Lavori Pubblici

Occasione Smart City al Saie 2014 - Costruttori e progettisti: investire nelle trasformazioni urbane

M.Fr.

Delrio: «Ci presenteremo all'appuntamento con proposte concrete» - Svelati i contenuti della prossima edizione del salone delle costruzioni in programma a Bologna dal 22 al 25 giugno 2014

«Il Forum che caratterizzerà la prossima edizione di Saie e di Smart City Exhibition, che suona "Costruiamo le città del futuro! L'Italia che vuole ripartire, l'Italia che sa ripartire" coglie appieno l'impegno del governo teso a mettere in campo azioni concrete che aiutino le imprese e l'occupazione, mentre migliorano la qualità della vita dei cittadini. In questo senso, l'innovazione delle città, la rigenerazione urbana, l'efficientamento energetico, le politiche per le smart city e le smart community, le politiche abitative così come la valorizzazione e la manutenzione del patrimonio immobiliare pubblico sono sfide decisive che vogliamo affrontare e vincere insieme: governo centrale, amministrazioni locali, imprese e cittadini». È quanto ha scritto in un messaggio il vicepresidente del consiglio, Graziano Delrio, comunicato alla platea dal segretario generale di Palazzo Chigi, Mauro Bonaretti intervenuto alla presentazione dei contenuti della prossima edizione del Saie di Bologna. Il vicepresidente del Consiglio ha inoltre assicurato la giusta attenzione al salone, aggiungendo che «nei mesi che ci separano dalla manifestazione avremo modo di approfondire insieme temi e scenari per presentarci all'appuntamento con proposte concrete e azioni immediatamente possibili».

Quest'anno, ha ricordato il presidente del Saie, Duccio Campagnoli, la manifestazione bolognese ha compiuto 50 anni. Mezzo secondo nel quale la manifestazione è stato lo specchio di un settore fondamentale per lo sviluppo del paese. Oggi lo sviluppo delle costruzioni e del Paese passa attraverso un profondo lavoro di revisione normativa, di selezione delle priorità, di familiarità con le tecnologie e l'innovazione, di collaborazione istituzionale e di sistema paese per non perdere il treno dei fondi comunitari. Di tutto questo il Saie si candida a essere il grande contenitore e un laboratorio stimolante e propositivo, insieme ai rappresentanti delle filiere protagoniste al salone: dai costruttori dell'Ance ai professionisti dell'architettura e dell'ingegneria.

Al Saie si svolgerà la terza edizione di Smart City Exhibition, la manifestazione promossa dal Forum Pa che è focalizzata sul tema dell'innovazione nelle città e nelle comunità intelligenti. La rassegna prevede inoltre settori tematici dedicati all'acqua (Accadueo), allo scavo in galleria (Expo Tunnel), alla sicurezza (Ambiente e lavoro) e alle finiture dell'edilizia (Saie 3).

Leopoldo Freyrie ha indicato le priorità per gli architetti: «Ci sono tre cose da fare entro un anno: la riforma degli appalti, dell'urbanistica e dell'edilizia privata», ha esordito il presidente del Cna. «Il livello di burocrazia è ormai intollerabile. E con l'Expo siamo arrivati al fatto che lo Stato deve commissariare se stesso. Negli ultimi 20 anni non abbiamo fatto altri che scrivere regolamenti, con una legislazione lontana dalla realtà. E senza che ci fosse un progetto, una strategia. Dobbiamo ripartire dalle città, con una strategia: non ripetiamo l'errore del piano città. Serve una Agenzia nazionale della rigenerazione urbana che indichi una griglia per selezionare i progetti e faccia quelli che servono».

