Lavori Pubblici

«Un Codice dei servizi pubblici» - Nel Dl Ambiente fondo di garanzia per opere idriche

Giuseppe Latour

Il vice-ministro allo Sviluppo Claudio De Vincenti: «Un testo unico per dare certezze e rilanciare gli investimenti» - Forse venerdì il decreto legge: anticipate alcune misure del Ddl collegato

Un codice dei servizi pubblici locali, che possa finalmente garantire la stabilità normativa sia per l'acqua che per gli altri settori, come il gas e l'energia elettrica. L'agenda del Governo si arricchisce di un altro obiettivo, come ha spiegato il viceministro dello Sviluppo economico Claudio De Vincenti alla presentazione del Blue Book di Federutility mercoledì mattina a Roma. Un obiettivo al quale si lavorerà nelle prossime settimane e che, a breve, sarà anticipato dalla presentazione del decreto Ambiente che, come ha raccontato il responsabile dell'Unità di missione di Palazzo Chigi sul dissesto idrogeologico Erasmo D'Angelis, conterrà un consistente capitolo dedicato all'acqua: soprattutto, ci sarà l'atteso fondo di garanzia per le opere idriche. Intanto il presidente dell'Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico Guido Bortoni fa il punto sull'andamento degli investimenti nel settore idrico: a fine 2013 hanno fatto segnare un incoraggiante +4,3 per cento.
L'azione dell'esecutivo punta a garantire, finalmente, una stabilità normativa ai servizi pubblici locali. «Stiamo lavorando a un Codice che consenta a enti e imprese di confrontarsi all'interno di un quadro chiaro», spiega De Vincenti. In questo modo si cerca di invertire una tendenza «a un'attività normativa caratterizzata da sovrapposizioni, passi in avanti e all'indietro che, per la verità, negli ultimi due anni abbiamo cercato di stabilizzare».

Le linee che seguirà questa sistematizzazione saranno tre. «Cercheremo di superare la frammentazione della gestione favorendo le aggregazioni».
In secondo luogo ci si muoverà sul fronte del servizio, fissando i paletti che distinguono le diverse forme possibili. «Intendiamo dare maggiore certezza del diritto nella scelta tra concessione a terzi, selezione del socio privato e gestione in house». Infine, c'è il tema degli investimenti, «perché c'è bisogno di fonti di finanziamento strutturate». Anche se molto è stato fatto affidando la tariffa all'Aeegsi.

Alcuni di questi obiettivi saranno già perseguiti nel giro di pochi giorni, probabilmente venerdì, quando dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri l'atteso decreto Ambiente, a cui sta lavorando Palazzo Chigi insieme ai tecnici del ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Secondo le indiscrezioni di D'Angelis, nel pacchetto rientreranno una serie di misure relative all'acqua che puntano ad anticipare i contenuti del collegato Ambiente alla legge di Stabilità, fermo a Montecitorio. «Ci sarà il fondo di garanzia presso la Cassa conguaglio». Si tratta di un fondo alimentato tramite la tariffa e senza oneri per la finanza pubblica che andrà a supportare gli interventi immediatamente cantierabili e già pianificati.
E non è la sola misura. «Puntiamo – dice ancora D'Angelis - a trasformare le Autorità di bacino in Autorità di distretto. Introdurremo la tariffa sociale, destinata agli utenti in condizioni economiche disagiate, e presenteremo norme sulla morosità».
Sul fronte del dissesto idrogeologico, poi, va avanti l'impegno di Palazzo Chigi per spendere gli 1,7 miliardi di fondi non impiegati negli ultimi anni.

Infine, da Guido Bortoni (presidente dell'Authority energia, gas e acqua) è arrivato l'invito a «ridare credibilità al sistema». Un segnale importante, in questo senso, arriverà venerdì «quando approveremo la tariffa definitiva per il periodo 2014 e 2015 per i primi due Ato in Italia». In condizioni di maggiore stabilità c'è più spazio per gli investimenti in infrastrutture idriche. E lo testimoniano i dati del presidente dell'Autorità: «Nel 2013 sono aumentati del 4,3 per cento». Si tratta di 1,28 miliardi in valore assoluto a fine anno, che fanno riferimento solo ai 30 milioni di utenti per i qualità l'Aeegsi ha approvato la tariffa.


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