Lavori Pubblici

Maltauro: «Continue richieste di soldi dalla "cupola"»

«Era una continua richiesta di soldi, erano continue trattative». Così, in sostanza, in altre
quattro ore di interrogatorio, con un verbale secretato come quello dello scorso 14 maggio, l'imprenditore vicentino Enrico Maltauro, che sta collaborando con i pm milanesi, ha descritto
le pressanti manovre della presunta "cupola" che chiedeva mazzette in cambio di informazioni utili per vincere le gare d'appalto.

Il costruttore, difeso dai legali Giovanni Maria Dedola e Paolo Grasso, ha chiarito, in maniera ancora più approfondita, la sua posizione, dopo che nei giorni scorsi aveva raccontato
che lui per lavorare in quel "sistema"aveva dovuto pagare. Oggi, da quanto si è saputo, Maltauro ha spiegato che a quelle incessanti richieste di denaro avrebbe tentato di sottrarsi traccheggiando, prendendo tempo. E ha completato il quadro delle presunte gare truccate relative all'Expo, in particolare quella per le cosiddette 'architetture di servizì, e alla società
pubblica Sogin.

Ma ha anche parlato del piano della "squadra", composta dall'ex funzionario del Pci Primo Greganti, dall'ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio e dall'ex senatore del Pdl Luigi Grillo, di mettere le mani sull'appalto da 323 milioni di euro per la 'Città della Salutè, polo sanitario che dovrebbe sorgere a Sesto San Giovanni (Milano). Per questo progetto (ancora da assegnare), così come per altri, gli era stato prospettato un grande "bacino" di possibili appalti.

Maltauro sarebbe stato sottoposto anche ad una sorta di confronto a distanza: i pm Claudio Gittardi e Antonio D'Alessio, infatti, gli hanno fatto alcune domande a riscontro delle
dichiarazioni messe a verbale dagli altri due arrestati che stanno facendo ammissioni nell'inchiesta, l'ex manager Expo Angelo Paris e l'ex 'braccio destrò di Grillo, Sergio Cattozzo.
Quest'ultimo, va ricordato, nei giorni scorsi aveva spiegato che la "cupola" chiese all'imprenditore oltre 2 milioni di euro di 'stecchè. Il costruttore veneto, da quanto si è appreso, ha ribadito nel pomeriggio di aver soltanto versato effettivamente 600mila euro per l'appalto Sogin, la società a partecipazione statale (i cui ex vertici sono indagati) che si occupa di smaltimento di impianti di scorie nucleari.
Inoltre, all'imprenditore è stato anche chiesto se i tre 'protagonistì della "cupola", che nelle telefonate intercettate citavano i nomi di una serie di politici, da destra a sinistra, avessero
referenti a livello più alto. Domanda a cui Maltauro, che non dovrebbe essere più convocato in Procura, non avrebbe saputo rispondere. I suoi legali stanno valutando di presentare nei
prossimi giorni al gip Fabio Antezza la richiesta di arresti domiciliari.
Intanto, Primo Greganti dal carcere, attraverso il suo difensore, Franco Macchia, continua a ribadire la sua innocenza. "È convinto - ha spiegato il legale, che oggi è andato a trovarlo a Opera - che le indagini chiariranno la sua estraneità, perché lui dice con nettezza di non aver mai chiesto nulla di illecito ad alcuno e di non aver mai preso denaro per attività illecite". L'avvocato nel frattempo ha depositato istanza al Riesame per la scarcerazione, come la difesa di Grillo, anche se probabilmente "non coltiverò la richiesta".
Il prossimo passo, infatti, per il 'Compagno G' è arrivare ad un interrogatorio davanti ai pm con quel "memoriale" che sta scrivendo ormai da giorni in carcere per difendersi.


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