Lavori Pubblici

Istat, industria e costruzioni i settori più colpiti dalla crisi tra il 2008 e il 2013

Al. Le.

La crisi ha colpito fortemente l'industria in senso stretto e il settore delle costruzioni. E' quanto emerge dalla 22esima edizione del «Rapporto annuale 2014 - la situazione del Paese» realizzato dell'Istat.
Secondo l'Istituto di statistica, tra il 2008 e il 2013 i cali di occupazione nell'industria e nel settore delle costruzioni sono rispettivamente di -482 mila e -396 mila unità (-162mila nel 2013 per l'edilizia).
Nell'ultimo anno il calo è divenuto più consistente anche nel terziario, con una riduzione di occupazione (-191 mila unità) concentrata soprattutto nei servizi generali della pubblica amministrazione e nel commercio. Tra le professioni, le più colpite sono quelle operaie, con una contrazione nel 2008-2013 del 15,1% (-958 mila unità). Tra le professioni qualificate, diminuiscono dirigenti, piccoli o grandi imprenditori (-442 mila unità nel complesso, pari a -42%) e tecnici (-423 mila persone, -9,6%).

Aumentano invece gli occupati in professioni non qualificate (+350 mila unità, tra cui 319 mila stranieri) insieme a quanti svolgono professioni esecutive nelle attività commerciali e dei servizi (+467 mila unità). In quest'ultimo aggregato la crescita riguarda esclusivamente le donne (+287 mila italiane e +199 mila straniere). Tra il 2008 e il 2013, gli occupati permanenti a tempo pieno (lavoro standard) sono diminuiti di quasi 1,4 milioni (-7,7%). Cala anche il lavoro atipico
(-177 mila occupati, -6,4%), mentre cresce quello parzialmente standard, ossia il lavoro permanente a tempo parziale (+572 mila unità, +22,1%).


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