Lavori Pubblici

Livorno-Civitavecchia, da Bruxelles procedura d'infrazione sugli appalti in house

Giorgio Santilli

Indagine nei confronti di Società autostradale tirrenica per accertare eventuali irregolarità nell'affidamento dei lavori di realizzazione della nuova arteria

La commissione Ue ha aperto una procedura di infrazione nei confronti di Sat, Società autostradale tirrenica, la concessionaria dell'autostrada Livorno-Civitavecchia, per accertare eventuali irregolarità nell'affidamento dei lavori di realizzazione della nuova arteria. Bruxelles vuole vederci chiaro nelle procedure di assegnazione dei lavori autostradali e soprattutto verificare se la legislazione italiana - che impone l'affidamento in appalto a terzi con gara del 60% dei lavori - sia in linea con le regole europee.

La lettera di messa in mora dell'Italia, primo passaggio formale della procedura di infrazione, è stata inviata il 22 aprile dalla Direzione generale Mercato interno al Governo che avrà tempo fino al 21 giugno per replicare. A sollecitare l'azione di Bruxelles è stata una denuncia presentata il 24 luglio 2013 dall'Ance e dall'Acer, rispettivamente associazione nazionale e romana dei costruttori edili, che da tempo interpretano le norme europee nel senso di un obbligo di affidamento da parte dei concessionari del 100% dei lavori e chiedono anche nella legge italiana l'azzeramento della possibilità di affidamento in house dei lavori a società controllate o collegate.

La questione dell'obbligo di assegnazione in appalto a terzi con gara di una quota dei lavori delle concessionarie autostradali - e in particolare di quelle che hanno ottenuto la concessione (o il rinnovo o la proroga) senza un confronto concorrenziale di tipo europeo - non è una vicenda nuova neanche nella legislazione nazionale.
Già nel 2006, con il decreto legge 286/2006, l'allora ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, aveva previsto il riconoscimento alle concessionarie autostradali della natura di «amministrazioni aggiudicatrici», imponendo conseguentemente l'obbligo di appaltare i lavori di qualunque importo nel rispetto delle procedure di gara previste dal codice degli appalti. Anche in quel caso era stata la commissione a intervenire, salvo poi archiviare la procedura quando fu adotatta la riforma legislativa.

Successivamente, con il decreto legge 207/2008, era stato il ministro delle Infrastrutture del Governo Berlusconi, Altero Matteoli, a intervenire sulla questione limitando alla quota del 40% del complesso dei lavori l'obbligo di appalto a terzi per i titolari di concessioni autostradali già assentite alla data del 30 giugno 2012, comprese quelle rinnovate o prorogate ai sensi della successiva legislazione.
Nel decreto era previsto che la natura di «amministrazioni aggiudicatrici» fosse limitata esclusivamente all'affidamento di questa quota di lavori. La quota era stata poi elevata al 50%, su iniziativa del viceministro delle Infrastrutture del Governo Monti, Mario Ciaccia, con il decreto legge 22 giugno 2012 e al 60% con la legge 34/2012 di conversione di quel decreto. Attualmente, quindi, le concessionarie possono affidare, in base alla legge nazionale, il 40% dei lavori senza gara a proprie controllate.

La Sat è titolare della concessione dell'autostrada tirrenica dal 1969 per effetto di una norma legislativa che disponeva l'affidamento. Ha ricevuto varie proroghe senza gara, l'ultima delle quali, di 18 anni, è stata disposta dal Cipe il 18 dicembre 2008. Per effetto di questa la concessione andrà a scadere nel 2046. La Sat è rimasta sotto il controllo totale del gruppo Autostrade per l'Italia fino al maggio 2011, quando fu ceduto il 69,1% del capitale per un importo di 67,7 milioni. Attualmente, oltre al 24,89% rimasto nelle mani di Aspi, possiedono una analoga quota Holcoa Spa (holding delle coop rosse composta da Ccc, Cmb, Cmc, Unieco, Cooperare e Ugf Merchant) e Vianco Spa (Vianini Lavori), mentre Mps detiene il 14,94% e la società dell'Autostrada Ligure Toscana il 9,95%.


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