Anche per i costruttori dell'Ance «occorre ritornare a ragionare in termini strategici», sottolinea Paolo Buzzetti. «Finalmente il clima è cambiato, sento dire dalla politica quello che abbiamo sempre sostenuto e cioè che il rigore non crea crescita. Ora però bisogna passare ai fatti. I mutui sono ripartiti ma il credito alle imprese ancora no: questo è un nodo da sciogliere. Si deve intervenire anche sulla fiscalità perché se no i capitali privati non ci sono: estendendo alle imprese la cedolare secca si produrrebbero tanti alloggi in affitto. Semplifichiamo gli appalti, in modo da velocizzare i cantieri e frenare la corruzione, che è ancora troppo alta. Noi abbiamo fatto le nostre proposte: non servono procedure speciali o straordinarie perché abbiamo visto che spesso non prendono le strade giuste». Buzzetti ha anche commentato i dati Istat sull'occupazione che indicano l'ennesimo calo per il comparto delle costruzioni . «Nessun altro settore si trova di fronte a un crollo del 4,8% di occupati nel primo trimestre 2014, con un picco del -8% per i lavoratori dipendenti, a conferma della grave deindustrializzazione in atto nelle costruzioni», ha detto.

Anche gli ingegneri hanno insistito sulla necessità di riforme. A cominciare dalla legge sugli appalti. «Nel codice appalti non c'è più niente da salvare - ha detto lapidario Armando Zambrano, presidente degli Cni. «I tre livelli di progettazione sono stati un fallimento». Non va meglio nell'edilizia privata. «Ci sono 8000 regolamento edilizi diversi, chiediamo una riforma a costo zero». Nel mirino degli ingegneri anche le norme tecniche sulle costruzioni in zone sismiche. «Sono ferme al Consiglio superiore dei Lavori pubblici, ne abbiamo parlato al Saie del 2012 pensando che sarebbero arrivate a breve: le stiamo ancora aspettando». «Vogliamo norme che puntano sul risultato e siamo disponibili a discutere di come fare le riforme. Siamo entrati nell'Uni anche perché abbiamo capito che le norme tecniche volontarie possono essere una chiave di penetrazione nei mercati».

Da parte della politica sono arrivati segnali positivi e di forte sintonia. «Si riparte con l'economia solo se si rimettono in moto le città e i territori - ha detto il segretario generale di Palazzo Chigi Mauro Bonaretti -. Le città devono sapersi dare priorità strategiche di sviluppo: noi non abbiamo un parco progetti dedicato. Non abbiamo procedure che consentano investimenti. E occorre un sistema città che consenta le operazioni di rigenerazione urbana». «Di smart cities - ha detto ancora Bonaretti - abbiamo parlato tanto ma fatto molto poco. Manca un modello di business delle smart cities. Bisogna capire chi ci mette i soldi».

«Tutti i temi posti coincidono quasi integralmente con i temi che vogliamo realizzare - ha detto Enrico Seta, capo della segreteria tecnica del ministero delle Infrastrutture -: gli appalti, l'urbanistica e l'edilizia privata sono tutti temi che fanno capo al Mit». Sull'urbanistica, ha rilevato Seta «una pubblicazione non autorizzata sul Sole 24 Ore ha anticipato un testo che non era ancora pronto per il consiglio dei ministri». Sulla riforma appalti «abbiamo 24 mesi di tempo per recepirla, ma bisognerà evitare di ripetere gli errori del passato; non deve essere un lavoro lasciato ai giuristi». In tema di snellimenti Seta ha detto che «l'amministrazione non dovrebbe fare i controlli preventivi sui concorrenti, deve farli qualcun'altro: la stazione appaltante deve valutare i progetti e aggiudicare».

«I tempi sono maturi per trasformare le idee, i progetti e le singole iniziative che si sono alternate in questi anni, in politiche organiche e concrete di trasformazione e di gestione del territorio – ha spiegato Carlo Mochi Sismondi, presidente di Forum Pa e animatore di Smart City Exhibition -. In un contesto in cui il tema delle Smart City è posto al centro delle politiche europee e italiane per lo sviluppo economico e sociale, l'innovazione urbana rappresenta una grande opportunità da cogliere: una sfida che non si può perdere».

Il tema Smart City è seguito con interesse dall'Anci. «Dall'osservatorio Anci - ha detto Antonella Galdi, vicesegretario generale dell'Anci - abbiamo mappato sull'intero territorio 368 progetti che cubano 4 miliardi di risorse, ma sappiamo che parlare di agenda urbana significa avviare una politica integrata e di condivisione che vada dal livello regionale fino alla programmazione comunitaria».


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