Lavori Pubblici

Expo, antimafia più soft per gli appalti tra 50 e 100mila euro - Le nuove regole

Massimiliano Carbonaro

Pubblicate le nuove Linee guida del Ministero dell'Interno: la soglia per le regole più stringenti si alza da 50 a 100mila euro - Il commissario Sala: «Necessario semplificare le procedure»

Emergenza criminalità organizzata su Expo e il paradosso delle regole per i controlli antimafia sull'esposizione internazionale di Milano del 2015. Sulla Gazzetta Ufficiale è stata pubblicata il 10 maggio - rendendola immediatamente operativo - la terza edizione delle Linee guida appunto per i controlli antimafia, emanata dal Comitato di coordinamento per l'alta sorveglianza sulle grandi opere del Ministero dell'Interno. E la novità è che con l'aggiornamento i controlli di semplificano per i controlli sugli appalti per quanto riguarda la realizzazione e montaggio degli stand.

I controlli meno stringenti sulle imprese, i lavoratori, i subappati e le forniture, che già erano in vigore per gli appalti sotto i 50mila euro, vengono ora estesi fino alla soglia di 100mila euro.
Questa soglia sarà valida per le attività di realizzazione e allestimento dei padiglioni, più quelle connesse all'organizzazione degli eventi tematici che si svolgeranno nel corso della manifestazione. Ulteriore semplificazione per quanto riguarda gli appalti fino a 150mila euro sostanzialmente per le attività di montaggio e smontaggio delle strutture temporanee destinate ad ospitare l'evento. Questa la semplificazione firmata il 5 maggio a Milano che rappresenta un paradosso per Expo visto che è arrivata poco prima dell'arresto del suo direttore generale Angelo Paris in seguito alle indagini su quella che è stata subito inquadrata come una nuova Tangentopoli, più che un fenomeno di infiltrazione della criminalità organizzata.

Le nuove linee guida non fanno comunque venire meno i controlli antimafia che però diventano meno stringenti: si ha sempre l'obbligo di comunicare alla prefettura da parte di Expo i contratti, ma sotto queste due soglie non si effettuano controlli rafforzati intorno all'intera filiera dell'impresa vincitrice dell'appalto. Le verifiche effettuate fino a questo momento hanno comportato 1.836 pratiche evase e 255 pratiche ancora sotto esame, ma soprattutto 33 provvedimenti di interdizione su aziende che non avevano tutte le carte in regola.

Nel testo delle linee guida si legge che serviva «fluidificare i controlli antimafia, senza pregiudicarne incisività ed efficacia».
«Si è ritenuto - ha detto lunedì 12 maggio il commissario dell'Expo, Giuseppe Sala, alla commissione parlamentare Antimafia - che alcuni appalti non rientrassero tra le attività sensibili e che fosse necessario semplificare le procedure amministrative».

Le nuove linee guida però hanno sollevato alcune perplessità, in particolare da parte del presidente della commissione Antimafia, Rosy Bondi, al termine dell'audizione del commissario dell'Expo, Giuseppe Sala: «Perché il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni – si chiede Rosy Bindi – non ci disse che era stato siglato un protocollo con le nuove linee guida per gli appalti dell'Expo? Noi - ha aggiunto la Bindi - siamo preoccupati dal fatto che, per accelerare i lavori, si possano abbassare i controlli contro il rischio di infiltrazioni criminali». Per il presidente della commissione bisogna aumentare le forze dell'ordine e le task force che stanno svolgendo i controlli. «Bisogna - secondo il presidente della commissione - aumentare le forze dell'ordine e le task force che stanno svolgendo i controlli». E non ridurli anche perché le gare al ribasso e la possibilità di subappalti consentono le infiltrazioni.

Un allarme sui ritardi delle infrastrutture è stato invece lanciato da Claudio De Albertis, presidente di Assimpredil Ance, nel corso di un convegno "Presentazione 2° Rapporto Cresme sul mercato delle Opere Pubbliche nelle Province di Milano, Lodi, Monza e Brianza". Sull'Expo 2015 «l'emergenza resta, perché molte opere oggi sono in ritardo o bloccate e perciò si prospetta all'orizzonte il rischio di paralisi».

Più rassicurante Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia che ritiene che il sistema di controlli funziona. «Questa brutta vicenda getta un'ombra sull'Expo ma bisogna chiarire - ha commentato Maroni - perché ci sono tantissimi appalti che sono stati fatti in modo regolare e c'è un gruppo investigativo presso la Prefettura di Milano che lavora per controllare e per evitare che non ci siano delle infiltrazioni mafiose che infatti non ci sono state».


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