Lavori Pubblici

Guerra civile in Libia, 80 imprese italiane al Libya Build («Stiamo bene»)

Un'ottantina di imprese italiane sono presenti in Libia per la fiera edilizia Libya Build , inaugurata lunedì mattina a Tripoli nonostante la rivolta dei paramilitari dell'ex generale Haftar e le sparatorie che domenica 18 maggio hanno coinvolto anche il Parlamento.
«Stiamo tutti bene» ha detto Vanessa Ficarelli, fabrianese, responsabile della delegazione marchigiana, parlando lunedì mattina al telefono con la direttrice dell'Azienda speciale della Camera di commercio Marche, Gordana Gnesutta. «La fiera è stata inaugurata regolarmente. Stiamo collaborando con l'Ambasciata italiana per rintracciare tutti i nostri connazionali presenti a Tripoli in questo momento». «I nostri imprenditori hanno detto di aver trascorso una notte relativamente tranquilla - aggiunge il presidente della Camera di Commercio di Ancona, Rodolfo Giampieri -. A quanto sappiamo, al momento non sono previsti rientri anticipati».
Sarà il ministero degli Esteri italiano a valutare eventuali piani alternativi. La missione italiana alla Libya Build è organizzata dall'Ice, in collaborazione con il sistema camerale.
Sette sono gli imprenditori marchigiani presenti negli stand (altri due sono rappresentati da agenti libici): vengono da Ancona, Fabriano, Barbara, Fermo, San Costanzo, Macerata, Montecosaro. Un altro partecipa ad una fiera del settore della sicurezza.

«Tranne qualche ufficio pubblico, nel paese è tutto fermo, i negozi sono chiusi, le imprese in questi giorni non stanno lavorando», ha detto Nadim Elghlali, segretario generale della Camera del Commercio italo-libica.
«La situazione politica non e' chiara, è confusa», ha aggiunto il dirigente dell'associazione nata per rafforzare l'interscambio e la cooperazione economica tra i due paesi mediterranei, con un occhio di riguardo per le pmi. «Sono fermi i lavoratori e le aziende, per strada non c'è traffico, è come se tutto fosse paralizzato», ha proseguito, senza tuttavia usare toni allarmistici. «Aspettiamo di vedere meglio cosa succede nei prossimi giorni, stiamo a vedere», ha sottolineato ElGhlali.
Il paese, a tre anni dalla caduta del regime di Muammar Gheddafi, e' teatro di una nuova escalation di violenza: ieri gli scontri nella zona sud di Tripoli hanno provocato due morti e oltre 50 di feriti.
Il governo libico ha detto di avere il Paese ancora sotto controllo nonostante l'attacco con
blindati contro la sede del Parlamento ieri a Tripoli che ha causato la morte di due persone e il ferimento di altre 55. Lo scrive il sito americano Nbc news (flash ore 12,31 di lunedì 19). L'assalto armato al parlamento è stato definito un "colpo di stato" dalle autorità libiche.


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