Lavori Pubblici

Sequestro Salaria Sport Village: ad Anemone 450milioni da appalti pilotati

I proventi giunti nelle casse delle imprese di Diego Anemone a seguito dell'aggiudicazione pilotata degli appalti pubblici gestiti dalle strutture dirette da Angelo Balducci, quantificati in circa 450 milioni di euro nel decennio che va dal 1999 al 2009, sarebbero stati reinvestiti per ristrutturare ed ampliare il più grande centro sportivo della Capitale, il Salaria Sport Village. È quanto emerso dalle indagini economico-finanziarie svolte dalle Fiamme Gialle, che hanno portato al sequestro del Salaria Sport Village.

In particolare, è emerso che già nel 2004, mentre l'imprenditore Anemone si vedeva assegnare da Balducci ingenti appalti in cambio di tangenti ed utilità varie, i due avevano intrapreso una comune iniziativa imprenditoriale, diretta a far fruttare i proventi conseguiti attraverso tale sistema illecito di affidamento dei lavori pubblici. Infatti, proprio in quell'anno, furono costituite due diverse società nelle quali figuravano quali soci, seppur schermati attraverso società fiduciarie, i fratelli Diego e Daniele Anemone e Lorenzo e Filippo Balducci, figli di Angelo (questi ultimi successivamente fuoriusciti dalle compagini): la Società sportiva romana srl e la Salaria sport village Srl.

Secondo gli investigatori, la prima società, la Società sportiva romana Srl, beneficiando di consistenti flussi finanziari provenienti dalle imprese del gruppo Anemone, a loro volta destinatarie di somme erogate dalle stazioni appaltanti controllate da Balducci, sarebbe stata utilizzata per portare a termine l'operazione di acquisizione del Salaria Sport Village, successivamente ampliato e rinnovato.

La seconda società, la Salaria sport village Srl, sarebbe stata destinata allo sfruttamento economico del centro sportivo, mediante la gestione delle varie attività (sportive e non) praticabili al suo interno, condotta attraverso ulteriori compagini societarie, dalla prima interamente controllate e anch'esse destinatarie di consistenti trasferimenti originati dagli appalti pubblici ovvero provenienti dalla Medea progetti e consulenze Srl, ulteriore società riconducibile ad Anemone e Balducci ed utilizzata, secondo gli investigatori, quale collettore delle tangenti.

Le indagini economico-patrimoniali dei finanzieri del Nucleo di polizia tributaria di Roma hanno permesso di ricostruire nel dettaglio come le società abbiano potuto beneficiare di flussi finanziari per oltre 30 milioni di euro ottenuti dalle imprese del gruppo Anemone, secondo gli investigatori, grazie al "sistema gelatinoso" di spartizione degli appalti pubblici. Dalle indagini è emerso come tali fondi siano stati utilizzati per realizzare il progetto di reinvestimento dei capitali, che ha consentito all'imprenditore di acquisire il Salaria sport village, complesso sportivo che si estende su una superficie di circa 170.000 metri quadrati e che comprende 8 distinti fabbricati.

Il decreto di sequestro oggi eseguito dalle Fiamme Gialle di Roma interessa l'intero complesso sportivo e riguarda anche le 9 società costituite dalla famiglia Anemone per la sua gestione e i relativi patrimoni aziendali, nei quali sono inoltre compresi tre autoveicoli e svariati rapporti bancari, per un valore complessivo stimato in circa 200 milioni di euro.
L'operazione è avvenuta a distanza di poco tempo da un analogo maxi-sequestro già operato dalla Guardia di Finanza nei confronti dell'ex provveditore alle Opere Pubbliche del Lazio Angelo Balducci, in seguito al quale sono scattati i sigilli al suo patrimonio personale.


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