Lavori Pubblici

Expo, Costruzioni Pellegrini chiede la revoca dell'appalto vinto da Maltauro

Giorgio Santilli

L'impresa, in associazione con Panzeri e Milani, ha dato la disponibilità immediata per il subentro dopo gli arresti per corruzione. In subordine richiesto il risarcimento danni

Costruzioni Pellegrini e i suoi alleati Panzeri spa e Milani Giovanni & C. srl rompono gli indugi e chiedono al Tar Lombardia la revoca dell'appalto per la progettazione e la realizzazione delle «architetture di servizio» assegnato dalla società Expo 2015 a Maltauro. Il ricorso è stato notificato ieri. L'Ati guidata da Pellegrini si era classificata seconda nella gara a procedura ristretta indetta il 20 febbraio 2013. Nel ricorso si sostiene che le ricorrenti hanno appreso dai fatti di cronaca che «l'aggiudicazione all'Ati Maltauro sarebbe frutto di atti corruttivi tra l'allora legale rappresentante sig. Enrico Maltauro e il direttore generale di Expo 2015 spa dr. Angelo Paris, anche tramite altri soggetti (G.Frigerio, L.Grillo, S.Cattozzo, P.Greganti, ecc.) che avrebbero influenzato la commissione giudicatrice nell'attribuzione dei punteggi qualitativi (65%), di peso prevalente sulla parte quantitativa (35%)». Le circostanze della dazione di denaro a fini di corruzione – aggiunge il ricorso – «sarebbero altresì palesi» dalle confessioni di Enrico Maltauro e Angelo Paris.

Il ricorso di Pellegrini e alleati evidenzia come l'Ati avesse già offerto, con lettera del 20 maggio 2014 inviata ad Expo 2015, la propria disponibilità all'immediato subentro all'Ati Maltauro nell'appalto, considerando che «il contratto in essere con l'Ati Maltauro era risolto in applicazione del Protocollo di legalità 13 febbraio 2012 tra Prefettura di Milano ed Expo 2015 spa».
Il ricorso argomenta che nell'invito alla gara «era stabilita, a pena di esclusione, la presentazione di una dichiarazione» del concorrente in cui si impegnava a dare notizia al Prefetto ed Expo «di ogni tentativo di condizionamento di natura criminale in qualunque forma esso si manifesti», a denunciare all'autorità giudiziaria ogni illecita richiesta di denaro, al rispetto del protocollo di legalità, «accettando il sistema sanzionatorio ivi previsto». Il protocollo – precisa il ricorso – viene «imposto a tutti i contraenti di Expo 2015».

La nota inviata da Pellegrini a Expo 2015 «non ha avuto riscontro né le società ricorrenti sono state inviate all'incontro richiesto». Da qui la decisione di chiedere l'annullamento dell'aggiudicazione al Tar.
Il ricorso ricorda che anche l'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici ha ravvisato nei protocolli di legalità «mezzi posti a tutela di interessi di rango sovraordinato e gli obblighi in tal modo assunti discendono dall'applicazione di norme imperative di ordine pubblico». Pellegrini e gli alleati chiedono l'annullamento del contratto di Maltauro o, in subordine, il risarcimento di danni a Expo 2015.


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