Lavori Pubblici

Venis Cruise 2.0, positivo il parere Via sul nuovo terminal crociere

Franco Tanel

Cesare De Piccoli e Duferco cercano di sparigliare le carte nella partita, a quanto pare senza esclusione di colpi, che deve portare entro poche settimane alla scelta definitiva per l'approdo delle Grandi Navi a Venezia. Lo hanno fatto con una conferenza stampa in cui hanno reso pubblico il parere Via, positivo, per il loro progetto, Venis Cruise 2.0 il terminal crociere progettato alla Bocca di Lido presentato in aprile. Proprio la mancanza della Via aveva messo fuori gioco il progetto Venis Cruise 2.0 nella riunione del Comitatone dello scorso 30 aprile. Ma il parere c'era e positivo. Peccato che fosse "scomparso" nei cassetti dei Ministeri.

La commissione Via già il 27 settembre 2013 aveva dato allo studio di fattibilità del suo progetto del terminal crociere alla Bocca di Lido. Gli esperti della commissione avevano riconosciuto al progetto il merito di basarsi su "un concept di indubbia modernità per la scelta dei materiali e delle soluzioni progettuali a bassa intensità di consumo di risorse", e avevano giudicato il terminal alla Bocca di Lido come la soluzione ambientale "meno impattante" tra quelle presentate al punto di manifestare "apprezzamento" per l'ipotesi progettuale. Ma nessuno nei ministeri interessati – dall'Ambiente alle Infrastrutture – pare aver saputo nulla di questo parere. Cesare De Piccoli non si spiega quanto accaduto (solo un disguido o qualcuno ha deliberatamente "insabbiato" la Via?) e afferma: «Ora che ho scoperto l'esistenza di questo documento ho il diritto di chiedere una nuova istruttoria con procedure certe per l'esame delle proposte in campo. Sono convinto che la partita è ancora aperta e che il mio progetto debba essere giudicato alla pari degli altri. Mi affido alla maestà della legge. Il presidente del Consiglio pretenda che vengano lette bene le carte, nomini una commissione di esperti che valuti tutti i progetti sul tappeto e scelga quello migliore».
De Piccoli pensa che la sua idea progettuale, adottata e perfezionata dal punto di vista ingegneristico dal gruppo Duferco Holding Italia, abbia delle buone chance. «Rispetto allo studio di fattibilità che già era stato promosso – spiega – abbiamo diminuito in media del 50% scavi, estensione e volumetria, ridotto i pontili da due a uno e la portata a cinque navi anziché otto».

Resta da chiarire cosa sia accaduto davvero: non solo il parere della Via era stato dimenticato in qualche cassetto, ma addirittura l'intero dossier del progetto preliminare di Venis cruise 2.0, presentato l'aprile scorso, sembra non avesse mai raggiunto i ministeri romani. « E' un'altra stranezza – puntualizza De Piccoli – visto che la Capitaneria di Porto di Venezia aveva regolarmente inviato il materiale ai Ministeri interessati. Anche quel materiale era scomparso».

Nella seduta del 30 aprile il Comitatone aveva deciso di approfondire lo studio tre ipotesi: lo scavo del canale Sant'Angelo Contorta, proposto dall'Autorità portuale e condiviso anche dalla Regione e dalla Provincia, il canale retro Giudecca, con ingresso dal porto di Lido, come accade oggi proposto dal sottosegretario all'Economia Enrico Zanetti e il ripristino del canale Vittorio Emanuele III, già esistente proposto dal sindaco di Venezia Giorgio Orsoni ma da rettificare e ampliare.
Il sindaco infatti non vorrebbe nuovi canali, e preferirebbe trasferire il terminal crociere a Marghera (dove naturalmente dovrebbe essere costruito da zero) abbandonando di fatto la Marittima. Insomma un pasticcio che se non sarò chiarito a breve avrà una soluzione naturale. Le grandi navi non arriveranno più a Venezia semplicemente perché le compagnie crocieristiche di fronte a indecisioni e tempi indefiniti sceglieranno altri porti.


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