferenza Stato-Regioni, con la presenza delle città, e il parere delle Commissioni permanenti. Ci sarà quindi, ha aggiunto il Ministro, la decisione sulla Vas, anche se non saranno realizzati nuovi aeroporti, «e poi ci sarà il
ritorno in Cdm per l'approvazione definitiva del testo».

Nel piano sono individuati:
• aeroporti strategici: Milano - Malpensa, Venezia, Bologna, Pisa/Firenze a condizione che si realizzi la gestione unica, Roma Fiumicino, Napoli, Bari, Lamezia, Catania, Palermo, Cagliari; gli aeroporti di carattere strategico dovranno rispondere a 2 criteri: la specializzazione e specificità dello scalo e il raggiungimento dell'equilibrio strutturale,
• aeroporti di interesse nazionale: Milano Linate, Torino, Bergamo, Genova, Brescia, Cuneo, Verona, Treviso, Trieste, Rimini, Parma, Ancona, Roma Ciampino, Perugia, Pescara, Salerno, Brindisi, Taranto, Reggio Calabria, Crotone, Comiso, Trapani, Pantelleria, Lampedusa, Olbia, Alghero.
Tale ripartizione tra aeroporti strategici e di interesse nazionale non differisce da quella contenuta nella bozza inviata lo scorso gennaio.

Il collegamento ad Alta velocità dei tre maggiori aeroporti italia, ovvero quello di Roma Fiumicino, Milano Malpensa e Venezia - ha detto Lupi - è un obiettivo inserito nel Piano nazionale degli aeroporti. Il collegamento ad Alta velocità, ha specificato il ministro, «è un 'obiettivo vincolante» del Piano nazionale degli aeroporti.
Il Piano, nella sua articolazione che prevede alcuni scali strategici e' valido se la compagnia di
riferimento italiana e' capace di reggere la competizione sulle rotte di lungo raggio e cio' puo' avvenire con l'alleanza tra Alitalia ed Etihad. Il Piano nazionale degli aeroporti, ha detto il ministro, «può reggere se esiste una compagnia di bandiera forte che ha la capacità di competere sul lungo raggio».


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