Lavori Pubblici

Palazzo Italia, Acerbo: «Lavori pienamente regolari»

M.Fr.

Il responsabile del procedimento della gara da 25 milioni per il Palazzo Italia risponde ai rilievi dell'Ance sui requisiti di partecipazione indicati nel bando pubblicato l'ottobre scorso

«È proprio la normativa vigente a stabilire, all'art. 61, comma 6 del Regolamento attuativo, che per gli appalti di importo a base di gara superiore a Euro 20.658.000,00, come quello del Padiglione Italia, le imprese debbano dimostrare di aver realizzato una cifra di affari non inferiore a 2,5 volte l'importo a base di gara. La medesima normativa autorizza quindi le Stazioni Appaltanti a richiedere requisiti superiori».

È un passaggio più della lettera che Antonio Acerbo, il responsabile unico del procedimento del bando da 25 milioni per il Palazzo Italia all'Expo 2015 - ha inviato a «Edilizia e Territorio» dopo la pubblicazione dell'articolo in cui questo giornale è tornata sulla vicenda del bando ripercorrendo le tappe di quest'opera (link all'articolo ).

Nella lettera, Acerbo difende la scelta fatta di aver voluto selezionare imprese particolarmente robuste sotto il profilo dei requisiti economici di fatturato. Una scelta, ribadisce, in linea con il codice appalti. L'obiettivo di Expo, scrive Acerbo, è stato quello di «individuare soggetti solidi, dotati di una capacità economica adeguata sia all'importo dei lavori oggetto di gara sia alla loro rilevanza a livello nazionale ed europea». Pertanto, prosegue il Rup, «nel pieno rispetto della normativa vigente in materia, Expo Spa ha determinato la cifra di affari richiesta alle imprese con un incremento peraltro contenuto rispetto al minimo di legge, valutando le complessità della realizzazione dell'appalto in questione, dovute anche allo svolgimento dei lavori in concomitanza con i lavori del sito».

A proposito della contestazione mosse dall'Ance sui requisiti economico finanziari, Acerbo ricorda che la lettera in questo senso inviata ad Expo sottoscritta dal presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti,«è stata a suo tempo esaminata nei dettagli da Expo Spa e respinta, data la necessità di applicare coerentemente le prescrizioni contenute nel Codice dei Contratti Pubblici e nel regolamento attuativo del Codice, che sono state in toto rispettate da Expo nella procedura in questione». «La gara di affidamento lavori del Palazzo Italia - ricorda inoltre Acerbo - è stata aggiudicata senza alcun contenzioso e si è svolta nel massimo rispetto della normativa vigente».

L'appalto di lavori di Palazzo Italia, peraltro, come questo giornale non mancato di rilevare, è stata preceduta da un concorso di progettazione, «la procedura più trasparente e più qualificante che ci sia, il concorso di architettura», come si legge nell'articolo a firma di Giorgio Santilli pubblicato lo scorso 10 maggio (link all'articolo )

Leggi la lettera inviata a «Edilizia e Territorio» (link )


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