Lavori Pubblici

Galletti ai costruttori dell'Ance: «In Cdm semplificazioni su bonifiche e dissesto idrogeologico»

Massimo Frontera

Intervenendo al convegno dei giovani imprenditori dell'Ance il ministro dell'Ambiente ha annunciato misure di semplificazione in edilizia sull'attività di bonifica e si è detto favorevole a modificare il ddl sul consumo di suolo

Semplificazioni sulle operazioni di bonifica e via libera a intervenire sul ddl in materia di consumo di suolo in discussione alla Camera (commissione Ambiente). Sono due temi toccati dal ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti nel suo intervento al convegno «Giochiamo in casa», organizzato dai giovani costruttori edili dell'Ance.

Per l'uscita dalla crisi e la competitività delle imprese «è chiaro che la semplificazione è il vero problema», ha detto il ministro, ricordando alla platea dei costruttori edili che il suo primo provvedimento da ministro «è stato regolamentare meglio il Sistri», escludendo alcune categorie di imprese «su cui avrebbe gravato» particolarmente perché, ha spiegato, «so bene quanto la complicazione che può fare la pubblica amministrazione pesa sulle aziende».

Galletti ha quindi confermato che al consiglio dei ministri arriverà il "decretone" Ambiente con numerosi provvedienti tra cui le semplificazioni in materia di bonifiche. «In uno dei prossimi Cdm - ha detto il ministro - porterò provvedimenti su semplificazioni nei miei settori di competenza, come le bonifiche». «Ci è chiarissimo che è quello il problema per la competitività delle imprese, specie piccole e piccolissime», ha ribadito il Galletti ricordando che «sulle bonifiche, ad esempio, adesso facciamo il controllo solo alla fine». «Nel decreto che porterò la prossima settimana interveniamo anche sul dissesto idrogeologico», ha detto ancora.
In tema di bonifiche il provvedimento dovrebbe contenere le indicazioni per una procedura di bonifica più leggera sulle aree che vengono ridestinate a strutture produttive. In materia di dissesto idrogeologico il provvedimento dovrebbe contenere misure che trasferiscono ai presidenti di Regioni alcuni poteri commissariali e definisce nuove regole su appalti e realizzazione delle opere.

Sul tema del consumo di suolo, il ministro ha detto che in Italia «è un problema», ma «non bisogna essere rigidi»; per questo «il ddl in discussione alla Camera va cambiato». «Il provvedimento è in Parlamento ed ho molto rispetto per ciò che deciderà», ha aggiunto il ministro sottolineando però che «il ddl così com'è non va, ci sono modifiche da fare». Se è quindi rivolto alla platea dei costruttori dicendosi «aperto a suggerimenti» riguardo «le possibili modifiche»,
chiedendo però «grande senso di responsabilità».

Buzzetti: «Il problema dei pagamenti alle imprese non è ancora risolto»
Il presidente dell'Ance, Paolo Buzzetti, ha posto l'accento sulla ripresa degli investimenti, proprio nel momento in cui arrivano ulteriori segnali di decrescita, con il calo del Pil dello 0,1% nel primo trimestre. «Non è una sorpresa - ha detto Buzzetti - e continuerà così finché non ci saranno condizioni diverse». Occorre cambiare politica di austerity europea perché «c'è bisogno di una flessibilità negli investimenti diversa, perché è l'edilizia che fa riprendere il Pil interno».
In tema dei mancati pagamenti Buzzetti ha riconosciuto che alle imprese sono stati pagati 7 miliardi di crediti pregressi ma che ne restano ancora 10 da riscuotere da parte della Pa. «Su questo è arrivato il momento di alzare i toni - ha detto parlando alla platea - perché il problema non è ancora risolto».

Delle Piane: «Ancora da spendere 2,1 miliardi per 5mila cantieri di edilizia scolastica»
Il patto di stabilità resta l'imputato numero uno per i costruttori, perché impedisce la liberazione di investimenti. «Il tema della scuola, sul quale si è mosso il governo è per noi molto importante», ha detto il presidente dei giovani costruttori Filippo Delle Piane. Il paradosso è che i soldi ci sono, sottolinea Delle Piane: «Ci sono circa 2,1 miliardi di euro dei 3,6 stanziati negli ultimi anni per la riqualificazione delle scuole, rimangono ancora da utilizzare: si tratta di risorse che possono permettere di avviare più di 5mila progetti già individuati». Ma per farlo, osserva, «occorre un quadro programmatico certo e trasparente che consenta scelte di investimento realistiche», superando l'estrema frammentazione delle competenze, garantendo il tempestivo utilizzo dei fondi. Parlando di risorse per rilanciare le politiche urbane del Paese, Delle Piane sottolinea come «la programmazione dei fondi europei e nazionali 2014-2020 rappresenti una straordinaria occasione». Entro luglio, ha ricordato, «dobbiamo definire le misure da finanziare con i 106 miliardi di euro della nuova programmazione: l'Ance chiede di destinare almeno 3 miliardi l'anno, per 7 anni, all'attuazione di politiche urbane nell'ambito della programmazione dei fondi europei e dell'ex-Fas».

Pietro Salini: «Il mercato Italia è bloccato»
«L'Italia conta poco sotto il profilo del fatturato e pochissimo sotto il profilo del reddito. Facciamo il 16% di fatturato in Italia ma in Italia abbiamo grosso modo il 95-96% delle scocciature mondiali». Pietro Salini, ospite dei giovani imprenditori dell'Ance, non ha peli sulla lingua nell'offrire il punto di vista di un colosso come Salini-Impregilo nell'ambito del suo mercato domestico. Non che il big non voglia crescere in Italia. Al contrario.
«Il mercato domestico dovrebbe essere importante. Noi però siamo un caso unico rispetto al resto del mondo. Noi siamo il gruppo più importante in Italia nelle costruzioni è facciamo il 16% di fatturato in Italia. Nel resto del monto è così: Strabag in Germania ha il 41% di fatturato domestico, Hochtief ha il 50%, Vinci il 55% in Francia». «Ma la soluzione del problema non è dire all'impresa: andare a lavorare all'estero, dobbiamo trovare il sistema di far lavorare l'impresa qua».

«In Italia - ha aggiunto Salini - è il paese dove è stato cancellato un contratto per legge», ha detto riferendosi alla vicenda del Ponte di Messina: «Lo Stato ha annullato d'imperio, con legge, la penale per la risoluzione anticipata... Un paese così non può funzionare». «La cosa più grave è che in Italia - ha detto ancora il presidente di Salini-Impregilo - c'è l'impossibilità di prevedere il comportamento della pubblica amministrazione».
Altro esempio sull'ambiente: «È difficilissimo sapere se si stanno rispettando tutte le norme sull'ambiente, abbiamo un caso eclatante, la variante di valico: dello stesso indentico lavoro tutto funziona in Emilia e tutto non funziona in Toscana, sei un criminale in Toscana e sei un bravo imprenditore in Emilia».

Altro esempio, sulle terre da scavo: «Abbiamo deciso di fare l'asse ferroviario nord-sud: possiamo pensare che 15 milioni di metri cubi siano destinati a rifiuto? Possiamo fare una legge in base alla quale la terra smossa diventa rifiuto speciale? La legislazione concorrente e la determinazione di cos'è il discrimine tra quello che tu puoi fare e quello che non puoi fare è affidata a dei deficienti, bisogna dirselo».


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