Lavori Pubblici

Iniezione di liquidità dalla Bce ma non all'edilizia. Buzzetti: «Decisione incomprensibile»

M.Fr.

Anche il presidente di Confindustria, pur apprezzando il «segnale coraggioso a favore della crescita» si è detto perplesso della scelta di escludere l'edilizia

La decisone della Bce di non includere l'edilizia nei 400 miliardi di fondi stanziati per immettere liquidità «è incomprensibile». Lo afferma il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, aggiungendo: «è un intervento molto deludente che non inverte, come da noi auspicato e come richiesto anche dal Governatore Visco, la politica economica di questi ultimi anni che ha penalizzato in particolare l'edilizia e dunque il mercato interno che infatti fatica a ripartire».

Se alla base della decisione di escludere i mutui casa «c'è la paura di creare bolle immobiliari - sottolinea Buzzetti - è una paura infondata, come dimostrano i dati del fabbisogno di abitazioni e il grave fenomeno di emergenza casa che riscontriamo tutti i giorni».
L'associazione dei costruttori edili sottolinea inoltre che «i segnali di ripresa del settore immobiliare registrati negli ultimi mesi devono essere sostenuti nel lungo periodo affinché si trasformino in una solida inversione di tendenza».
Per questa ragione, conclude il presidente dell'Ance, «auspichiamo che la Banca Centrale riveda al più presto questa decisione al fine di migliorare l'accesso al bene casa delle famiglie e di favorire la crescita dell'economia in linea con le nuove politiche europee».

Il presidente dei costruttori è intervenuto pubblicamente dopo che il 5 giugno la Banca centrale europea ha deciso il taglio dei tassi (il tasso di riferimento dell'area euro a 0,15% dal precedente 0,25% e il tasso sui prestiti marginali portato allo 0,4% dallo 0,75%). Sui depositi overnight scende per la prima volta in negativo a -0,1%. Peraltro il governatore della Bce, Mario Draghi, non ha peraltro escluso «nuovi, piccoli aggiustamenti tecnici che possono far scendere alcuni tipi di tassi ma, per il resto, abbiamo raggiunto il 'lower bound'».

Oltre a ciò, la Bce ha fissato un importo pari a 400 miliardi di euro l'importo iniziale previsto dalla Bce nel nuovo programma di TLtro ('Targeted longer term refinancing operation') espressamente mirato a migliorare il credito da parte delle banche al settore privato. Le controparti potranno prendere a prestito inizialmente il 7% dell'importo totale dei loro prestiti al settore non finanziario dell'area euro, esclusi appunto i mutui residenziali delle famiglie, in essere al 30 aprile 2014. «Riteniamo che il pacchetto di misure approvato oggi sia notevole - ha detto ma se ci chiedete se abbiamo finito, la risposta è no, se necessario ed entro il nostro mandato, non abbiamo finito», ha aggiunto il Governatore Draghi.

Apprezzamento per la decisione della Bce è arrivato da Confindustria. «La Bce - ha detto il presidente degli industriali Giorgio Squinzi - ha dato un segnale deciso,una grande prova di coraggio che va nella direzione giusta anche per il sistema delle imprese e per far ripartire l'Europa è una cosa fatta molto bene». Tuttavia anche Squinzi non ha mancato di rilevare l'esclusione dell'edilizia. «L'unica perplessità - ha detto - riguarda il fatto che non è stato tenuto conto degli investimenti in alcuni settori, come ad esempio quello dell'edilizia, e i mutui sono esclusi».


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