Lavori Pubblici

Squinzi: «Nell'edilizia caduta rovinosa. Investire in infrastrutture» - Istat, cala la fiducia delle imprese di costruzione

Massimo Frontera

All'Assemblea di Confindustria, il presidente Giorgio Squinzi ha anche chiesto di ridurre la politica di austerity e di utilizzare i fondi strutturali per gli investimenti pubblici. A maggio l'indice Istat che misura la fiducia delle imprese di costruzione è sceso (e così quello delle imprese dell'industria)

«Chi operava e opera tuttora solo sul mercato domestico ha sofferto enormemente. In alcuni settori come l'elettrodomestico, la produzione di auto e l'edilizia, la caduta è stata rovinosa. Ciò ha generato problemi di ristrutturazione e di riduzione dell'occupazione». È un passaggio del discorso del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi oggi all'assemblea della Confindustria. Il presidente degli industriali ha certificato che, per quest'anno non c'è da aspettarsi né crescita, né ripresa del lavoro. «Temo che anche quest'anno - ha detto Squinzi - la crescita che vorremmo vedere non ci sarà e, assieme alla crescita, non ci sarà il lavoro».

Squinzi ha anche rinnovato la richiesta di abbandonare la politica del rigore, che non ha favorito né la ripresa né la crescita, a cominciare dall'occasione della presidenza italiana dell'Unione europea. «Il malessere un'origine ce l'ha - ha detto Squinzi -. Le politiche di austerità non hanno prodotto alcun risultato per la ripresa dell'economia e per il lavoro. Infatti la crescita c'è, ma non in Europa». Il semestre di presidenza italiana dell'Ue «deve essere l'occasione per ridurre gli eccessi di un'austerità applicata in modo asimmetrico e per iniziare un processo di avvicinamento tra istituzioni e cittadini d'Europa», ha aggiunto.

Il presidente degli industriali ha anche ricordato le due occasioni di crescita che vengono offerte al nostro paese, la vetrina dell'Expo e i fondi strutturali. «Si apre una nuova stagione di fondi strutturali europei - ha detto -. Abbiamo il dovere di spenderli tutti e meglio rispetto al passato, per realizzare una vera convergenza tra aree del Paese a diverso tasso di sviluppo». «In particolare - ha aggiunto - occorre rinforzare con maggiore decisione gli investimenti infrastrutturali per contribuire ad aumentare la spesa in investimenti pubblici. Nei Piani operativi nazionali il Governo badi più alla realizzazione che alla teoria della programmazione».

Quanto all'Expo, Squinzi ha ricordato che la manifestazione ha un enorme potenziale per attrarre investimenti e occasioni di crescita per l'Italia e le imprese italiane. «Noi abbiamo ambizioni grandi sui mercati e per molti stranieri siamo un modello da imitare. La grande occasione per fare vetrina e sistema di tutto ciò è a Milano e si chiama Expo. Tutto il mondo verrà in casa nostra. Imprese, visitatori, istituzioni, scuole. Verrà a Milano a ragionare di una delle questioni chiave di oggi e di domani: alimentarsi tutti e farlo in modo sano e sostenibile. Forse non c'è sfida culturale più grande e bella per l'umanità e per il nostro Paese, patria di una tradizione alimentare che non ha eguali. Ma non verrà a Milano solo per quello. Verrà in Italia per capire cosa si può fare con il nostro Paese e le nostre imprese, per toccare con mano le possibilità di investire, guardare da vicino come abbiamo fatto a costruire l'Italian style che tutti ci invidiano».
La relazione del presidente di Confindustria Giorgio Squinzi (link )

In calo la fiducia delle imprese di costruzione
L'Istat rende noto che a maggio è sceso l'indice del clima di fiducia delle imprese di costruzione, che si è attestato a 72,9 rispetto al dato di 74,6 registrato ad aprile. Nel settore costruzioni, precisa l'Istat migliorano le attese sull'occupazione (da -24 a -23) ma peggiorano i giudizi sugli ordini e/o piani di costruzione (da -51 a -54).

A maggio cala anche l'indice composito del clima di fiducia delle imprese italiane, sceso a 86,9 rispetto all'88,8 di aprile. «L'indice complessivo - si legge nel comunicato - riflette il peggioramento della fiducia delle imprese dei servizi di mercato e di quelle di costruzione; rimane stabile la fiducia delle imprese manifatturiere mentre migliora quella delle imprese del commercio al dettaglio».
Il comunicato dell'Istat (link )


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