Lavori Pubblici

A Napoli sequestrate imprese edili per 10 milioni al clan Polverino

Cinque società edili del valore di 10 milioni di euro, considerate utili al sostentamento del clan camorristico Polverino di Marano di Napoli, sono state sequestrate dalla Guardia di finanza a conclusione di un'indagine coordinata dalla Dda partenopea. Le ditte sono di proprietà o riconducibili ad Antonio Simeoli e ai suoi figli Benedetto, Domenico e Luigi. Otto le persone indagate.

Secondo l'ipotesi accusatoria le aziende Immobiliare Sime, Linea edilizia, Futura società cooperativa edilizia, Garden city cooperativa edilizia e Tiziana costruzioni avrebbero acquisito, nel corso del tempo, il controllo monopolistico del settore edilizio a Marano, avvalendosi della forza intimidatrice dei Polverino.

Le investigazioni costituiscono la prosecuzione di una serie di indagini che, il 23 ottobre 2013 e il 3 febbraio 2014, portarono a un'ordinanza cautelare nei confronti di Antonio, Benedetto e Luigi Simeoli, con il contestuale sequestro del patrimonio e delle quote di partecipazione della Sime costruzioni e della Laura sas. L'indagine, avviata dopo il sequestro di un cantiere edile, ha fatto emergere una serie di speculazioni edilizie perpetrate con l'acquisizione di terreni e fabbricati utili alla realizzazione di vari complessi edilizi a Marano, con il coinvolgimento di imprenditori, professionisti e funzionari pubblici. Tutte le società, di cui i Simeoli erano i reali gestori, avevano la stessa sede legale.


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