Lavori Pubblici

Credito, fisco, bandi, estero: guida anticrisi per le imprese di costruzione

Alessandro Arona

In collaborazione con Luiss Business School i suggerimenti per gestire i problemi del credito, le gare al massimo ribasso, il calo dell'immobiliare; ma anche per innovarsi e agganciare la ripresa

Per il settore delle costruzioni non è ancora facile vedere il lumicino in fondo al tunnel di una crisi partita nel 2008, e costata oltre il 30% di produzione in valori reali e circa il 20% di occupazione (400mila posti di lavoro su due milioni). Il +24% tendenziale fatto registrare nel primo trimestre 2014 nella vendita di macchine per l'edilizia fa sperare il settore, ma i dati ufficiali Istat sulla produzione nelle costruzioni (diffusi il 19 maggio) invitano ancora alla prudenza: nel periodo gennaio-marzo 2014 un calo del 6,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, anche se il dato del solo marzo (corretto per il calendario) rallenta la riduzione al -1,4% rispetto al marzo 2013.
Le imprese di costruzione sono dunque oggi, in primis, ancora alle prese con la "gestione della crisi". Di questo si occupa dunque, innanzitutto, il Dossier «Le risposte alla crisi» organizzato da «Edilizia e Territorio» con la Luiss Business School, e scritto dai docenti del Master «Management delle imprese edili» della Luiss.

Gestire la crisi non significa però solo "stringere la cinghia", ma anche specializzarsi, innovare, essere più attivi nelle strategie di finanziamento, di analisi ed esplorazione dei mercati, di gestione del personale.
Ottimizzare la liquidità, dunque, per far fronte alla stretta delle banche e al ritardo dei pagamenti. Ma anche utilizzare i molti strumenti di credito agevolato o garantito potenziati in questi anni. Evitare di disperdere le forze in cento gare di lavori pubblici, e per questa via specializzare il proprio business nei comparti in cui si hanno più possibilità. Ma anche "aggredire" le Pa poco attive con proposte di project financing non previste nella programmazione.
Sviluppare un know how oggi pressoché indispensabile nelle costruzioni energeticamente sostenibili, ma anche aumentare la capacità di "leggere la domanda", dialogare con i clienti e differenziare/specializzare la propria offerta.

I capitoli di questo Dossier, pur con le differenze di stile e di competenza di chi li ha scritti (docenti universitari, manager, fiscalisti, giuristi esperti del settore, consulenti) hanno sempre il filo conduttore citato sopra: stringere la cinghia per affrontare la crisi, da una parte, utilizzando però anche questa dura esperienza per cambiare e migliorarsi, e trovare così nuove strade per rinascere nel nuovo mercato (che sarà – anche con la ripresa – necessariamente più selettivo).

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Nel settore dei lavori pubblici, ad esempio, Roberto Fraticelli, Massimo Ricchi e Claudio Guccione suggeriscono come evitare di soccombere alla riduzione del mercato e dei bandi a evidenza pubblica. Ad esempio evitando di partecipare a troppe gare al massimo ribasso, e scegliendo invece solo le gare nelle quali si può essere "vincenti" e quale ribasso possa essere sostenibile. Come partecipare, inoltre, con quali tecniche, alle gare a inviti gestite senza bando dalle amministrazioni. Come infine farsi avanti con progetti e piani finanziari per project financing non previsti dalla programmazione.

Vasto spazio è dedicato ai problemi finanziari. Nicola Paglietti spiega ad esempio l'importanza di una maggiore liquidità in azienda, l'opportunità di una gestione unitaria in entrata e uscita con la stessa banca, e la possibilità (grazie al Dl 98/2011) di riportare perdite fiscali pregresse a riduzione del reddito imponibile.
Marco Cerritelli passa poi in rassegna tutti gli strumenti innovativi per l'accesso al credito, soprattutto per le Pmi, quali il plafond Pmi e Beni strumentali di Cassa depositi e prestiti, il fondo equity Pmi e l'acqusito di crediti cartolarizzati, sempre da parte di Cdp. E poi il Fondo di garanzia del Mise, l'attività della Bei e del Fondo europeo degli investimenti (Fei).

Nel servizio di Laura Martiniello e Riccardo Tiscini, inoltre, una guida ai mini-bond e una stima di quante imprese di costruzione potrebbero beneficiare dello strumento.

In tema di fisco, Christian Lamonaca suggerisce come sfruttare la fiscalità di vantaggio dei gruppi, e quando scegliere il «consolidato fiscale» o invece «la liquidazione Iva di gruppo». E quale strada scegliere, con vantaggi fiscali interessanti nella legislazione italiana, se si decide di dismettere una parte o tutta l'attività aziendale.

In materia di strategie di mercato, nei servizi di Giovanni Ciafrè suggerimenti alle imprese su come analizzare i punti di forza e debolezza, da una parte, e il mercato che cambia, dall'altra, per ritrovare la propria posizione competitiva. Importante (secondo Gregori, Cardinali e Alunno) saper leggere le richieste dei clienti, nel settore immobiliare, e adattare a questo la propria offerta e strategia di marketing.

Pelliciari e Marchetti suggeriscono una gestione dinamica del personale, che non pensi solo ai tagli ma anche alla valorizzazione e ri-motivazione delle forze migliori.

Edilizia sostenibile "obbligatoria", naturalmente, ma Daniele Santucci (e anche Giovanni Ciafrè) suggeriscono di evitare luoghi comuni e scelte sbagliate, suggerendo come strutturare un'offerta che valorizzi gli interventi "in rete" e la riqualificazione degli edifici esistenti e dei centri storici.

Grandi opportunità ma anche grandi difficoltà nei mercati esteri, specie per le Pmi, con suggerimenti di Gerardo Biancofiore (Ance, unico autore non Luiss) su come analizzare i propri punti di forza, le alleanze, e i mercati e le nicchie giuste.

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